capitolo 12 - Chloe

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Chloe

Il mio aguzzino mi ha rapita, letteralmente, salvatemi.

«Regola numero uno, non farmi vedere mai più quelle sceneggiate della settimana scorsa dove palesemente gli muori dietro con la bava alla bocca.»
Fa una smorfia.
« Ancora non capisco che ci trovi in quello.»

Ma come si permette?
«Innanzitutto io non sbavavo, secondo, tu sei un cafone, terzo ... »

Non mi presta la benché minima attenzione, quindi è inutile sfogare il mio disappunto.
« Scusami, mi hai trascinata contro la mia volontà a pranzo fuori dall'ufficio per parlare, come lo chiami tu, il piano di conquista, che detta così, devo dirtelo Andrea, fai un po' paura, e alla fine mi ignori?»
Come se non esistessi continua a scrivere qualcosa sul tovagliolo di carta, cerco di sbirciare, ma lui continua a coprirsi per evitarlo.

Dove siamo, alle elementari?

Indispettita lo ignoro a mia volta e cerco di richiamare l'attenzione del cameriere per ordinare il mio pranzo, questo mi fa cenno di attendere e sbuffo, ci si mette anche lui ora.
Ad un tratto il mio collega si alza e mi consegna il misterioso fazzoletto, ripiegato su sé stesso.
« Vado in bagno e torno, nel frattempo ordinami la specialità del giorno se dovesse arrivare il cameriere.»
Mentre lui si allontana, curiosa sbircio finalmente ciò che ho nelle mani, quello che mi ritrovo davanti mi fa accartocciare il fazzoletto dalla rabbia.
Quello stronzo ha disegnato una ragazza, palesemente io, con occhi a cuore e gocce che escono dalla bocca e finiscono in un secchio, di fronte c'è un ragazzo, palesemente Mark, visto che ha inserito anche i nomi.

«Signorina, vuole che ripassi per le ordinazioni visto che il suo accompagnatore si è allontanato?»
L'arrivo del cameriere mi dà la lucidità necessaria per non badare a quel grande idiota, e forse anche un'altra idea.
« No, ordino io per entrambi.»
Rispondo con un gran sorriso, le piccole corna rosse nascoste fra i capelli e la lunga coda.
Andrea ritorna dalla toilette e riprende il discorso.
« Allora, dicevo, noi uomini non amiamo vedere una donna che cade ai nostri piedi, per attirare la sua attenzione devi farti desiderare, devi stuzzicarlo e poi sparire.»
Nota il tovagliolo appallottolato e ridacchia.
« Ma come, non hai apprezzato la mia opera d'arte?»
Io cerco di sistemarlo fingendomi rammaricata.
« Ma certo, la incornicerò.»
Abbozzo un sorriso fintissimo stringendo il tovagliolo al petto.
« Devi farti vedere interessata e poi non calcolarlo, farlo ingelosire, lui inizierà a chiedersi il perché, puoi giocare le tue carte per bene visto che siamo nello stesso ufficio, anche se spesso è in giro.»
Cerco di ponderare ogni sua parola, ogni sua proposta ma il cervello va in tilt.
« E poi saremmo noi le complicate.»
Sbuffo, non ci sto capendo nulla, tutto ciò che dice è assolutamente contraddittorio.
« Hai il maestro con te, tranquilla.»
Alzo gli occhi al cielo e sussurro un " andiamo bene."
« Dovremo rivedere anche il tuo guardaroba, andremo a fare shopping dopo il lavoro, ti avviso organizzeremo una serata in qualche modo dove sfoggiare qualche abito sexy.»
Sbarro gli occhi.
«Quanto sexy, cosa intendi tu per sexy, non ho intenzione di sembrare una poco di buono.»
Mi sporgo in avanti agguerrita, voglio mettere le cose in chiaro, lui addolcisce i lineamenti del viso e posa una mano sulla mia, proprio sul tavolo.
« Chloe, no, non lo farei mai, e se non fossi certo che Mark fosse un bravo ragazzo, farei di tutto per dissuaderti dall'uscirci.»
I suoi occhi mi sembrano sinceri e il mio istinto mi ha sempre detto che di lui posso fidarmi, anche se questo non ha senso, non lo conosco, ma mi basta guardarlo, e ciò che leggo in queste gemme, dal colore che fin troppo spesso mi incanta, mi spinge a farlo, in modo senza logica.
Accenno un sorriso e lui ricambia, la sua mano è ancora sulla mia e questo tenero contatto non mi disturba, questa strana atmosfera è quasi familiare, almeno fino a quando non arriva il cameriere.
Andrea schiarendosi la voce si ricompone, e lo stesso vale per me, ringrazio il ragazzo che pone davanti ognuno di noi i nostri piatti e va via, la faccia del mio compare d'avventura è tutta un dire, fissa ciò che ha davanti con fronte aggrottata.
« Questo cos'è?»
«Eri stato tu a dire che avresti iniziato a leggere ciò che legge Caroline, vedere i film che le piacciono, ecc, bene, inizia con il suo solito pranzo, insalata scondita.»
Continua a fissare il suo pranzo come se davanti a sé avesse un esperimento scientifico non riuscito.
« Questa è una vendetta per il disegno,vero?»
Mi fissa con occhi ridotti a fessure minuscole, io, simulo un viso dolce, da angioletto.
« Assolutamente no, sto solo facendo la mia parte, compagno di conquista.»
Sbatto le ciglia più volte e lui ride amaramente.
«Ok, ok, non temere, mi vendicherò.»
Addenta tristemente una foglia di insalata ed io il mio salmone.
Rientriamo in ufficio e Mark è già alla sua scrivania, Andrea mi ha consigliato di ignorarlo, evitare come al mio solito di cercare di chiacchierare chiedendogli come sia andata la sua pausa, infatti non lo saluto e rispondo al messaggio di Sofi, dove mi chiede se dopo il lavoro passo io al supermercato.
Vado dritta a sedermi e mi arriva un messaggio di Andrea, che è praticamente a due metri, mi irrigidisco guardandolo con la coda dell'occhio, ma lui è tranquillissimo, nessuna traccia del telefono, che è nascosto sicuramente dietro lo schermo del suo Pc, apro il messaggio e dice solo 'sorridi e rispondi'.
Prendo un respiro e inizio la mia performance, inizio a sorridere e rispondo al suo messaggio con emoticon, inizia fra noi così una battaglia di dito medio, io ne mando uno, lui due, io cinque, lui sei, poi mi stanco e ne invio diciassette.
Gli scappa una risata che camuffa con un colpo di tosse.

Ho vinto!

«Chloe, sei di buon umore dopo la pausa pranzo.»
Non ci credo, ha funzionato, Mark ha notato che sto ridacchiando mentre messaggio con qualcuno, dentro di me i fuochi d'artificio.
Sto per aprire bocca, ma mi anticipa Andrea, sfortunatamente, aggiungerei.
« Per tutto il pranzo è stata appiccicata a quel telefono cercando di rifiutare un invito a cena, vorrei sapere che fai a questi uomini.»
Quasi la mandibola mi si sta staccando, visto che la mia scrivania è accanto al delinquente, disposta a L, mi allungo leggermente facendo finta di ridere e gli tiro un calcio nello stinco.

E' solo il preludio della sua morte.
Mark mi scruta con i suoi occhi scuri e sembra pensieroso, poi torna a guardare lo schermo davanti a sé, mi volto verso Andrea e gli faccio un unico segno netto, quello della decapitazione.
Usciamo dall'ufficio tutti e tre, quindi devo ancora attendere per il mio omicidio stile highlander, salutiamo Mark e non appena gira l'angolo mi volto agguerrita verso quel demente.
«Che diavolo fai? Praticamente gli hai detto che ho uno spasimante.»
Quasi gli urlo in faccia, bhe, non proprio visto che è più alto di me di quasi dieci centimetri ed io ho i sandali.
«Calma tigre, è bene che lui non sia così tranquillo che tu sia lì ad elemosinare le sue attenzioni.»
Indossa i suoi rayban scuri.
« Un uomo è stimolato dalla competizione all'inizio, ho specificato che tu hai rifiutato l'invito, tranquilla.»
Mi sono stancata di questo giudizio che ha sulla sottoscritta.
« Non elemosino niente neanche dalla persona di cui sono innamorata, figurati se posso farlo con lui per una semplice cotta, non mi conosci, nessuno ne vale la pena. Cercare di avere un approccio, qualche attenzione, non è sinonimo di elemosinare.»
Decido di andarmene prima di mandarlo a quel paese, perché non ha capito nulla, se Mark mi darà l'occasione di uscire un paio di volte, bene, altrimenti sopravvivrò, ho una dignità che di certo non calpesterò per un ragazzo che conosco appena.
«Non ho detto che tu lo stia facendo, ma che lui possa pensarlo, togliamogli questo pensiero. Non offenderti.»
Mi insegue facendomi il labbruccio, ed in questa veste è la prima volta che lo vedo, è quasi comico e non riesco a trattenere un sorriso, che appare anche sul suo volto.
«Ed ora forza, andiamo a fare shopping, cara Chloe.»
Sbuffo sonoramente facendolo ridacchiare.

Questa storia è appena iniziata è già mi ha stancata.

Questa storia è appena iniziata è già mi ha stancata

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