Qualunque progetto tu abbia, l'amore finirà sempre per stravolgere tutti i tuoi piani, perché quando si tratta del cuore, tutto è fuori controllo.
È inutile fare piani, nulla andrà come progettato, l'amore arriverà a mischiare le carte a proprio pia...
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Capitolo 84
Andrea
Chloe ha cambiato la mia vita, continua a farlo, non speravo finisse così, lei fra le mie braccia, ma questa donna riesce sempre a stravolgere tutti i miei piani, mi chiedo solo se più tardi se ne pentirà o riuscirà a perdonarmi per il passato.
Mentre la stringo a me e faccio combaciare la sua pelle alla mia, mi sembra di sentire gli stessi brividi sui nostri corpi, sensazioni che mi mancavano, che solo lei può farmi provare. Vado in estasi quando lecca l'incavo del mio collo lasciandomi sfuggire un suono gutturale e stringo le mani sui suoi glutei portando il suo bacino vicino il più possibile al mio. Questi jeans stretti che porta impediscono il contatto che vorrei fra le nostre parti intime e, devo rimediare il prima possibile perché la mia erezione fa davvero male.
Con le dita sgancio il suo reggiseno e mentre glielo sfilo lei non abbassa lo sguardo, no, anzi, mi comunica con quelle gemme d'Ambra scure che è ciò che desidera. Me.
Chloe, nonostante sia una bellissima donna, si è sempre sentita in imbarazzo di fronte a sguardi maschili, ma con me, ha sempre dimostrato di sentirsi a suo agio, anche prima che ci innamorassimo, e non è scontato come si possa credere.
Bacio il suo profilo, iniziando dal naso, passando alla bocca, arrivo al collo, poi scendo sulla scapola, la scosto un po' più in là per riuscire ad arrivare finalmente ai suoi meravigliosi seni. Lei si gode il momento gettando la testa indietro e infilando una mano fra i miei capelli, mentre con l'altra si sorregge. Io lecco, succhio, ho quasi voglia di mordere queste delizie che tanto mi sono mancate e, più la sento mugugnare, più la mia erezione pulsa. Deve essere mia, voglio ritrovarmi in lei.
Afferro meglio la sua schiena con un braccio e con un balzo finiamo sdraiati sul letto, scoppia a ridere coinvolgendomi e risentire questo suono, vivere questi momenti, è bellissimo.
Il suo profumo è invitante, è impossibile resistere e inizio ad assaporare la sua pelle come se fosse una fragola succosa, mi gira quasi la testa per lo sforzo che sto facendo di non andare dritto al sodo, ma voglio godermi ogni istante. Sbottono il suo jeans e glielo sfilo insieme all'intimo e vorrei toccare ogni millimetro di questa donna perfetta. Non posso non ammirarla ancora un attimo pregustando quello che sta per succedere, sognando scenari che non vivo da troppo, perché d'ora in poi non mi allontanerò più da lei. Abbasso i miei pantaloni e i boxer, il mio corpo ora è sul suo, smanioso quanto me di risentirci una cosa sola. È un desiderio incalzante, da fare male, un bisogno vitale quello di fare l'amore, perché non è un appagamento fisico, no, quello lo lascio ai poveri sfortunati che hanno incontrato l'amore ma l'hanno mandato al diavolo, che si accontentano di restare vuoti dentro, la nostra è una unione di anime. Ogni suo bacio servirà a rammendare i brandelli del mio essere, ogni carezza li disinfetterà, ogni sguardo li curerà.
«Riesci a riportarmi a casa.» Sussurro mentre ci stiamo amando, più di prima.
Non appena entrambi raggiungiamo il culmine, ci lasciamo andare fra le lenzuola, subito la copro con una coperta, sapendo quanto abbia sempre freddo e la tengo stretta a me. Accarezzo i suoi lunghi capelli color cioccolato e inizio a giocare con una ciocca avvolgendola fra le dita. È tutto perfetto, anche la pace che sento dentro di me, dopo tanto tempo.
«È tutto sbagliato.» Poche parole, appena bofonchiate fra sé e sé, fanno di nuovo tremare il mio mondo. Lei si allontana dal mio petto, dove era rifugiata e torna alla realtà, avrei dovuto tenerla più stretta, avrei dovuto evitare che si risvegliasse da questo sogno fatto di noi, ancora per un altro po'. «Chloe...»
«Mi hai ferita diverse volte, non posso permettere che tu lo faccia ancora.» Provo ad afferrare il suo polso ma è già in piedi alla ricerca dei suoi vestiti.
«Stavolta sarà diverso.» Tento di convincerla a darmi fiducia, a non rinunciare a noi, perché stavolta io non lo farò di certo.
«Come faccio a crederti? Come posso darti ancora il mio cuore e non uscirne a pezzi? É ciò che fai, che hai sempre fatto con me.» Fa spallucce, quasi rassegnata, come se io fossi un vecchio libro letto e riletto che non potrebbe mai avere un finale diverso.
«Andremo piano, con i tuoi tempi, ti dimostrerò che ti sbagli, che ciò che conta, siamo noi, solo noi.» Si riveste in fretta, mentre io ho messo solo l'intimo, ma non mi da retta, non alza neanche la testa. «Ascoltami...»
«Non hai vinto i tuoi demoni, questa smania di vendetta.» Mi blocca con uno sguardo di fuoco. «So che hai preso il posto che ti spettava nell'azienda di tuo padre, nella tua azienda e, questo vuol dire solo una cosa conoscendo quanto odi quell'uomo.» Cerca di leggermi dentro, tenta di carpire, attraverso il mio viso, se le sue intuizioni possano essere esatte, io, resto impassibile, ma non serve, questo silenzio è la risposta che cercava, che sapeva.
Esce dalla stanza mentre le corro dietro, per l'ennesima volta, ormai ho perso il conto e se la smettessi di fare sempre le scelte sbagliate non ce ne sarebbe bisogno.
«Non posso permettermi di perdere la cosa più importante della mia vita.» I suoi movimenti si bloccano, stava infilando il cappotto ed ora è pietrificata, ci mette qualche secondo per voltarsi a guardarmi, forse aveva bisogno di trovare il coraggio di farlo e lo dimostrano i suoi occhi lucidi.
«Non può finire, lo sai anche tu che ci apparteniamo, Chloe.» Sono sicuro che sia così, è l'unica certezza della mia miserabile vita ciò che mi lega a questa donna, il sentimento che mi scoppia in petto e mi tiene in piedi. La vedo prendere un grosso respiro e sbattere convulsamente le palpebre per ricacciare le lacrime, non vuole essere fragile.
Stringe la borsetta fra le mani talmente tanto che le sue dita minute sono quasi bianche. «Devo andare a lavoro, sono in ritardo.» Si incammina verso la porta ma io sono più veloce e mi piazzo davanti.
«Ok, ma dammi solo la possibilità di una cena, ti spiegherò tutto, ti dirò ogni cosa sul perché lavoro con mio padre, sul perché delle mie scelte, sui piani che avevo.»
Sembra valutare la mia proposta, nonostante sia palese il suo desiderio di scappare quando guarda la porta, ma ogni volta che riporta lo sguardo su di me so di avere una speranza. Me lo ha appena dimostrato in quel letto. Eravamo ancora noi, siamo sempre stati noi, anche quando era lontana a causa della mia stupidità, saremo sempre noi anche se un giorno dovessi perderla, perché l'amore esiste, ora lo so, e non è possibile cancellare un amore così, o provarlo per chiunque.
« Va bene.»
Mi basta questo, ci concordiamo per questa sera, passerò a prenderla a casa sua e so che dovrò davvero dirle tutto, rischiando di mettere ancora di più a repentaglio la sua fiducia verso il sottoscritto, ma in qualche modo recupererò.
Dovrà arrendersi a noi,a quello che ci lega, come ho fatto io. Arriverei in capo al mondo, combatterei mille battaglie, ora che ti horitrovata, non ti perderò.