capitolo 23 - Chloe

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Chloe

Quando le sue labbra toccano le mie, il tempo sembra fermarsi, ogni cosa intorno a me sembra svanire, non riesco a percepire altro all'infuori di noi.
Cerco un appiglio perché le gambe sembrano quasi cedere, tremare, proprio come il mio cuore, scosso da battiti impazziti, che non riesco a fermare.

Poggio le mani sui suoi fianchi, cerco di ancorarmi ad una realtà che si confonde con le fantasie degli ultimi giorni, lo ammetto, almeno a me stessa.
Ho bisogno di realizzare che sono fra le sue braccia, inspiegabilmente, perché non doveva andare così, non erano questi i piani, ne i miei, né tanto meno i suoi.

Ho bisogno di rendermi davvero conto che tutto questo stia accadendo, e giuro di non aver mai provato ciò che sento ora, e potrebbe spaventare, invece è l'opposto.

Queste emozioni mi travolgono come una tempesta improvvisa e mi sembra di non essere neanche su questo pianeta.
Quest'uomo è entrato nella mia vita per caso, e sembra in tutti i modi volerne far parte, prepotentemente.
Non gli è bastato essere presente nelle mie giornate, nella mia quotidianità lavorativa, ho dovuto iniziare a fare i conti negli ultimi giorni anche con un pensiero costante, come un'ossessione che non ti abbandona, senza poter capirne la ragione, perché non c'è una logica in questo.

Ed ora che sono fra le sue braccia, ora che le nostre labbra si sfiorano, sembra tutto essere al posto giusto.
Come può essere possibile?

Si allontana da me di poco e quando riapro gli occhi incontro i suoi, mi osserva intensamente per poi accennare un piccolo sorriso che coinvolge anche me istintivamente e che, soprattutto, riflette ciò che sento.

Poggia nuovamente la mano sulla mia guancia accarezzandomi e il suo tocco mi riscalda come i raggi del sole in primavera.
Ciò che leggo nel suo sguardo è un desiderio che infonde calore in ogni parte profonda del mio essere.
Il modo in cui mi guarda, quasi mi fa mancare il respiro.

Vorrei chiedergli cosa sta succedendo fra noi, se anche lui come me sia stordito da tutte queste emozioni, sorpreso come la pioggia improvvisa in un giorno di sole. Ma mi basta sentire come mi stringe, come il suo respiro sia accelerato, come i suoi occhi si perdono nei miei per capire che sta provando ciò che provo io.
Avremo tempo per capire tutto quello che sta accadendo, dare un nome a questi sentimenti, parlare di ciò che sta nascendo, di quello che stiamo diventando, ma ora, entrambi, abbiamo bisogno di scoprirlo assaporandoci ancora.
Non è bastato a lui quel semplice bacio, visto che continua a puntare nuovamente alle mie labbra avvicinandosi, proprio come non è bastato a me, che lo tiro senza controllo verso la mia bocca, già pronta ad accoglierlo.
In trepidante attesa anelo ancora il turbinio di emozioni che ne conseguirà, ma stavolta voglio di più, molto di più.

Ma proprio quando finalmente sono ad un soffio dall'assaporare nuovamente quelle labbra che so già, saranno il mio tormento, una luce acceca i miei occhi costringendomi a portare una mano davanti il viso per proteggermi.
Andrea si ritrova, buffamente, a dover spiegare ad un membro dello staff che non siamo rinchiusi in questo stanzino con l'intento di voler rubare, tutto questo attira l'attenzione della guardia che accorre e immagina scenari fin troppo piccanti.

Che vergogna.

Cerco di nascondermi dietro la schiena del mio...non so come definirlo, tutto questo mi sta confondendo, so solo come mi sento e so che voglio sentirmi così anche domani e dopodomani e il giorno dopo e ancora.

Sgusciamo fuori da quello stanzino e una volta usciti dal teatro corriamo giù per la grande scalinata, la sua mano stringe la mia e le nostre risate riempiono l'aria e i nostri cuori leggeri.
Ad un tratto mi stringe a sé e il calore che sento nel suo abbraccio mi avvolge riscaldandomi nel profondo, alzo il viso e i nostri occhi si incontrano.

Come si può stare così bene?

La magia sembra però spezzarsi al suono dei nostri nomi, Mark e Caroline in cima alle scale ci richiamano, le loro espressioni sono sorprese ovviamente, ed io, mi ero completamente dimenticata di loro.
Mi allontano da Andrea non sapendo come lui voglia affrontare la situazione, e anche un po' per rispetto nei confronti di Mark, in fondo noi due questa sera siamo usciti insieme, gli devo una spiegazione.

Qualunque cosa stia succedendo fra Andrea e me, di certo ha eclissato inspiegabilmente ciò che credevo di provare per il ragazzo che osserva severo questo feeling chiaro come il sole, e mi fa sentire in colpa per averlo usato questa sera, perche in fondo è stato così.
Non mi piace illudere un'altra persona per poi farmi vedere in atteggiamenti intimi con un'altro uomo, anche se non c'è un legame ufficiale, lo so, non fino a quando non ne parleremo, ma qualcosa mi spinge verso Andrea.

Osservo Caroline interessata a capire la situazione e mille dubbi ad un tratto affollano la mia testa, considerato che anche lui era qui per un'altra, e mi porta a chiudermi nella mia insicurezza, sperando di non essere un piccolo incidente di percorso.

Non può non aver provato nulla, i suoi occhi parlavano chiaro.

Mark inizia a fare domande purtroppo lecite e chiedendo ripetutamente perché mi trovassi con Andrea, abbasso lo sguardo, alla ricerca delle parole giuste per dirgli che non ci sarà nulla fra noi, nonostante i segnali ambigui di tutta la serata.
Spero solo che Andrea faccia lo stesso con Caroline.

Invece ciò che accade è un pugno in pieno stomaco.

«Io e Chloe ci siamo incontrati per caso all'ingresso.»
I miei occhi puntano verso l'uomo che fino a pochi minuti fa mi teneva stretta, non capendo come mai questo cambio di rotta, lui non mi guarda e questo mi fa male.
Forse nemmeno lui sa come affrontare la situazione, in effetti entrambi siamo usciti con altre persone e sarebbe maturo spiegar loro in privato cosa sta accadendo, e soprattutto, parlarne prima noi due.

Ma certo, di sicuro sarà così.

Eppure la stretta alla bocca dello stomaco mi fa quasi male fisicamente, impedendomi di parlare.

«Non vorrai mica rubarmi la ragazza.»
Mi affretto a mettere le cose in chiaro con Mark, prima che degeneri questa chiacchierata e le sue strane idee.
« Non sono la tua ragazza.»

Purtroppo nella vita si hanno pochi attimi di felicità e questi, in genere, vengono sempre surclassati da attimi di tristezza, questa è la mia filosofia, che puntualmente i fatti mi confermano, proprio come sta per accadere.

« È tutta tua.»
Queste brevi parole sono taglienti come lame, Andrea, se voleva ferirmi, ci è riuscito, ma non ne capisco il motivo, con uno scatto i miei occhi cercano i suoi, che trovano questa volta.
Tento di non far trasparire il dolore di una stupida ragazzina, e mi sento proprio così, in fondo è stato solo un bacio, e lo dimostra ciò che ha appena detto.

Cosa ti aspettavi Chloe?
Che ti dichiarasse amore eterno per un bacetto a fior di labbra?

I miei occhi, traditori, si riempiono di lacrime che provo a trattenere, il suo sguardo è duro e sembra appartenere ad un'altra persona.
Sbatto le palpebre più volte non appena saluta e va via, non posso farmi vedere così e ringrazio di essere venuta con la macchina di Sofi.
Con uno sforzo mi stampo in volto un falso sorriso e saluto freddamente anche io i due, nonostante Mark proponga di accompagnarmi fino all'auto.

Devo fuggire via, da tutti, da me, dalle emozioni che ho provato, soprattutto dalle illusioni che mi ero fatta come una stupida.

Non dovrà succedere più.

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