SABATO, GIORNO 1
A volte il destino ti prende di peso e ti mette nel posto sbagliato al momento sbagliato.
O nel posto giusto al momento giusto. Dipende dai punti di vista.
Sembra passata un'eternità, e invece si è trattato solo un'ora, o poco più.
Constatando con piacere come l'atmosfera che aleggia nella camera della sposa sia del tutto diversa rispetto a poco prima, Ginni non può che dichiararsi soddisfatta.
Tanto per cominciare, Cecilia si è placata.
L'accessorio che Ginni ha chiesto di creare al fiorista non è risultato del tutto identico alla giarrettiera-gioiello blu che sua sorella aveva scelto in atelier, ma è stato quantomeno ritenuto accettabile e di conseguenza indossato, fotografato e pubblicato.
È stato poi convenuto che non sarebbe mai stato mostrato in pubblico e che ogni traccia del suddetto accessorio sarebbe presto stata distrutta, così da seppellire per sempre quel dettaglio malriuscito.
Certo, a quella prospettiva, dopo tanta fatica fatta, Ginni ci è rimasta un po' male; però, si ripete, se Cecilia è contenta così, la sua impresa può comunque essere definita un successo.
Una volta risolti i propri drammi esistenziali la sposa ha quindi ordinato l'intervento d'urgenza delle sapienti mani di parrucchiera e truccatrice, che in poco tempo hanno radicalmente trasformato l'aspetto di Ginni, rendendola finalmente adatta al ruolo da testimone che a breve dovrà interpretare.
E non è andata così male, a dirla tutta. Una volta indossato l'abito da cerimonia e osservato il risultato finale nello specchio, Ginni stessa ha dovuto ammettere di piacersi, riconoscendo il consueto buon gusto della sorella nel selezionare e abbinare forme e colori per abbigliare se stessa e gli altri.
Cecilia, infine, si è del tutto calata nel ruolo di regina della festa. Eccola che si fa immortalare con sguardo sognante attraverso la trasparenza delle tende, e a seguire mollemente adagiata sul candido letto matrimoniale, da una coppia di fotografi che le impartisce istruzioni a raffica. Sembra serena e sollevata, soprattutto dopo essersi liberata anche dell'ultima incombenza, che ovviamente ha affidato a Ginni sotto forma di to do list: 'due cosine che non ti costa niente fare mentre sei di strada verso il tuo posto accanto all'altare'. Così le ha detto.
Quindi, per la seconda volta nel corso della mattinata, Ginni si congeda e si lascia alle spalle la camera della sposa, pronta ad eseguire gli ordini.
Percorre i corridoi che conducono all'esterno della villa, rileggendo la lista stampata sul foglio formato A4 che le ha passato Cecilia, e sorride fra sé: sono tutti compiti semplici, se paragonati a quello di un'ora prima. E anche sensati, dopotutto. Ginni li completa in fretta, poi arriva all'ultimo punto, quello più ostico, perché prevede la sorveglianza stretta del chitarrista della Soul Band.
La band di musicisti che suoneranno alla cerimonia e al ricevimento è stata scelta dalla sposa dopo una accurata selezione; per la varietà di musica proposta e la bravura della coppia di cantanti, principalmente.
Però Cecilia ha l'occhio lungo e l'ha notato, le volte in cui è stata ad assistere alle loro esibizioni, che il chitarrista aveva sempre una bottiglia o un bicchiere a portata di mano, che da pieni si facevano vuoti in un tempo troppo breve perché rimanesse sobrio fino alla fine dello show. Così ne ha imposto la massima vigilanza per tutta la durata del matrimonio.
Ginni si mette alla ricerca dei membri della band iniziando dal giardino dove, accanto all'altare, il gruppo eseguirà i canti e la musica previsti durante la cerimonia e l'aperitivo. Lì però incontra solo la cantante, che si sta scaldando la voce davanti ai primi invitati che iniziano a prendere posto sulle sedie.
L'artista, con garbo, spiega a Ginni che il resto della band si trova all'interno, dove verrà approntato un palco di fronte ai tavoli a cui gli invitati siederanno per il banchetto.
Entrando nell'enorme sala Ginni si accorge subito che lì l'atmosfera è un po' meno perfetta che all'esterno. L'allestimento è ancora in corso; nonostante i tavoli siano già elegantemente apparecchiati, infatti, sul palco dove si esibirà la band un tecnico è ancora al lavoro per montare l'attrezzatura e l'impianto sonoro.
Ginni si avvicina, sorridente e sinuosa, fingendo di passare di lì per caso. Incrocia la voce maschile della band, il batterista, il sassofonista, il tastierista – eh già, Cecilia non si è proprio fatta mancare niente – che prendono gli ultimi accordi sulla playlist del dopo cerimonia.
All'appello manca solo il chitarrista. Ginni teme di avere un'idea piuttosto certa di dove lo troverà, e infatti eccolo là, in fondo alla sala, dove una giovane e graziosa cameriera sta allestendo l'open bar, che regge in mano una bottiglia di birra già quasi vuota facendo gli occhi dolci all'inserviente.
Ginni alza gli occhi al cielo; deve risolvere il problema senza causare scalpore, o sua sorella la fulminerà. Così si avvicina, richiama l'attenzione del chitarrista e con gentile fermezza lo informa che è invitato a ricongiungersi al resto della band. Il biondo fa una smorfia, mima un bacio in direzione della cameriera, si stacca di malavoglia dal bancone e si avvia in direzione del palco. Quando le passa accanto, Ginni gli sfila di mano la bottiglia mostrandogli un sorriso caustico.
"Premesso che non vorrei essere nei panni del tuo fegato, di queste puoi berne quante ne vuoi", gli dice a bassa voce, "ma solo dopo l'ultima canzone. Ti tengo sotto controllo, bello: se qualcosa va storto, il cachet che vi ha promesso la sposa potete anche sognarvelo!"
Il chitarrista grugnisce qualcosa, poi caracolla fino a raggiungere il resto della band.
Ginni restituisce la bottiglia alla cameriera, compiaciuta. Ha portato a termine i propri compiti, tutto sta filando liscio e lei è finalmente libera. È fiera di sé e anche Cecilia lo sarà, pensa, mentre a testa alta e passo deciso sfila nuovamente attraverso la sala.
Ha quasi raggiunto l'uscita quando un fischio di apprezzamento poco signorile, proveniente dal palco dei musicisti, la fa bloccare. "Ehi principessa, dove te ne vai tutta sola? Se sei alla ricerca di un accompagnatore per il matrimonio, ci sono qua io!"
Ginni solleva di nuovo gli occhi al cielo. E questo da dove spunta? Si volta e cerca con lo sguardo il prossimo bersaglio da rimettere al suo posto. Lo individua all'istante: altri non è che il tecnico che, sul palco, sta terminando di collegare i cavi delle luci.
"Ehi, principe, ti hanno mai spiegato cos'è il catcall... oh! Ma che cavolo!?"
Lei lo guarda, lui la guarda. Entrambi si riconoscono all'istante.
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Tutta colpa dello sposo
RomanceCommedia romantica. Ingredienti: due promessi sposi molto naïf, un matrimonio in pericolo, protagonisti imbranati (ma con un cuore grande così), qualche cattivo grosso e stupido, sogni nel cassetto e romanticismo a volontà. Amalgamate il tutto, ag...
