L'ultimo sabato sera - Parte 2

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Ginni riemerge da dietro il lungo bancone del bar del River, dove ha appena terminato di mettere in fresco le ultime bottiglie.

Manuel la segue a ruota, raccattando gli ultimi imballaggi, e insieme si avviano verso il retro della discoteca. Spalancano la porta tagliafuoco e depositano il tutto insieme al resto dei rifiuti, poi restano qualche istante senza parlare, in ascolto della corrente impetuosa del fiume che scorre proprio dietro all'edificio.

"Ci pensi" dice Ginni, quasi sottovoce, "che questo enorme parcheggio, ora deserto, tra qualche ora sarà gremito delle automobili dei tuoi clienti? Ci siamo quasi, Manuel!"

Manuel la osserva con il cuore che trabocca di sentimenti contrastanti.

"Grazie", le dice, "per essere venuta qui prima che il personale prendesse servizio, stasera. E... per tutto il resto. Non so come avrei fatto senza di te. È così bello essere qui, è come vedere un sogno che si realizza!" esclama.

Lo dice con slancio, con l'entusiasmo di chi ha messo tutto il proprio ardore per trasformare in realtà ciò che ama. Eppure subito dopo china il capo, si fa cupo, Ginni gli legge negli occhi un lampo di preoccupazione.

"Ehi..." gli dice, posandogli una mano sulla spalla. "Non devi preoccuparti, andrà tutto bene! L'allestimento è completo, il soundcheck è stato un successo e l'intrattenimento in programma per questa sera è entusiasmante! Il River andrà alla grande, ne sono certa!"

Manuel solleva appena lo sguardo su di lei, le sue parole gli strappano un mezzo sorriso. Prende un respiro profondo, porta la sua mano su quella di Ginni, le loro dita si intrecciano.

Ginni sente il cuore rimbalzare forte. È una sensazione bizzarra. Fino a qualche tempo prima avrebbe dato qualsiasi cosa per un gesto così intimo da parte di Manuel, invece adesso le sembra di essere fuori posto, e un po' le dispiace: lui è forse l'unico ragazzo che finora ha dimostrato di meritare la sua fiducia.

Manuel sospira di nuovo, poi, sempre stringendo la mano a Ginni, propone: "Che ne dici se ci prendiamo una pausa, prima che arrivino i dipendenti, e ci concediamo un drink... io e te?"

"Volentieri" risponde Ginni, rientrando e seguendolo senza indugio, fino a tornare alla zona bar.


*****


Manuel è agitato. Il tremore delle sue mani mentre dosa gli ingredienti per il cocktail è tale da turbare Ginni.

"Vuoi che faccia io?" si propone, sperando di toglierlo dall'imbarazzo.

"No!" risponde lui, scattando come una molla. "Voglio dire... non è necessario. Ti meriti una pausa. Anzi, perché non vai a sederti su quel divanetto? Io adesso... io finisco qui e ti raggiungo, d'accordo?"

"D'accordo, allora, come preferisci..." risponde Ginni, regalandogli un sorriso sincero e avviandosi nella direzione da lui indicata.

"E scusami. Perdonami, davvero, per i miei modi. È solo che, Ginni... io..."

Ginni si volta, curiosa. "Sì?"

"Niente." risponde Manuel. "Sono solo uno stupido. Un maledetto stupido più nervoso che mai."

Ginni ride; scrolla il capo, benevola, si volta di nuovo e prosegue fino al divanetto che le ha indicato Manuel.

Si è appena accomodata che lui già si sta avvicinando, reggendo in mano i due bicchieri colmi fino all'orlo, con cannucce colorate e appariscenti decorazioni di frutta.

Manuel si siede di fronte a lei, gliene porge uno, e subito dopo un'ombra passa di nuovo sul suo volto.

Ginni non riesce a capacitarsi di come quel ragazzo rischi di rovinarsi così una delle serate più importanti della sua vita. Vorrebbe dirgli qualcosa, ma nel momento in cui apre bocca, lui la precede sollevando il bicchiere.

Tutta colpa dello sposoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora