L'attesa sotto casa sembra eterna, ma Giulio decide di seguire il proprio istinto, e l'istinto gli dice che questa volta è meglio dar retta allo zio e rimanere dov'è.
Non sentiva Saverio così concitato dai tempi in cui lavorava a qualche caso spinoso e all'improvviso c'era una svolta nell'indagine. Allora si precipitava in soggiorno dalla zia, le lasciava un bacio fugace sulle labbra e poi spariva per ore, a volte per l'intera notte.
Se ora si è allarmato come faceva allora, deve trattarsi di qualcosa di veramente grave.
Una sensazione lugubre si arrampica su per la schiena di Giulio.
Prova di nuovo a chiamare Ginni, ma il suo telefono risulta ancora spento. Deciso a non arrendersi, Giulio ritenta con Cecilia, pregando mentalmente di trovarla di luna buona e disposta a collaborare. Non va così, ma se non altro gli risponde.
"Ma guarda un po' chi si sente!" proclama sarcastica la ragazza. "Fammi indovinare: dato che Ginni non ne vuole più sapere di te, hai deciso di stressare me per impietosirla giocando la carta della sorellanza?"
"Cecilia, ascoltami. Ho bisogno di sapere dov'è Ginni in questo momento. È molto urgente. Devo parlare con lei, ma ha il cellulare spento. È ancora a casa? È lì con te?"
"Senti, operaio. Devo ammettere che ti sei dato da fare, in queste settimane, e per quanto i tuoi tentativi siano stati dei fiaschi continui, c'è stato un momento in cui ho pensato addirittura di ringraziarti, per aver messo a rischio la tua vita. Ma Dio solo sa che cosa hai fatto a Ginni, ieri, non l'ho mai vista così a pezzi. Perciò da me, questa volta, non aspettarti alcun aiuto. Se vuoi chiederle scusa, dovrai sbrigartela da solo, quando – e se – lei accetterà di parlarti di nuovo."
"Ceci. Ginni è in pericolo. Se si trova al River con Manuel, potrebbe succederle qualcosa di terribile!"
Giulio è stato più serio che mai, ma Cecilia, all'altro capo del telefono, scoppia in una sonora risata.
"Senti, operaio, non serve che tu faccia il patetico in questo modo. Sì: Ginni è con Manuel all'inaugurazione del River, ed è una serata davvero importante. Per entrambi. Lasciali stare, d'accordo? Non ti azzardare a rovinargliela solo perché ti sei accorto troppo tardi di essere geloso. Avresti dovuto pensarci prima di fare... qualsiasi cosa tu le abbia fatto! E comunque, il cellulare l'ha lasciato a casa proprio per essere sicura che tu non la tormentassi!"
"Non hai il numero di Manuel? Non puoi chiamarlo e fartela passare con una scusa?" la implora Giulio.
"Assolutamente no! E poi, anche se lo avessi, non intercederei mai per te!"
Giulio si passa una mano fra i capelli. È disperato, a corto di idee, a corto di fiato. La sua ultima speranza era che Ginni fosse ancora a casa, o almeno che tramite Cecilia avrebbe potuto avvertirla, e invece no.
Proprio in quel momento, con una rumorosa frenata, una Peugeot del passato millennio inchioda davanti a Giulio. Saverio abbassa il finestrino, gli ordina: "Sali. Subito!"
Giulio non se lo fa ripetere due volte. Saverio ingrana la marcia ancora prima che la portiera si sia richiusa.
"È lei?" chiede, indicando il cellulare a cui Giulio tiene ancora l'orecchio incollato.
Giulio scuote la testa. "È sua sorella" fa in tempo a dire.
"Metti il vivavoce!" tuona Saverio, imperativo. Il nipote esegue all'istante.
"E questo chi è adesso?" squittisce Ceci contrariata.
"Sono Re Saverio, bellezza. Sono quello che siete venuti a importunare per colpa dei guai in cui si è cacciato il tuo fidanzato. Ho bisogno con urgenza di sapere dove vi trovate in questo momento, voi due!"
"A... a casa mia. Sia io che Ludo. Con i nostri genitori. Stiamo per scendere a cena e..."
"Ascoltami bene, ragazzina: non muovetevi di lì. Non allontanatevi da casa. Restate in un ambiente protetto, e non separatevi per il resto della notte. Ma soprattutto: che non vi venga l'insana idea di andare al River, se ci tenete alla pelle. Mi sono spiegato?"
"Sì... sì..." balbetta Cecilia, che all'improvviso sente il panico montarle dentro. "Ma Ginni? Lei si trova là! È davvero in pericolo? E comunque, le sembra questo il modo di dare ordini, adesso che si è deciso ad aiutarci? Non poteva avvisarci prima? Ma poi, perché..."
"Stop, stop, stop! Niente polemiche, chiaro? A Ginni pensiamo io e Giulio. Voi non muovetevi di lì. Niente bravate, niente colpi di testa. Chiaro? State quieti e fate come vi dico. Ci facciamo vivi noi."
Saverio allunga la mano e preme personalmente il pulsante di fine chiamata.
Notando lo sguardo inebetito di Giulio, si stringe nelle spalle e risponde: "Troppo petulante. Non ci avrebbe più lasciati in pace. Tu ora metti il silenzioso e, se richiama, non rispondere per nessun motivo. Abbiamo bisogno di fare il punto e di restare concentrati."
Detto questo, preme sull'acceleratore per superare un semaforo ormai giallo e lancia il vecchio motore alla massima velocità fra le luci della sera.
*****
Cecilia osserva il monitor dello smartphone immobile, a occhi sbarrati, cercando di metabolizzare le parole che ha appena sentito.
"Che succede?" le chiede Ludo, preoccupato.
Lei lo guarda, guarda di nuovo il cellulare, chiude gli occhi, prende un respiro profondo, insieme all'ossigeno sembra arrivarle al cervello anche l'improvvisa consapevolezza di aver giocato col fuoco per due settimane, e che sia giunta l'ora della resa dei conti.
Riapre gli occhi e torna a fissare lo schermo dello smartphone, chiedendosi che fine abbiano fatto le sue incrollabili certezze.
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Tutta colpa dello sposo
RomanceCommedia romantica. Ingredienti: due promessi sposi molto naïf, un matrimonio in pericolo, protagonisti imbranati (ma con un cuore grande così), qualche cattivo grosso e stupido, sogni nel cassetto e romanticismo a volontà. Amalgamate il tutto, ag...
