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Il fatto che avessi finalmente rivelato tutto ciò ad Austen, mi aveva fatta sentire un po' più leggera. Mi ero liberata di un enorme peso, un peso che mi schiacciava il petto da troppo tempo. 

Non me la sentivo ancora però di parlarne con Luna ed Elton. Avevo ancora un po' di paura, e non volevo che si allontanassero. Certo, Austen non lo aveva fatto, ma ogni persona reagisce in modo diverso e quindi nulla mi avrebbe assicurato che avessero la sua stessa reazione. 

Erano i miei migliori amici, gliene avrei parlato quando mi sarei sentita pronta, una volta andata dallo psicologo probabilmente.

Anche quello mi faceva paura. Chissà che cosa avrebbe pensato di me. Probabilmente si sarà trovato davanti solo casi semplici, mi veniva da pensare, e non casi come il mio. Sarei riuscita a spaventare anche lui, solo che lui avrebbe segnalato il tutto ai professori. E non volevo questo.

In più c'era anche la questione di mio padre. Austen era stato molto gentile ad esserlo andato a trovare per proteggerlo da quella strega.

Solo mi sorprendeva il fatto che non mi avesse telefonata l'ospedale per avvisarmi del fatto che avesse preso nuovamente conoscenza. Che ci fossero state complicazioni di qualche tipo? Se fosse tornato in coma? Cercai di scacciare questi pensieri dalla mia testa, anche se a fatica.

Ero rimasta da Austen a dormire, quella sera. Avevo bisogno di un luogo tranquillo e delle braccia della persona che amavo.

Non sarei tornata a casa con quella donna in casa. Mi avrebbe picchiata di nuovo, e probabilmente avrebbe abusato di me ancora una volta.

Ero ridotta praticamente a pelle ed ossa, quindi lei ovviamente sarebbe stata più forte di me.

Sospirai. Tutti questi pensieri mi stavano soffocando.

Uscii dalla doccia e mi infilai nell'accappatoio. Tamponai e indossai l'intimo pulito e il pigiama che Austen mi aveva procurato per quando sarei andata a casa sua e avessi avuto bisogno di farmi una doccia.

Asciugai l'acqua in eccesso dai capelli prima con un asciugamano, poi spazzolai i capelli e applicai un olio nutriente e districante. Dopo aver utilizzato il phon, uscii dal bagno e mi infilai nelle coperte del letto di Austen.

Lui era sceso per salutare i suoi genitori per la notte. Li aveva avvisati nel pomeriggio che sarei rimasta a dormire. Non ero scesa a cena quella sera, non sarei riuscita a stare a tavola a comportarmi come se nulla fosse, e soprattutto non sarei riuscita a mangiare niente. Non volendo farli preoccupare, ero rimasta in camera e mi ero fatta una doccia.

Dieci minuti dopo, Austen era tornato in camera con due bicchieri d'acqua che teneva saldamente in equilibrio uno nella mano destra e l'altro incastrato tra il braccio destro e il petto, tutto ciò per chiudere la porta. Era tutto abbastanza comico e strano, ma non mi feci domande.

- Eccomi. Mamma e papà ti salutano e ti augurano la buonanotte - mi disse Austen mentre mi porgeva uno dei due bicchieri.

- Oh, grazie.. come gli hai spiegato il motivo per il quale non sono scesa a cena? - chiesi mentre iniziavo piano piano a sorseggiare l'acqua. Lui nel frattempo aveva appoggiato il suo bicchiere d'acqua sul comodino e si era diretto verso l'armadio per cercare un pigiama.

- Gli ho detto che stavi studiando per un'interrogazione e che preferivi restare qui sopra a studiare. Ci hanno creduto, quindi è tutto okay - rispose con un piccolo sorriso mentre si cambiava. S'infilò dei pantaloni lunghi sull'azzurro chiaro, ma sopra non indossò nessuna maglietta. 

Era rimasto a petto nudo, e io ero appena arrossita come una stupida.

Mi raggiunse a letto e mentre finivamo entrambi di bere l'acqua avevamo iniziato a parlare di discorsi molto più leggeri. Ad esempio, avevamo parlato di un nostro ipotetico viaggio a Dublino e le varie tappe da visitare in Irlanda, di cosa avremmo fatto dopo le superiori e del come mai nel bar davanti alla nostra scuola preparassero il cappuccino più buono del mondo.

Ciò che gli occhi non vedonoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora