Myrea Santamaria è una ragazza ambiziosa e intraprendente che lavora da più di un anno come articolista per una casa editrice di nicchia proprio come aveva sempre sognato.Tutto però si sgretola, il giorno in cui il suo capo muore lasciando la redazi...
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Come fai a non compiere quella cosa sbagliata, quando sai che quella cosa ti farà divertire da matti?
Ovvio, la fai. E la fai e la rifai, fino a quando quella cosa che che era sbagliata, non si trasforma in una vera catastrofe naturale.
Sarà che sono un inguaribile sognatore con uno spiccato senso per gli affari, o sarà magari il mio egocentrismo che non lascia spazio ad altro se non a me stesso e ai miei bisogni primordiali e non. Ma io credevo fermamente in quel progetto. Credevo che quella casa editrice potesse davvero rialzarsi e sfornare opere letterarie strabilianti. Avevo personalmente visionato i loro curriculum e gli appunti di Wilson, concordando con lui, pace all'anima sua, che tutti avessero la stoffa per portare avanti la baracca.
Così, con la pazienza di un cardinale e una buona dose di ottimismo da terapia di gruppo, riuscì a dare un ruolo a tutti i miei suddetti collaboratori. Arrivai in ufficio un quarto d'ora prima dell'orario lavorativo così da godermi tutte le loro entrate. C'è chi cercava di non guardarmi, chi invece sfidava la sorte con un buongiorno e un cenno del capo, e poi c'era lei. Lei in tutta la sua bellezza e arroganza. Non finse neanche di essere interessata alla mia presenza né al mio outfit da amministratore delegato. Un tripudio di eleganza, mocassini e bretelle. Non era di certo il mio abbigliamento abitudinario, ma per il lavoro, avevo deciso di dare un'impronta diversa di me stesso. Mi sedetti sulla scrivania per metà aspettando che Candy Candy prendesse posto vicino alla strega Morgana e che tutti gli altri si zittissero con un mio sguardo. Tutti si fermarono al passaggio del mio sguardo, ma lei no.
Lei no. Cazzo, lei continuava a sfidarmi con i suoi occhi cristallini e quell'aria saccente. Strinsi tra di loro le mie labbra come a voler rimandare giù una spirale di parole che sarebbero sembrate fuori luogo in quello specifico momento.
« Buongiorno a tutti », iniziai stringendo le mani sulla scrivania. « Sono ben lieto di vedervi tutti puntuali e ligi al dovere. Come vi avevo già spiegato ieri, oggi entreremo nel vivo della nostra kermesse lavorativa. Ognuno di voi prenderà il suo posto, e ognuno dovrà dare il meglio di sé affinché questa nostra piccola realtà diventi qualcosa di competitivo. Qui alla mia destra. », affermai appoggiandoci mano sopra. « Ho le prime bozze di alcuni manoscritti che erano stati inviati a questa casa editrice prima che cambiasse, e di cui ho visto un certo potenziale. I libri sono quattro e verranno sottoposti alla vostra cortese attenzione già da adesso. », continuai guardando verso Candy Candy che se la rideva sotto i baffi.
« Signorina Santamaria, trova tutto questo esilarante? Prego, non si tenga queste perle comiche solo per lei. »
« No signor LaCroix, sono stata distratta dalla mia collega. Niente di così divertente. », si affrettò a dire scrollando la sua chioma bionda sulla spalla destra.
Divertente sarebbe infilarti il cazzo in gola, ma dettagli.
« Signorina Santamaria, si rende conto che io sto esponendo il piano di lavoro e lei non ha niente di meglio da fare che ridere con la sua collega? »