Myrea Santamaria è una ragazza ambiziosa e intraprendente che lavora da più di un anno come articolista per una casa editrice di nicchia proprio come aveva sempre sognato.Tutto però si sgretola, il giorno in cui il suo capo muore lasciando la redazi...
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Nella mia vita, da umile figlia di un professore di lettere, non avevo mai visto tanta ricchezza in una stanza. Nonché avessi vissuto nella bambagia, ma tutto quello splendore era immenso. La stanza era enorme e con altissimi soffitti decorati con finiture barocche e ori ad ogni petalo di rosa. Anche i lampadari in oro brillavano ad ogni mio movimento grazie ai cristalli che ricadevano creando una cascata di arcobaleno. Il letto a baldacchino dorato era immacolato nel suo copriletto avorio e i suoi cuscini di varie dimensioni. Sembrava come se nessuno fosse entrato mai in quella stanza. Come se nessuno avesse dormito tra quelle lenzuola o avesse bevuto un bicchiere d'acqua in prossimità del mobile con le bevande. Feci un'altra giravolta tra lo splendore del sole che entrava dalle enormi finestre e il profumo di lavanda che aleggiava per tutta la stanza.
Era tutto vero?
Mi soffermai su quelle parole guardandomi le mani. Le girai su se stesse come se fossero due farfalle seguendo ogni loro movimento. Movimento che non passò inosservato neanche allo specchio che avevo davanti attirando la mia attenzione. Era uno specchio barocco situato sopra il comò compreso di tutto quello che a una donna in vacanza potesse servire. Guardai con occhi stupiti tutte le creme e i profumi Dior all'interno di un vassoio quadrato specchiato. Ne presi uno a caso e lo spalmai sul dorso della mano annusandone l'odore. Sorrisi come una stupida ammirando la mia immagine riflessa: era un mix di felicità e sorpresa. Sospirai rimandando giù un urlo che avrebbe potuto sfondare le finestre e spaccato quei preziosi lampadari, quando sentii il cellulare squillare. Mi allungai verso lo zainetto che avevo appoggiato sulla sedia alla destra del letto, per poi rispondere lasciandomi sul letto.
« Ma si può sapere dove cazzo sei? », la voce squillante di Sandra e la sua domanda legittima mi fece sorridere all'istante. « Cosa cazzo ridi! »
« Sono in sogno, Sandra. »
« In un sogno? Sei in un sogno e non dici niente alla tua più cara amica? Mi hanno avvisato quei due appiccicosi di Lorenzo e Lucrezia che chiameremo i doppia L per facilitare le cose. »
« Non ho avuto il tempo di avvisare, scusami. »
« Io credevo che prendessi l'aereo successivo che partiva nel tardo pomeriggio. Come hai fatto ad arrivare in orario? »
« Etienne mi ha dato un passaggio con il suo Jet privato. »
« Il signor LaCroix? »
« Conosci altri Etienne? »
« Che troia! E scommetto che ti ha anche spostata in quella suite super lusso. »
« Questo non lo so. »
« In che senso non lo sai? »
« Cioè, potrebbe essere stato lui in effetti. Gli ho fatto un pompino dentro il bagno che se lo ricorderà per tutta la vita. » sorrisi mettendomi supina.
« Beh, vedo che ci hai preso gusto ad averlo in bocca. »
« Mi piace il suo sapore e mi piace il suo sguardo rassegnato all'orgasmo. Dovresti vederlo, Sandra. È qualcosa di meraviglioso. »