Myrea Santamaria è una ragazza ambiziosa e intraprendente che lavora da più di un anno come articolista per una casa editrice di nicchia proprio come aveva sempre sognato.Tutto però si sgretola, il giorno in cui il suo capo muore lasciando la redazi...
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Con gli occhi ancora fissi su quel piccolo cartoncino, la mia mente vagava senza riuscire a fermarsi su un singolo dettaglio che potesse indicarmi chi fosse l'autore di quel gesto tanto bello tanto enigmatico. Il tratto della calligrafia era elegante, ma non aveva particolari che mi facessero capire chi fosse l'artefice. Nessun nome. Nessun segno distintivo. Solo il mio nome accompagnato da quella preposizione in francese.
Le idee confuse si ingarbugliano nella mia mente, dando a quel gesto solo un nome:Julien.
Julien aveva sempre avuto una delicatezza d'altri tempi nei miei confronti, e quel gesto, avrebbe potuto essere suo. La sua attenzione per i particolari e la delicatezza nel suo apparire, poteva benissimo sfociare in quel pensiero floreale. Un modo per farsi ricordare e sottolineare quanto tenesse a me.
E poi c'era Étienne. Più impulsivo e più passionale. Lui avrebbe potuto farlo per confondermi. Per giocare con la mia mente, sapendo che avrei in qualche modo associato a lui un pensiero fuori dall'ordinario. Magari l'aveva fatto con il sorriso sulle labbra pensandomi confusa e combattuta.
Ma il cuore, si sa, non sempre segue la logica.
Una logica che si era fermata tra le parole di quel piccolo cartoncino, semplice e silenzioso. Un gesto all'apparenza gentile ma che mi scandinava dentro.
Forse, non era tanto chi lo avesse scritto, ma cosa significava per me pensando ad entrambi i fratelli. Perché in fondo la vera domanda che mi tormentava era: chi volevo che fosse?
«Embè? Mi dici che ti frulla per la testa?» domandò Sandra notando il giro vorticoso dei miei pensieri.
Ebbi di un attimo di esitazione. Non avevo raccontato la mia serata con Julien e quello che si era creato tra di noi.
«È che non riesco a capire chi possa aver mandato queste rose...»
Lei mi guardò divertita mentre si avvicinava a me. «Sai, ho visto un porno che iniziava così. Mazzo di rose, bigliettino misterioso e pacco speciale.»
«Ma la smetti?» domandai cercando di reprimere un sorriso.
«Comunque, mi dici che succede? C'è qualcuno a parte il signor LaCroix?»
«Un altro LaCroix...» sbuffai andando verso la finestra.
«Il fratello gnocco dal quadro imponente?»
«Sandra...» sorrisi abbassando lo sguardo. Che ne sapevo io dell'attrezzatura di Julien. Solo al pensiero mi sentii avvampare.
«Ma io parlavo davvero del quadro! Lo sai che sei una perversa?» accennò un sorriso appoggiando la mano destra sul fianco.
«E tu non sei da meno.»
«Touchè» alzò le mani in segno di resa. «Ma ammetti che tutta questa storia ti ha dato una bella scossa di adrenalina alla vagina. Chi ti ha mandato queste rose, sapeva cosa stava facendo. È come un antipasto prima del piatto forte, e lui sta già apparecchiando la tavola.»