Silenzio Assenso

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Tramortita ed eccitata, uscii dalla sala convegni senza sapere di preciso dove andare

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Tramortita ed eccitata, uscii dalla sala convegni senza sapere di preciso dove andare. Sorridevo come un stupida e continuavo a guardare quella chiave con la sua iniziale. Tutto quello che era successo dentro quella stanza, non aveva a che vedere con quello successo in aereo, all'asta di beneficenza o allo studio. Era qualcosa di totalmente nuovo e travolgente. Era la sua voglia carnale insaziabile che si scontrava con la mia sanità mentale. Ero stanca di cercare di reprimere quella ossessione che avevo per lui teovandomi in dissenso con me stessa.. Non riuscivo a non pensare a come mi faceva sentire quando ero tra le sue braccia. Ero burro fuso tra i suoi gesti e le sue parole. Sapeva parlarmi e toccarmi in un modo dannatamente diverso dagli altri facendo vacillare l'odio che provavo per lui. Quella sorta di odio viscerale che si tramutava in voglia di lui e del suo corpo sul mio. Corpo che lo sentiva ancora nonostante le sue dita non fossero più dentro di me. Sapeva come muoverle e come darmi piacere in una maniera eccelsa. Nessun uomo, fino a quel momento, mi aveva scopata in quel modo e nessuno aveva mai capito cosa volessi veramente. All'improvviso tutte le scopate fatte nella mia vita diventarono insignificanti, mettendo lui al primo posto.
Quando tempo era trascorso in quella stanza? Non né avevo idea. Ma la musica Jazz che mi aveva sentito all'inizio, aveva assunto toni più classici riconoscendo Chopin. Ancora accaldata dall'effetto Etienne, misi la chiave nella borsetta e cercai qualcosa di fresco da bere. Trovai ristoro in uno dei calici che venivano offerti per tutta la sala portandolo subito alle labbra. Tutti ballavano quel lento come trascinati dal vento, in una serata che di vento non ne aveva. Sentivo solo il caldo afoso avvolgermi. Ancora tramortita e disorientata vagai per la sala in cerca dei miei amici, quando vidi Etienne insieme ad una ragazza. Lei era di spalle e appoggiata per metà su di un muro, lui le stava addosso come se volesse qualcosa da lei.

Quel qualcosa.

Il suo gomito destro era appoggiato sul muro e le sue movenze facevano trasparire un certo livello di conoscenza. Lui si abbassò su di lei deviando il capo sulla sinistra dicendole qualcosa all'orecchio. Lei rise come una cerbiatta in calore provocando in lui la medesima reazione. In quella frazione di secondo pensai a quando fosse stronzo e a quello che avrebbe potuto dirle.

Aveva invitato pure la morettina nella sua stanza?

Stava giocando con me?

Voleva farmi incazzare? Si, e ci stava riuscendo.

Lui alzò lo sguardo accorgendosi di me. La cosa non lo scompose, anzi, sembrava anche contento di vedermi. Si allungò nuovamente su di lei baciandole il collo mentre i suoi occhi erano fissi su di me.
Una rabbia inaspettata mi travolse facendomi scappare da tutt'altra parte.
Diedi il calice che avevo in mano al primo cameriere disponibile per poi tirare il vestito dalle ginocchia per agevolare il mio viaggio verso l'ignoto.

« Bastardo! » imprecai verso Etienne e quella strana forza che mi diceva di andare da lui. Avrei voluto tirargli un calcio sui coglioni ricordandogli cosa aveva detto e fatto, quando mi ripensai alle sue parole. “ Ti scopo, pur non appartenendoci ma bramandoci. “ Lui non aveva nessun diritto su di me come io non avevo nessun diritto su di lui. Lui era solo una scopata. Una di quelle che si fanno e che si dimenticano il giorno dopo. Niente di più.  

Otto Secondi La tua prossima ossessione. Scoprilo ora