Qualcuno come te

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Venni svegliata dalla sua presenza

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Venni svegliata dalla sua presenza. La sua voce calda e la sua figura nuda si ergevano davanti a me, rivelando la loro magnificenza, come madre natura aveva previsto. Lui, di una bellezza che toglieva il fiato, si muoveva lentamente lungo il perimetro della stanza, attirando la mia attenzione sul suo sedere di marmo, scatenando inconsapevolmente una valanga di pensieri impuri. All'orecchio aveva il suo iPhone, che stringeva saldamente con la mano destra, mentre si toccava il labbro inferiore. Nonostante le sue mani si muovessero, toccando anche il suo adorabile pene a riposo, la conversazione apparve subito tranquilla e priva di qualsiasi tensione. Mi chiesi con chi stesse parlando al telefono e perché non mi avesse svegliata. Iniziai a provare gelosia, immaginandolo in compagnia delle numerose donne che si erano interessate a lui, inclusa la signora Gori. Desideravo ardentemente le sue attenzioni esclusivamente per me; volevo che lui desiderasse solo me. Chiunque fosse dall'altra parte della linea stava intralciando i miei piani. Non so bene se nella furia dei miei pensieri, avessi emesso suoni o se avevo mosso un muscolo, ma lui si accorse di me. Piegò le labbra in un mezzo sorriso stringendo il suo pene tra le mani. Il suo sguardo, che era già un programma, si posò sulle mie labbra provocandomi subito un brivido per tutta la schiena. Mi sorpresi a decifrare i suoi pensieri e a comporli nella mia mente come se fossero miei. Volevo tutto di lui. Desideravo ogni aspetto di lui. Volevo appartenere a lui in ogni modo possibile e immaginabile. Volevo essere la sua donna, e non solo in quei giorni. Una nuova consapevolezza si era affermata dentro di me: provavo dei sentimenti per lui.
L'avevo realizzato quando i nostri corpi si erano fusi in quel rapporto diverso. La sua bocca, il suo respiro e la sua pelle sulla mia, tutto mi apparteneva. Mi sentii padrona della situazione e del suo corpo sul mio. Lo pretendevo, lo bramavo, lo volevo solo per me.

Etienne, come se avesse percepito ogni mio più profondo desiderio, concluse la chiamata con un francese perfetto lanciando l'iPhone sulla trapunta in avorio.

« Bonjour... », si rivolse a me mentre massaggiava il suo pene che ormai era nella sua forma eretta. I suoi occhi mi sovrastarono, comunicandomi chiaramente le sue intenzioni. Mi avvicinai a lui, muovendomi con la grazia di una felina devota, ritrovandomi davanti a lui.

Lo presi in bocca senza esitazione.
Volevo farlo impazzire di piacere.
Volevo che ricordasse ogni mio gesto.
Volevo imprimere quella immagine di me nel suo immaginario.

Lui ansimò sorpreso ma non dispiaciuto.
Infilò le sue dita tra i miei capelli con delicatezza per poi stringerli forte in un pugno. Scivolai più volte sulla sua erezione tra i suoi gemiti.

« Cristo... » bofonchiò alzando il capo. Come se un fascio di estasi lo avesse colpito in pieno. L'estasi più pura catturata in un fotogramma. Io ero l'artefice di quella passione; io rappresentavo ciò che lui desiderava ardentemente.

E io volevo esserlo.
Volevo essere schiava del suo piacere.

Mi muovevo su di lui decisa a farlo capitolare. Decisa ad averlo tutto per me.
Succhiai con prepotenza e destrezza guardandolo contorcersi. Era bellissimo mentre cercava di resistere alla mia lingua. Imprecava ad ogni mio movimento fallendo nell'impresa di rimanere ancorato a quella lucidità mentale che tanto amava. Il suo respiro divenne più affannoso e la sua voce assunse un tono più rauco Sentii il suo cuore tamburellare forte prima di lasciarsi andare totalmente a me. Spinse dentro la mia bocca con una forza, con ferocia, quasi come se stesse combattendo con me e quell'orgasmo che gli avevo rubato. Con un ultimo sforzo di volontà, riuscì a riprendere il controllo del suo corpo, inspirando profondamente e lasciando che la calma tornasse lentamente a impossessarsi di lui. Io nel frattempo, avevo assaporato quella parte di lui ancora una volta, in un modo diverso e appagata dal mio operato.

Otto Secondi La tua prossima ossessione. Scoprilo ora