Myrea Santamaria è una ragazza ambiziosa e intraprendente che lavora da più di un anno come articolista per una casa editrice di nicchia proprio come aveva sempre sognato.Tutto però si sgretola, il giorno in cui il suo capo muore lasciando la redazi...
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Tutti conosciamo il detto "i soldi non fanno la felicità", ma sapete davvero cosa si nasconde dietro questa frase da poveri? Ve lo siete mai chiesti?
Ed è qui entra in scena Esterlin e il paradosso della felicità. Secondo Esterlin, quando aumenta il conto in banca, e quindi il benessere economico, la felicità dell'uomo aumenta fino ad un certo punto per poi stopparsi come se ci fosse una tacca immaginaria dove la felicità non può andare oltre. Immaginate di aver finalmente raggiunto l'apice della vostra carriera e di aver finalmente i soldi che vi meritate, ma di non sentire di aver toccato ancora il cielo con un dito. Vi accorgete che non vi basta più avere una carriera avviata e molti soldi ma volete quello che c'è dopo: l'onnipotenza. L'eterna battaglia dell'uomo e della sua insoddisfazione spiegata senza troppi preamboli e in quattro righe, mentre gli sguardi degli uomini presenti in quel covo di imbecilli, non faceva altro che alimentare quel paradosso. Erano tutti lì per un motivo: l'insoddisfazione perenne.
Nei loro sguardi si poteva leggere chiaramente la noia e la consapevolezza che quella serata sarebbe stata l'ennesima dimostrazione di aver tirato i dadi nella giusta direzione ma senza la quella agognata vincita finale. Eppure, nonostante la probabilità infauste che ricadevano sulle loro teste, il ciclo si ripeteva sistematicamente dando vita a quelle serate sfarzose dove i soldi, il sesso e l'alcol erano le uniche cose che illudevano i partecipanti che quella routine alla fine non era male. Che era quella la loro vita. Un po 'come succedeva a me.
Strinsi la vita di Myrea come a voler marcare il territorio, constatando che la noia che attanagliava tutti i presenti di sesso maschile si era volatilizzata focalizzandosi su di lei. I loro sguardi, che fino a un minuto prima sembravano persi in qualche buco esistenziale, si concentrarono su di lei e sulle sue curve non lasciando niente all'immaginazione. Il corpo di Myrea diventò subito il punto di arrivo di desideri sessuali non richiesti facendomi rimpiangere di aver progettato quella sorta di specchietto per le allodole per quei vecchi rincoglioniti e la loro cerchia di amici super ricchi. Myrea era diventata l'oggetto del loro desiderio, e la cosa mi stava sul cazzo.
«Ti rendi conto che con questo cazzo di vestito ti stanno guardando tutti?»
«È geloso, signor LaCroix?» sorrise lei guardando verso quei vecchi marpioni.
«Non è solo un guardare. Sono occhi di uomini che bramano ciò che è mio.»
«Allora, forse, non avresti dovuto comprare questo vestito, Étienne.»
«Ho comprato questo vestito perché esaltasse la tua bellezza, ma si vede che la esalta fin troppo.» ribattei incazzato.
Myrea era di una bellezza eterea, una dea ai miei occhi ma anche davanti agli occhi dei presenti.
«Pensavo che mi avessi invitato qui proprio per questo, Étienne. O hai cambiato idea?»
Non avevo cambiato idea. Vedevo quella cazzo di idea da un'altra prospettiva. La prospettiva che chiunque fosse in quella stanza la vedesse come una donna da scopare. La prospettiva che quei signori distinti avevano acceso i fari su di lei e sulle sue curve. La prospettiva di finire con un altro coltello piantato nell'addome. Certo, la prima volta non era stata per colpa di una donna, ma del mio sentirmi superiore davanti ad un individuo di dubbia provenienza.