Tra Le Note Di Un Valzer

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Era un gioco di godimento

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Era un gioco di godimento.
Uno di quelli che ti toglie il respiro tra i polmoni e che ti fa desiderare la morte tra le sue braccia.
Un esplosione di sensi tra lo sfregamento della sua pelle contro la mia e il suo profumo prepotente nelle mie narici.

Come potevo sottrarmi a tale agonia?

La domanda, retorica ormai da un pezzo, risuonava nella mia mente come un tamburo. Si, avevo chiesto a me stessa se ne valesse davvero la pena. Se volevo veramente sottrarmi a lui e a tutto quello che mi faceva. A quello che provavo ogni volta che lui si impadroniva della mia mente e del mio corpo senza implicazioni sentimentali. Quello che c'era tra di noi era pura passione, non si poteva certo negarlo, ma che altro? Cosa c'era oltre ad essere fuoco e fiamme? E cosa provavo io realmente nei suoi confronti? Strinsi il mio corpo in un abbraccio fissando allo specchio il mio corpo semi nudo. I capelli, raccolti in uno chignon perfetto, incorniciavano il mio viso truccato a dovere dai migliori make up arts di Montecarlo. Un tripudio di eleganza e sfarzo a cui non ero abituata e che a tratti mi stava stretto.

Cosa ci facevo lì?

Mi sentii per la prima volta fuori luogo.
Sentii il peso dello sfarzo e della ricchezza sulle mie spalle in quel contesto tutto lustrini e apparenze, come se non fossi all'altezza. Una ragazzina che non sapeva nulla di quel mondo e che aveva fatto il passo più lungo della gamba. Sospirai abbassando le braccia sul ventre ammirando l'intimo che Etienne aveva scelto per me. Un intimo in pizzo bianco e trasparenze che non lasciava proprio nulla all'immaginazione. Lui, che dopo essere tornati nel suo appartamento, aveva dato inizio ad un rapporto completo dentro le mura della sua camera da letto senza mai chiedere niente. Non avevamo più menzionato le crepe suzette che avevo mangiato con appetito né al discorso libro che gli avevo confessato. Una confessione che aveva avuto poca risonanza nella sua mente a causa di quello che ci aspettava quella sera. Di certo, non mi aspettavo applausi o un fragoroso incoraggiamento da parte sua, ma quel suo completo distacco, lasciò il segno. Forse avevo dato troppo peso alla cosa, o magari, ero davvero quella ragazzina ingenua che credeva troppo nelle favole.

Spostai lo sguardo sul letto dove si trovava un grande pacco rosa con fiocco argentato, e decisi finalmente di aprirlo. Benché avessi tanta curiosità di sapere cosa ci fosse al suo interno, la placai in attesa di essere da sola nella stanza. Mi avvicinai lentamente ad esso accarezzando il nastro argentato per poi tirarlo con attenzione. Sollevai il coperchio di cartone sottile trovando al suo interno una carta velina rosa che avvolgeva tutto. Strappai con delicatezza il sigillo che la teneva chiusa, trovandomi davanti a un vestito in raso bianco con inserti argentati. Lo tirai fuori velocemente con un sorriso da ebete. Lo ammirai in tutto il suo splendore, appoggiandolo sul mio corpo.

Ero estasiata.

Feci una piroetta con il vestito tra le mani, sognando già sulla mia pelle, quando vidi un paio di sandali gioiello all'interno della scatola. Un meraviglioso tripudio di cristalli Swarovski incastonati in un sandalo argentato dal tacco vertiginoso. Ne presi uno con la mano destra facendomi venire un altro sorrisone incontrollabile. Assomigliavano vagamente a quelli che aveva rovinato Etienne, ma molto più belli e preziosi. Diedi un'altra occhiata all'interno della scatola scorgendo un piccolo biglietto bianco.

Otto Secondi La tua prossima ossessione. Scoprilo ora