"allora principessa dove si trova il tuo Mr Darcy?"
"ad un millimetro dalle mie labbr...stai zitto Riddle"
" ancora incazzata per l'altra sera? dovrai aspettare per avermi, nulla è immediato"
Elizabeth pov's E da circa un paio di settimane che mi trovo a casa di Tristan, e per quanto loro cerchino di aiutarmi, non ne posso più. Non esco di qui da quando sono arrivata, e ho dovuto dimettermi dal lavoro. Tristan non mi permette di uscire, e ogni volta che chiedo anche solo di poter scendere nell'androne del palazzo, lui scuote la testa e mi ordina di ritornare dentro. Qui nessuna accende la tv, legge i giornali o parla di attualità, o almeno, non in mia presenza. Lo so: quando io ritorno in camera mia, accendono il televisore e discutono su quello che è accaduto. Li sento parlare di presa del ministero della magia, di Hogwarts oppure di tutta Londra. È come se provassero a isolarmi in una bolla tutta mia dove quello che accade fuori non mi riguarda. È un pomeriggio soleggiato, e vedo ritornare dal parco Celia e Thomas, con il vento sul viso e i capelli scompigliati. Ce:" Come stai Liz?" E:" Bene..." Ce:" In questi giorni ti vedo strana, sicura che vada tutto bene?" E:" Sì sì " Porta Thomas in camera e dopo si siede sul divano con me. Non c'è nessuna traccia del giornale che stavano leggendo stamani. Cosa mi stanno nascondendo? E:" Celia... posso farti una domanda?" Ce:" Certo" E:" Perché non mi dite cosa sta succedendo? Sento che c'è della tensione... e voi fate di tutto per celarlo" Ce:" Non dire nulla a Tristan però" E:" Giuro" Ce:" Ecco, in una lettera che Mattheo scrisse a Tristan prima che tu arrivassi, lui lo raccomandò" E:" Di fare cosa?" Ce:" Ti prego, non dirgli nulla" E:" Perché sei così ansiosa? Cosa sarà mai?" Ce:" Tristan lo ha preso seriamente quello incarico... molto seriamente, come se dipendesse dalla sua stessa vita" E:" Di tenermi qua chiusa in casa, senza che nulla mi dica qualcosa su Mattheo o sullo stato dei miei coetanei?" Una breve pausa di silenzio e tensione è spezzata dalla voce bassa di Celia. Ce:" Di proteggerti, a qualunque costo" L'immagine di Mattheo che scrive questa lettera, consapevole, mi spezza il cuore. Una lacrima riga la mia guancia, e scende lungo il mento. Celia mi abbraccia, senza dire una sola parola. E:" Celia, grazie... scusa se sono stata così egoista" Ce:" Liz, io ti conosco da poco, ma sono sicura di una cosa: sei una persona fantastica, non nutro nessun dubbio dell'amore che Mattheo prova nei tuoi confronti, e no, non sei stata assolutamente egoista, sei solo umana, e gli umani sbagliano" E:" Posso solo sapere come sta?" Ce:" Chi?" Si ferma a pensare, e quando realizza, risponde subito. Ce:" No, scusa Elizabeth, questo non te lo posso dire" Glielo avrà sicuramente ordinato Tristan, come darle torto? Alcune ore dopo, qualcuno fa girare la chiave nella serratura: entra Tristan. È rilassato e sembra anche felice. T:" Indovinate chi ci ha invitato alla festa?" Ce:" Non dirmi Manon?" T:" LEI!" Ce:" ODDIO CHE BELLO" Th:" Posso venire anche io?" T:" Thomas... tu devi stare qui insieme ad Elizabeth" E:" Oh non preoccupatevi, Thomas puoi andare tranquillo" Th:" Tristan, perché non viene anche Liz?" T:" Non so-" Ce:" Esatto, sarebbe meglio che lasciarla qui da SOLA..." E:" Veramente, starò bene" T:" Elizabeth... vai pure a prepararti" E:" GRAZIE GRAZIE GRAZIE" Abbraccio Tristan, e lui ricambia timidamente. Celia entra in camera, e mi invita a scegliere uno dei suoi vestiti. E:" Andrò con questo, va più che bene" Ce:" Elizabeth, sarà pure bello, ma è sporco e non ho intenzione di sfigurare con Manon" E:" GRAZIE?!" Ce:" Scusa non intendevo con te, solo- aspetta, ho qualcosa che ti starebbe benissimo" Tira fuori dall'armadio un abito semplice, ma stupendo.
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Lo indosso: è così bello. Ce:" Elizabeth sei stupenda" E:" Davvero?" Ce:" Davvero." Celia dopo essersi vestita, va in cucina. Io esco in corridoio per cercare le mie scarpe. Nel frattempo serbo Tristan e Celia parlare, anzi, discutere. T:" E se si perdesse? Lo sai che non posso e non voglio infrangere la sua promessa" Ce:" Elizabeth è perfettamente in grado di uscire" T:" Tu non capisci Celia, non è lei il problema, ma è quella merda che c'è fuori" Ce:" Ma ci sei tu, ci sono io-" T:" Celia, cara sorella, lo so, ma non è abbastanza purtroppo" Ce:" Lei verrà con noi" T:" Certo, non rimarrà qui da sola" Ce:" Ma mi prometti che non ci starai appiccicato ogni minuto" T:" Non andiamo oltre, eh" Ce:" Okayy" Esco, dopo essermi messa dei semplici tacchi neri. T:" Wooow- No aspetta, ecco... stai bene" E:" G-grazie, anche tu" Usciamo di casa insieme e dopo aver attraversato la strada, arriviamo subito a casa di Manon. Manon è la figlia di un ricco imprenditore, è anche la ragazza più ricca e popolare della scuola. Fidanzata con il ragazzo figo, è una fotocopia di Scarlett. La festa è a casa sua naturalmente, nel suo grande salone e nell'immenso salotto. Le luci sono spente, e l'atmosfera è illuminata da luci neon di braccialetti e fasce. C'è un forte odore di alcool e di chiuso... a mio parere nauseante. Tutti sono ormai ubriachi, e penso anche fatti. T:" Liz, stammi vicino e non allontanarti per nessun motivo" Sento qualcuno che di fianco a me barcolla, e mi si aggrappa al braccio. È una ragazza, e tiene in mano un bicchiere di... acqua? Avrà sicuramente bevuto prima. Un ragazzo la conduce in una stanza nascosta. E:" Tristan-" T:" Cosa c'è?" E:" Quel ragazzo ha portato una ragazza in una stanza" T:" Non ti credevo così innocente, lo sai che quando un ragazzo incontra una ragazza e si ama-" E:" Risparmiami pure i dettagli, so come funziona, ma quello che intendevo era che la ragazza era quasi incosciente, e non aveva il senso-" T:" È per questo che ti ho detto di starmi vicino" Un ragazzo mi offre da bere. X:" Ehi brunetta, vieni qua, beviamo insieme qualcosa no?" Tristan mi tira per il braccio lontano da quel tipo. Si ferma a parlare con dei suoi amici nel frattempo. Io sono leggermente dietro di lui, ma-