«Quella stronza de Jun se vole tene' er gatto mio» borbottò Vittorio lanciando il cellulare sul divano di Marco e Carola e sprofondando sulla sedia a capotavola per la cena. Tutti lo guardarono mortificati, senza trovare il coraggio per rispondere. La storia tra Vittorio e Jun era andata avanti per anni, piena di alti e bassi, piena di screzi, di dispetti, di tradimenti che lui aveva sempre perdonato.
Quando Ilo e Daniele si erano trasferiti a Roma per avvicinarsi alla casa discografica, Vittorio era rimasto a Latina, perché Jun non poteva assolutamente allontanarsi da Latina e dal ristorante. Avevano convissuto per anni, lui si era affezionato alla famiglia di lei, alla sorella che, dopo la storia con Nina, era riuscita a tornare in Italia solo grazie all'intercessione di Vittorio.
Poi, di punto in bianco, un mese prima, di notte, Vittorio era arrivato a casa di Daniele, fradicio e con due bustoni pieni della sua roba. Jun lo aveva sbattuto fuori casa. Si era messa con un amico della madre, un ricchissimo imprenditore giapponese che voleva investire nel ristorante e trasformare quel piccolo locale a gestione familiare, in una catena.
«Te c'accompagniamo noi a riprendertelo, tranquillo» lo rassicurò Daniele. Vittorio aveva gli occhi pieni di lacrime. Non era consueto vederlo piangere. Carola, Nina e Marco non avevano mai visto il cantante versare una lacrima. Ilo e Daniele una sola volta: il giorno in cui sua nonna era morta. Quel giorno Vittorio aveva pianto così tanto, tra le braccia degli amici, che davvero aveva pensato di non sopravvivere. Invece l'aveva superata. A fatica, con calma, grazie alle persone che gli stavano intorno.
«Ma poi quer gatto c'avrà vent'anni. Che se vole tene 'n gatto moribondo?» si intromise Ilo, provando a smorzare il momento. Vittorio lo guardò di sbieco.
«C'ha quindici anni. E poi che voi di', che 'r gatto de nonna sta a mori'?»
«No, te pare... che mori'... però è vecchio» rispose sulla difensiva. Gli altri scoppiarono a ridere e, finalmente, anche Vittorio si sciolse in un sorrisetto sollevato.
«Comunque, posso dire che è un bene per te staccarti da quella famiglia?» si intromise Nina, ponendosi con quel suo solito tono un po' giudicante che non era mai riuscita a far sparire del tutto. Daniele si trovò ad annuire involontariamente. A nessuno di loro stava particolarmente simpatica Jun, o la famiglia di Jun. «Sono dei cazzo di fascisti» aggiunse tragica la ragazza.
«Mo' nun esagera' Ni'» scattò Vittorio sulla difensiva. Nina assaggiò un broccolo all'aceto preparato amorevolmente da Carola solo per lei, che da buona vegetariana non toccava carne da più di quindici anni, e si strinse nelle spalle.
«Ti ricordo che una volta hanno esiliato la figlia tredicenne» difese la sua posizione. Gli altri commensali si guardarono imbarazzati. Quella discussione, avuta tante altre volte, non avrebbe portato a nulla di buono se non all'ennesimo litigio.
«Sì, perché te la volevi scopa'» sentenziò Vittorio.
«Avevo appena sedici anni, Vitto. Non ero mica una pedofila» ribatté ancora Nina, nervosa.
«Vabbè, rega', basta. Ormai è andata, volete litiga' ancora pe' quella storia? Akemi è tornata, s'è fatta la vita sua e siamo tutti felici» prese parola Ilo, alzando il calice per un brindisi a quella strana e imperfetta famiglia.
E famiglia lo erano davvero, da anni. Se qualcuno quindici anni prima avesse predetto loro il futuro, nessuno ci avrebbe mai creduto. Daniele e Marco, ora amici fraterni, si erano odiati per anni, prima di riuscire a trovare un punto d'incontro. Marco, che ora conviveva con Carola e stavano pensando al matrimonio, aveva guardato da lontano la ragazza per i primi due anni di liceo, e solo quando il fratello si era presentato al suo posto, aveva trovato il coraggio di dirle ciao. Nina, che oggi non rinuncerebbe ai tre musicisti nemmeno per tutto l'oro del mondo, durante le superiori li aveva sempre giudicati come dei coatti superficiali e un po' spacconi. Gente poco raccomandabile da cui stare lontana.
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Pezzi imperfetti // Prisma
FanfictionSono passati più di dieci anni dalla notte nella roulotte. Le vite di tutti sono andate avanti. Alcune hanno preso strade diametralmente opposte. C'è chi ha lottato insieme, vincendo. Chi quella stessa lotta l'ha persa. Chi è scappato e chi è rimast...
