La discussione col fratello aveva pesato sull'umore di Marco più di quanto il ragazzo credesse possibile. Dopo quel breve scambio di battute della sera precedente, si era chiuso in bagno e poi in camera senza nemmeno mangiare, e senza aspettare Carola, che aveva sentito rincasare più tardi del solito, sfinita e con tutti i problemi del lavoro sulle spalle.
Avevano dormito avvinghiati, come ogni notte, ma nessuno dei due si era addormentato davvero e, nonostante le domande della ragazza, Marco aveva deciso di tenere per sé la discussione tra gemelli, per non pesare ancor di più sulla fidanzata.
La mattina dopo si era alzato presto, prima del solito, si era fatto una doccia al volo, aveva salutato Carola ed era uscito senza fare nemmeno colazione, per non rischiare di vedere il fratello già all'alba. Si era rintanato a scuola nonostante avesse quasi l'intera mattinata libera, aveva sgridato un po' troppo i ragazzi, si era scusato per quel nervosismo di cui loro non erano colpevoli e aveva mandato a Carola un messaggio per dirle che a pranzo non l'avrebbe raggiunta.
Era andato fino a Latina, invece, per pranzare col padre, piacevolmente stupito da quella sorpresa. L'uomo gli aveva messo davanti un piatto di pasta al burro che lui non aveva nemmeno toccato. Erano rimasti in silenzio per un po' e poi Marco si era confidato con quell'uomo che, negli anni, aveva visto troppe volte troppo distante.
Era sempre stato Andrea il gemello preferito del padre come, ne era certo, lui era sempre stato il preferito della madre. Forse per affinità caratteriali, forse per imprinting alla nascita, Marco non lo sapeva. Negli ultimi anni, comunque, i due si erano avvicinati, in qualche modo. Un modo fatto di silenzi, di pochi abbracci e di tanta comprensione.
Papà Risorio non era mai stato uno invadente. Aveva sempre rispettato i tempi dei figli e, durante quel pranzo, non c'era stata eccezione. Aveva inutilmente aspettato che il figlio mangiasse, senza scrutarlo con famelica curiosità. Marco avrebbe parlato, e il padre lo sapeva. E infatti, Marco aveva parlato, poco prima di risalire sulla moto che lo avrebbe riportato a Roma.
Aveva raccontato al padre della discussione col fratello, dei problemi tra Andrea e Daniele, che il padre già conosceva, di quanto Andrea fosse diventato un egoista. L'uomo lo ascoltò senza fiatare, apparentemente imperturbabile dalla foga del figlio. Lo aveva lasciato parlare, lo aveva guardato con calma e gli aveva detto di non intromettersi troppo. Anche Andrea aveva sofferto per quella rottura.
Marco aveva ridacchiato appena, aveva scosso il capo e aveva accusato il padre di essere troppo di parte. L'uomo lo aveva abbracciato, cercando di far rientrare quella veemenza. Gli aveva lasciato un bacio sulla fronte, proprio come faceva quando erano bambini, e gli aveva consigliato di stare vicino a entrambi senza intromettersi. Andrea, secondo l'uomo, avrebbe capito da solo i suoi sbagli, non serviva martellarlo. E Daniele... Daniele era come un figlio per papà Risorio. Un figlio accolto in casa anche quando Andrea era scappato lasciandolo disperato e solo.
Marco aveva annuito e aveva promesso a se stesso che ci avrebbe provato. Aveva salutato il padre e si era rimesso in moto.
Arrivò in piscina poco prima delle quattro. Non c'era ancora nessuno dei suoi ragazzi e lui approfittò di quell'attimo di quiete per bere un caffè in tranquillità. Vide Costanza, l'anziana e un po' appesantita donna delle pulizie, uscire dallo spogliatoio maschile col suo solito passo traballante. Si era chiesto spesso come mai non fosse ancora andata in pensione e, quando lo aveva chiesto a lei, la donna gli aveva sorriso dolcemente, si era stretta nelle spalle e aveva spiegato tranquillamente di non avere famiglia, di avere pochi amici e di considerare quella piscina come una seconda casa.
Marco l'aveva compresa e, forse, un po' compatita, e aveva pensato alla sua, di famiglia, agli amici di sempre, alla fidanzata, all'amore che ogni giorno lo circondava.
STAI LEGGENDO
Pezzi imperfetti // Prisma
FanfictionSono passati più di dieci anni dalla notte nella roulotte. Le vite di tutti sono andate avanti. Alcune hanno preso strade diametralmente opposte. C'è chi ha lottato insieme, vincendo. Chi quella stessa lotta l'ha persa. Chi è scappato e chi è rimast...
