«Andre', hai gli occhi stanchi. Non starai un po' esagerando col lavoro?»
Andrea si voltò verso Carola, apprezzando il tono preoccupato e premuroso della cognata. Nonostante un inizio difficile, negli anni avevano legato più di quanto entrambi avrebbero mai immaginato. Avevano cominciato a scrutarsi e a capirsi, senza troppe parole, senza troppi noioso discorsi. Andrea l'aveva giudicata male, all'inizio. Si era fermato alla superficie, pensando fosse l'ennesima ragazzina viziata interessata solo alla moda, alle feste, ai social e a Daniele Tramet. La parte su Daniele era ciò che più lo aveva infastidito, e non potendo parlarne, aveva tirato in mezzo anche il fratello, raccontandogli di quella frequentazione estiva che, ormai, nessuno ricordava più.
Poi c'era stato il video porno, la crescita di Carola, l'amore per Marco, e tutto il passato era finito in un cassetto che nessuno apriva più da anni. Carola in poco tempo era passata dall'essere l'ex scopa amica di Daniele all'essere il grande amore di Marco e sua cognata. E oggi le voleva bene come fosse una sorella.
«Mi stanno venendo così tante idee per la sfilata, che devo lavorarci il prima possibile per non dimenticarle» si giustificò lui, togliendole dalle mani l'ennesimo piatto per asciugarlo. Li aveva invitati a cena per inaugurare il nuovo appartamento. Gli aveva cucinato un pollo al curry che Marco aveva adorato e ora, mentre il fratello era buttato sul divano a rimuginare su chissà cosa, loro due erano vicino al lavandino a lavare quei tre piatti in croce usati per la cena.
«Sicuro sia solo per quello?» indagò lei, come se sapesse più di quel che diceva. Andrea ridacchiò appena, immaginando le supposizioni di tutti gli amici dopo la notte a casa di Nina. Non aggiunse altro, comunque. Che avrebbe dovuto dire? Che era geloso di uno sconosciuto visto una volta con Daniele? Con quale diritto?
«Che ha Marco?» chiese invece, provando a spostare l'attenzione sul fratello che negli ultimi giorni aveva visto spento e preoccupato. Carola sospirò affranta, passandogli l'ultimo piatto. Andrea lo asciugò minuziosamente e lo posò sul tavolo con gli altri. Decise che li avrebbe rimessi a posto dopo e offrì a Carola un bicchiere del vino aperto a cena.
«È preoccupato per un ragazzo della piscina» spiegò, bevendo un sorso generoso. «Credo gli ricordi Daniele... sai, problemi di soldi, famiglia disfunzionale. Non sa come aiutarlo»
«Sai... sapevo di quest'amicizia tra Marco e Daniele, ma non pensavo fosse davvero così forte»
Carola ridacchiò, mordendosi appena il labbro inferiore.
«Non li hai vissuti per niente». Non era un rimprovero ma un'amara constatazione. «Ma non dovrebbe sorprenderti troppo. Li conosci meglio di me, sai quanto in realtà siano simili. Si sono aiutati parecchio a vicenda, negli anni»
«Credo mi dia fastidio» ammise, un po' vergognandosi. Marco e Daniele si erano odiati, poi si erano accettati, ma quando Andrea stava con Daniele, non erano mai diventati davvero amici. Si erano tollerati per il bene comune, nonostante gli sforzi dello stilista. Dopo dieci anni, Andrea si ritrovava a dover smaniare per qualche attenzione del fratello, che ancora lo colpevolizzava per la fine di una relazione non sua. Era giusto?
«Marco ti vuole bene. Vuole bene a entrambi, dovresti esserne contento»
«Contento? Mi dà colpe che non ho»
«Diciamo che il fatto che tu non le abbia è opinabile. Non ti giudico, comunque. E non lo fa nemmeno Marco... ma non metterlo davanti a una scelta. Non togliergli Daniele»
«Non è mica suo» rispose piccato.
«Nemmeno tuo» ribatté lei semplicemente e lo stomaco di Andrea si contorse un po'. Il cellulare lo salvò dal rispondere a quell'affermazione. Che avrebbe potuto dire? Carola aveva ragione, Daniele non era suo. Non più e per sua scelta.
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Pezzi imperfetti // Prisma
FanfictionSono passati più di dieci anni dalla notte nella roulotte. Le vite di tutti sono andate avanti. Alcune hanno preso strade diametralmente opposte. C'è chi ha lottato insieme, vincendo. Chi quella stessa lotta l'ha persa. Chi è scappato e chi è rimast...
