Quando Andrea decise di alzarsi dal letto, il sole non era ancora spuntato. Aveva passato la notte in bianco e da solo. Lorenzo, nel loro letto king size, non ci aveva nemmeno messo piede, la sera prima, preferendo, dopo la discussione, il divano di design, bellissimo ma per niente comodo, soprattutto per dormirci.
Andrea arrivò in cucina silenzioso, prese un po' d'acqua dal frigo e fece il pieno di vitamine e integratori; Lorenzo era già sveglio ma, a differenza di ogni altra mattina, non lo prese in giro per quella fissazione trasmessagli, secondo lui, da tutte le influencer che l'altro in silenzio seguiva.
«Mi dispiace per ieri sera» fu il buongiorno di Andrea, che si avvicinò al divano e cominciò a ripiegare la coperta ai piedi di Lorenzo.
«Voglio solo sapere se andiamo nella stessa direzione» rispose l'uomo, sfinito.
«Credo di sì» e ne era convinto, nonostante il tono della voce e quell'incertezza nello sguardo, dimostrassero altro.
«È quel "credo" il problema». Andrea sospirò. Aveva passato l'intera notte a pensare a quella lite, ai suoi dubbi, al matrimonio, a Lorenzo. Lo amava? Aveva sempre risposto di sì, a quella domanda. Eppure, non riconosceva in quel rapporto l'amore puro, travolgente e totalizzante vissuto dieci anni prima.
Era anche vero, però, che dieci anni prima era ancora un adolescente. E gli amori adolescenziali sembrano sempre unici e più potenti. Quello con Lorenzo era un amore adulto, maturo e consapevole. Niente a che fare con l'amore vissuto con Daniele. Il primo amore.
«Io ti amo», disse più convinto. Non poteva permettere a qualche stupido dubbio di rovinargli la vita. Il matrimonio impaurisce chiunque, no? Era quello il problema. Era semplicemente timoroso. E poi c'era la questione Daniele, mai chiusa davvero. Qualsiasi psicologo gli avrebbe detto che non sarebbe mai andato davvero avanti, se non avesse chiuso la storia precedente. E scappare da tutto e tutti non è certo chiudere qualcosa. Per chiudere devi risolvere; lui era semplicemente andato via. Aveva trattato la storia con Daniele, come Marco trattava i suoi vestiti da adolescente: li chiudeva in un armadio alla rinfusa, solo per non far vedere alla madre quanto casino ci fosse in camera.
Andrea aveva fatto la stessa cosa: aveva chiuso la relazione con Daniele in un armadio che, da dieci anni, era sul punto di esplodere.
«Va bene» mormorò Lorenzo, raggiungendolo oltre il divano e prendendolo tra le braccia. Andrea si lasciò andare a quel bacio che ancora sapeva di vino e provò a trasmettere al compagno tutte le sicurezze che giornalmente faticava a dargli.
«Una sola settimana, poi torno qua» lo tranquillizzò. Lorenzo annuì e lo aiutò a preparare gli ultimi bagagli.
Passarono altre due ore prima che Andrea si mettesse in moto. Lorenzo lo guardò partire, con quello sguardo ansioso e triste, che un po' fece stringere il cuore dello stilista. Non era disposto a cedere, comunque. Non sulla moto. Guidò spedito, senza mai fermarsi. La fortuna non gli fece trovare traffico e, quando svoltò per Latina, il sole picchiava altro nel cielo. Sorrise, come gli capitava sempre quando rimetteva piede a Latina. Si perse negli scorci della sua adolescenza, con una nostalgia confortante ad accompagnarlo.
Arrivò a casa che era quasi ora di pranzo. Spense la moto e si guardò un po' intorno, appurando quanto non fosse cambiato nulla, nonostante gli anni. I genitori erano persone metodiche e abitudinarie, nella vita come nei gusti. Quella casa non era mai cambiata, esattamente come loro, uguali a se stessi da trent'anni. O forse più, Andrea non poteva dirlo con certezza. Non sapeva davvero come fossero i genitori prima della nascita dei gemelli.
Quando entrò in casa, uno strano silenzio lo avvolse. Chicca, la sorellina ormai non più tanto piccola, adesso viveva a Bologna, per studiare economia. Era andata via di casa anche lei, lasciando un vuoto incolmabile in due genitori che, per trent'anni, avevano vissuto solo in funzione dei figli e della chiesa.
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Pezzi imperfetti // Prisma
FanfictionSono passati più di dieci anni dalla notte nella roulotte. Le vite di tutti sono andate avanti. Alcune hanno preso strade diametralmente opposte. C'è chi ha lottato insieme, vincendo. Chi quella stessa lotta l'ha persa. Chi è scappato e chi è rimast...
