Capitolo 45

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L'evento di beneficenza era stato un successo. Le ragazze del centro, che per due mesi erano apparse titubanti e timorose, su quella passerella avevano brillato. Non erano modelle, non volevano nemmeno esserlo, ma, guardandole sfilare, Andrea le aveva viste fiere di loro stesse, sicure del loro essere donne.

Carola e Nina erano al settimo cielo. Non avevano ancora fatto i conti, ma la serata era andata così bene che non riuscivano a smettere di ridere. Anche il concerto era andato bene, e aveva attirato parecchi fan, tutti felici di vedere Vittorio e Daniele esibirsi in una situazione così intima.

«Quindi, ora che farai?» chiese Nina, raggiungendo lo stilista che era seduto a un tavolo ancora apparecchiato. Gli altri erano tutti indaffarati a smontare gli strumenti, Carola stava salutando le ultime modelle rimaste e Mattia si era addormentato su un divanetto del privé. Andrea e Daniele erano tornati insieme ufficialmente da una settimana, ma ancora non lo avevano detto a nessuno. Si stavano vivendo, certi comunque che agli amici non servissero conferme. Parlavano i loro occhi.

«In che senso?» chiese Andrea, curioso.

«Veronica è ripartita in fretta e furia senza nemmeno aspettare la sfilata...» la buttò lì l'amica.

«Con Vittorio è finita tragicamente male» spiegò Risorio. Nina sbuffò una risata.

«Vittorio deve aprire gli occhi e guardarsi intorno» sussurrò, guardando l'amico intento a battibeccare con Ilo, come al solito. Andrea rimase un po' stupito da quella affermazione, ma decise di non approfondire. «Quindi? Tu che farai?» chiese ancora Nina.

«Lo sai... vuoi farmelo dire per forza, vero?» L'amica di sempre ridacchiò, soddisfatta, e annuì. «Io e Daniele siamo tornati insieme. Ufficialmente. Senza più drammi, incomprensioni e frasi non dette»

«Quindi?»

«Quindi torno qua. Dieci anni di alta moda sono stati un sogno, davvero. Ma quello non è il mio mondo» spiegò pacato. Nina lo squadrò, socchiudendo appena gli occhi.

«Lo fai per lui?»

«No... quella non era la mia vita, dovevo solo aprire gli occhi. Vorrei aprire una sartoria qui, una boutique, qualcosa solo mio»

«Bella come idea... e Daniele lo sa?»

«Sa che non tornerò a Milano, se non per prendere le mie cose. Per il resto, diciamo che sto ancora capendo. Stiamo cercando casa, però. Da comprare»

«Addirittura da comprare! Ma riuscite a fare qualcosa con un filo logico? Dieci anni di lontananza e ora in quattro e quattr'otto comprate casa?» quasi urlò, fingendo allarmismo. Andrea sorrise appena, incrociando lo sguardo di Daniele che avanzava verso di loro.

«Di che ti stai lamentando, Zanier?» borbottò, sedendosi con naturalezza sulle gambe del fidanzato.

«Delle vostre tempistiche, Tramet» rispose a tono Nina, mentre anche gli altri raggiungevano il tavolo. Marco aveva una bottiglia di prosecco in mano.

«Ti ha detto della casa?» rise Daniele. Gli altri non sembravano stupiti.

«Basta voi due» li bloccò Marco, «ora si festeggia. Festeggiamo Carola e Nina per questo evento splendido. Festeggiamo me e Carola perché, come era ovvio, siamo una coppia perfetta. Festeggiamo Andrea e Daniele che finalmente sono tornati insieme»

«Chi te l'ha detto?»

«Sei il mio gemello, non devi mica dirmelo. E poi Daniele ha questi occhi che brillano da una settimana, quando vi vedete non sembrata sul punto di volervi picchiare e siete sempre lì a parlare sottovoce. Non siamo mica idioti, sai?»

Pezzi imperfetti // PrismaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora