Quando Daniele si svegliò, pensò di aver sognato. Ancora con gli occhi chiusi, nudo, steso su un letto che non era il suo, faticava a credere che la notte appena trascorsa fosse reale e non solo un frutto della sua sadica fantasia. Il silenzio lo circondava, e lui allungò un braccio per accertarsi che fosse tutto vero.
Con amara sorpresa, non c'era più nessuno a condividere con lui il letto. Aprì gli occhi, rammaricato, e nella stanza non c'era alcuna traccia di Andrea, se non un'impercettibile scia del suo profumo. Decise di alzarsi, si rivestì alla meglio e si guardò intorno, imprimendo nella sua mente ogni angolo, ora luminoso, di quelle quattro mura che, per prime, li avevano rivisti insieme.
Daniele ebbe la feroce consapevolezza che quei dieci anni di lontananza non avevano cancellato nulla. Che, se possibile, amava Andrea più di prima. Che l'unico posto nel mondo in cui era felice, sicuro e appagato, era accanto a lui.
Si asciugò gli occhi, per l'ennesima volta, ormai esausto dalle lacrime.
Scendendo verso la cucina, percepì le voci strascicate degli altri, tutte ancora impastate dal sonno e roche per l'alcol residuo. Ilo, Veronica e Marco ancora dormivano sul divano del soggiorno, davanti al quale passò in silenzio per non disturbarli. Nina, Carola e Andrea stavano provando a rincuorare Vittorio, piagnucolante e affranto.
«Come ho fatto a stacce pe' quindic'anni?» si colpevolizzava il ragazzo e Daniele, pur non vedendolo ancora, lo immaginava mogio, con la testa bassa e davanti una tazzona di latte che non stava bevendo.
«Oh, non ti devi pentire di niente» lo rincuorò Andrea. «Tu le hai dato tutto, se lei non l'ha mai apprezzato, è un problema suo. È lei che ci perde qualcosa» aggiunse. Daniele sorrise appena, appagato dalla voce di Andrea e da quelle parole di conforto. Sperò che, in qualche modo, le rivolgesse anche a se stesso e alla loro relazione. Pregò che quella notte fosse solo l'inizio di un nuovo capitolo.
Entrò in cucina silenzioso e la prima a vederlo fu Nina, che gli rivolse un sorriso aperto e sincero, a tratti ammiccante e che la sapeva lunga. «Buongiorno principessa, dormito bene?» chiese la ragazza, allusiva. Daniele le rivolse un sorrisetto imbarazzato, a labbra strette, poi si girò verso Andrea che, invece, rimaneva con gli occhi bassi, fissi su dei biscotti che non stava mangiando. Anche Nina, Carola e Vittorio virarono lo sguardo su Andrea, ammutolendo mentre le espressioni diventavano incerte.
Daniele si avvicinò allo stilista con disinvoltura e provò a lasciargli un bacio sulla guancia, esattamente come aveva sempre fatto quando stavano insieme. Andrea però, quel bacio non lo accolse e, anzi, si spostò quasi rabbioso, in un istintivo moto di difesa e fuga. Finalmente gli sguardi dei due si incrociarono, e Daniele lesse in quegli occhi blu un rammarico che quasi lo uccise. Fece un passo indietro, come se anche il suo fisico stesse attutendo il colpo immaginario inferto da Andrea con quello sguardo spento.
Risorio scappò in giardino, senza emettere alcun fiato, e Daniele cercò negli amici un appiglio, un conforto, una spiegazione a quella reazione tanto feroce. I tre, non sapendo cosa dire, abbassarono gli occhi, a disagio.
«Ve pare normale?» sbottò Daniele.
«Siete stati insieme, vero?» La domanda di Nina aveva un fastidioso sfondo di retorica. Sapevano benissimo cosa fosse successo quella notte. Forse qualcuno lo sapeva anche prima che succedesse. «Vai a parlarci» lo spronò l'amica.
«Per farmi insultare ancora? Per farmi trattare di nuovo come uno scarto?»
«Per avere il confronto che meritavi dieci anni fa» concluse Carola. Daniele sospirò e annuì. Avevano ragione loro e ora Andrea avrebbe dovuto parlare. Almeno quello glielo doveva.
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Pezzi imperfetti // Prisma
FanfictionSono passati più di dieci anni dalla notte nella roulotte. Le vite di tutti sono andate avanti. Alcune hanno preso strade diametralmente opposte. C'è chi ha lottato insieme, vincendo. Chi quella stessa lotta l'ha persa. Chi è scappato e chi è rimast...
