2. Vendetta

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Ray

La verifica è appena finita. Un'ora di tempo per rispondere correttamente a cento domande a crocette su: cultura generale, matematica, diritto e psicologia. Ho passato un'ora non esattamente serena, ma finalmente adesso è conclusa.
Esco dall'aula e mi dirigo direttamente verso il parcheggio: non ho voglia di confrontarmi con gli altri sulle risposte che hanno dato, la cosa mi darebbe solamente ansia e pressione.
Scese le scale, ed entrato ufficialmente nel parcheggio, mi avvio verso la mia macchina e noto che accanto è stata parcheggiata la macchina della discordia: una Lamborghini blu.
Il fato vuole, che io abbia un pennarello nero nel taschino, perciò tanto vale scrivere la dedica. Non mi ricapiterà mai più.

"Andrò a fanculo solo ed esclusivamente dopo di te. Buona giornata, a te famiglia. :)"

Potevo oggettivamente essere più cattivo rigandole la macchina, ma volevo rientrare nei limiti della legalità. D'altronde, sono qui per rispettare la legge, per questo una piccola, dolce e calorosa dedica sul finestrino non ucciderà nessuno. Ho solo portato i miei saluti.

Ventiquattro anni fa...

Entrati nel cortile dell'asilo, cerco con lo sguardo la bambina bella, finché non la trovo seduta sul muretto a piangere. Corro velocemente verso di lei: non voglio che pianga perché è più bella senza le lacrime.
"Elisabeth, posso aiutarti? Cos'è successo?" mi preoccupo all'istante.
"Ray se-secondo te sono una cattiva per-sona?" mi domanda balbettando, nel tentativo di reprimere un forte pianto.
"Cosa?! Tu sei la bambina più buona, dolce e sensibile che io conosca! Perché dici queste cose?" chiedo allarmato.
"Perché quando mi vedo, io non mi riconosco!" esclama.
"Quando ti vedi? Intendi nello specchio?"
"Si... Mi sembra di essere più brutta e malvagia. Non mi riconosco più, Ray..." risponde, stringendosi con le dita l'avambraccio.
"Elisabeth lascia! Ti fai male!" le faccio notare, afferrandole la mano. Forse non dovevo farlo: gli altri bambini penseranno che siamo fidanzati e sono troppo piccolo per queste cose. Amare è una cosa da grandi, ma nonostante questo, non mi fa paura l'amore, mi piace tenerle la mano.
"Ti vedi così ogni volta che ti guardi allo specchio?"
"Si..."
"Vieni con me." la tiro delicatamente, trasportandola nel bagno delle femmine. Fortunatamente tutti i bambini e le maestre sono fuori nel cortile, perciò è stato facile sgattaiolare dentro i bagni.
"Che ci facciamo qui?" mi chiede, stranita dalla situazione. La accompagno allo specchio, dove lei comincia di nuovo a piangere.
"Aspetta! Aspetta! Fidati di me. Ferma." con le mani le chiudo gli occhi.
"Cosa vedi tu adesso?"
"Buio."
"Vedi la tua malvagità?"
"No, ora no."
"Perfetto. Sai cosa vedo io?"
"No, cosa?"
"Una bambina bella, dentro e fuori. Con un cuore grande grande, senza neanche un briciolo di cattiveria."
"E questo ciò che vedi allo specchio?"
"No. Questo lo vedo sempre. Sei sempre la bambina bella per me."

Il Riflesso Di Una BugiardaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora