Ray
Dopo aver abbandonato Elisabeth sul divano del nostro ufficio, ho fatto uno scatto per arrivare il prima possibile nella sala dell'interrogatorio.
Ad accogliermi sono due agenti che, oltre a dirmi informazioni sull'ostaggio - come nome, età, altezza, ultimi avvistamenti - mi consegnano un quaderno ad anelli con delle slide su cui sono stati riportati i maggiori dubbi sulla Volpe Nera.
Prendo un profondo respiro ed entro, bloccandomi istantaneamente sullo stipite della porta. È l'uomo ubriaco di ieri sera che ha provato a ballare con Elisabeth. Mi ha riconosciuto.
"Buffa la faccenda, vero?" mi provoca con un ghigno pieno d'orgoglio e soddisfazione.
"Sono armato. Non sfidare la mia pazienza." minaccio, consapevole del fatto che, se questo fosse stato il suo umorismo, gli avrei sparato un proiettile sulle parti intime.
"Uh, minaccioso. Mi piace!" che idiota.
Appoggio tutto l'occorrente sul tavolo che ci separa, per poi sedermi di fronte a lui per analizzarlo: nessun segno di preoccupazione o agitazione, è sicuro di ciò che farà e di ciò che dirà o, semplicemente, non gliene frega proprio un cazzo.
"Quale motivo ti spinge a stringere un patto con una mafia così puntigliosa e precisa?" alla mia domanda, ottengo solo una grassa risata, esagerata con delle espressioni facciali e dei colpi battuti sul pavimento con i piedi.
"Certo che siete messi proprio male eh!? Ora mi piscio addosso!"
"Se siamo stupidi, allora la risposta è veramente facile, no?" affermo, cercando di rimanere calmo e professionale.
"Amico mio, insomma. Secondo te per quale razza di motivo accettiamo patti così pericolosi? Perché abbiamo in cambio tanto, tanto, tanto e tanto denaro! Siamo stati creati per essere ricchi!" mi spiega, senza distogliere lo sguardo dai miei occhi. Non ha proprio alcun segno di nervosismo, è fin troppo sicuro di sé.
"Diventare ricco uccidendo povere anime innocenti?" solo il pensiero mi disgusta.
"Ti sbagli, noi non uccidiamo 'anime innocenti', insomma, chi ucciderebbe un povero gattino che sta attraversando la strada?" non so se prenderlo a pugni o lasciarlo in vita per sentire tutte le cazzate che gli passano per la testa.
"Allora avete dei criteri, giusto?"
"Come chiunque, ovvio. Voi uccidete tutti coloro che ritenete 'criminali' ma che in realtà sono solo povere persone che sanno farsi giustizia da soli. Noi uccidiamo o facciamo soffrire solo coloro che ci calpestano i piedi. La nostra mafia ed il nostro lavoro sono tutto." chiarisce in maniera limpida.
"Perciò avete ucciso solo le persone che hanno avuto dei collegamenti con la vostra mafia?" domando, scrivendo qualche appunto.
"Oh puoi contarci e..." si avvicina leggermente al mio viso, sporgendosi in avanti con il busto "Non vediamo l'ora di zittire quella troietta della tua amica..." stringo i pugni, fino a conficcare le unghie nella mia carne.
"La prenderemo, le daremo una bella lezione, e poi..." lentamente afferro la pistola che nascondevo. "Poi tutto sarà finito." conclude, con un sorriso sfacciato.
Posiziono la pistola in mezzo alle sue gambe, costringendolo ad indietreggiare.
"Osa solo parlare di lei ancora una volta e ti rendo sterile." sussurro, senza farmi sentire dagli agenti nascosti dietro il vetro alle mie spalle. I suoi occhi trasmettono solo sicurezza, come se non avesse un agente armato davanti a sé.
"Fossi in te... Non minaccerei un uomo che sa dove abiti. Vero, Ray Clark?" come fa a sapere il mio nome?
"Perché, se continui a fare l'eroe in una storia che non ti appartiene, allora sarò costretto a tagliare la gola a tuo padre mentre tua madre mi urla di fermarmi. Vuoi questo, Ray?" beccato.
Mi avvicino al suo sguardo, guardandolo con aria compiaciuta.
"Mio padre è morto otto anni fa." non sanno ancora niente. Non hanno le giuste tracce.
Elisabeth
Ray spalanca le porte, subentrando con furia nell'ufficio.
"Cosa ti hanno detto? Che cosa è successo?" chiedo allarmata, spaventandomi per la sua agitazione.
"Niente che già non sapessimo. Vogliono morta te e minacciano me." spiega mentre si slaccia furiosamente la cravatta, gettandola a terra.
"Allora cosa ti rende così nervoso?"
"È sicuro di sé. È come se sapesse di avere il culo salvo, in qualche modo."
"Dici che sa di non rimanere qui per molto?" domando, mentre raccolgo la cravatta per arrotolarmela nelle mani.
"Dico che hanno un piano gli stronzi." afferma, serrando i muscoli facciali.
"Conoscendo la Volpe Nera, torneranno una sera per riprendersi l'ostaggio o forse..."
"Cosa? Elisabeth cosa?" si avvicina a me, afferrandomi i polsi delicatamente.
"Forse era tutto organizzato. Il piano era che lui fosse qui, con noi." mossa prevedibile da Mary.
"E a quale vantaggio?"
"Facile: perseguitarmi, conoscere meglio il nostro rifugio ed infine... osservare te." rispondo, staccandomi dal suo tocco rassicurante. Ma cosa stiamo facendo?
"Osservare me?"
"Sei l'unico uomo che è riuscito a provocare Mary e a proteggermi dalle sue grinfie. Senza volerlo, sei entrato nella scena ed ora sei uno dei protagonisti." Una volta capiti i reali ragionamenti, mi sento una completa idiota per essere cascata nel suo tranello che potevo prevedere.
La mente malata e macabra di Mary può arrivare ad infiniti confini. Perseguire Ray potrebbe essere un semplice modo per minacciarmi oppure per distrarmi dall'obiettivo che mi ero giurata: incastrare mia madre e bruciare la Volpe Nera.
"Perché non possiamo semplicemente dire il nome di Mary al capo? Avrai pure qualche prova, no?" mi chiede Ray, con tono agitato. Ormai inizia a percepire che proteggermi non è stata una saggia scelta da cavaliere, ma solo un'operazione kamikaze.
"Pensi che sia così facile? Sono sicura al centro per cento che Mary si è unita all'amministratore delegato solo per eliminare le prove e i documenti che l'agenzia investigativa è riuscita a raccogliere in questi anni. Conoscerà ogni nostra mossa e anticiperà sempre quella successiva..." mi avvicino lentamente al suo sguardo mentre tiro la cravatta da una mano all'altra.
"La Volpe Nera è riuscita a raccogliere ogni prova e a bruciarla. L'unico briciolo di prove che potremmo trovare è il sangue di Mary o le ceneri della sua dimora." pochi passi separano i nostri corpi. "La sola possibilità che possiamo cogliere per trovare indizi sulla Volpa Nera, è entrare nella Volpe Nera." concludo.
Ad ogni mio passo, Ray è rimasto immobile ad ascoltarmi, come se stesse sentendo la sua musa ispiratrice.
Afferra un'estremità della cravatta e la tira a sé, spingendomi lentamente contro il suo petto.
"Daphne o Elisabeth, chiunque tu sia realmente... Sei astuta. Sono certo che insieme riusciremo a trovare una fottuta soluzione per mettere a tacere la Volpe Nera una volta e per sempre." ribadisce lievemente esaltato.
"Tu non sai a quale gioco stai giocando, Ray..."
"Non mi importa sapere il gioco, perché saremo noi a dettarne le regole adesso."
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Il Riflesso Di Una Bugiarda
RomanceUn posto di lavoro e due criminologi pronti ad ottenerlo. Una bugiarda professionista e un uomo intenzionato a scoprire la verità. Daphne White colpisce come un proiettile ma è fragile come una rosa. La Volpe Nera la cerca con fame e bramosia, atte...
