Ray
"Hey, non ti ho mai visto qui. Come ti chi..."
"Sparisci grazie." rispondo freddamente all'ennesima donna provocante che ha cercato di afferrarmi nelle sue grinfie. Tre in un'ora. Manco fossi Leonardo Di Caprio – disperato - in cerca dell'amore.
Continuo a sorseggiare il bicchiere di champagne, facendo il conto alla rovescia delle ore che mancano per ritornare a casa. Pensare che ho dovuto chiamare una badante per mia madre.
Alla fine, tutte queste feste aziendali non sono altro che una stupida occasione per mostrare l'abito firmato o per perdere un giorno di lavoro. Che inutilità.
"Ciao Ray, tutto bene? Ti vedo isolato." afferma il mio capo Andrew, mentre si avvicina a me.
"Diciamo che non ho ancora incontrato nessuno di interessante con cui parlare." rispondo, cercando con lo sguardo Elisabeth. Come mai non è ancora qui?
"Capisco... Hai notizie della tua collega Elisabeth? È in ritardo di un'ora." nota, osservando le lancette dell'orologio al polso.
"Sinceramente non siamo in contatto. Non mi ha dato alcuna informazione." confesso, continuando a guardarmi attorno. Se fosse successo qualcosa?
"Va bene, allora mentre la aspettiamo, ci tenevo a presentarti la mia compagna. Mary! Mary, amore mio, vieni qui ti presento qualcuno." mi informa, richiamando l'attenzione di una donna sconosciuta girata di spalle, con addosso una pelliccia bianca. Si volta verso la nostra direzione con un'eleganza innata: movimenti semplici e raffinati, abiti di lusso, atteggiamento sicuro di sé e sguardo letale. Sguardo familiare.
Dove l'avevo già vista quella donna?
"Amore, mi hai chiamato per caso?" domanda rivolgendo il suo sguardo sul mio viso. Sembra che mi stia analizzando.
"Si amore, volevo presentarti uno dei nostri criminologi migliori appena assunti. Ray Clark, ti presento la mia compagna Mary Doon. Amore, lui è Ray Clark."
Mary Doon, dove avevo già sentito quel nome?
"Che onore, Andrew mi ha parlato tanto di lei e della sua serietà che applica in questo lavoro. Spero possa trovare la strada giusta."
"Lo spero anche io, anche se non sarà così semplice. Non lavoro da solo." affermo. Lo sguardo della donna sembra assottigliarsi, dimostrando curiosità all'informazione che ho appena rilanciato.
"Be', stia sereno, sono sicura che il suo lavoro non verrà sprecato." mi rassicura, squadrandomi dal basso verso l'alto.
Dove ti ho già vista?
"Hai ragione amore... Ah! Non ti ho detto che assurdità è successa! Ray e la sua sfidante si conoscevano all'asilo! Pensa tu quanto è piccolo il mondo!" spiega Andrew, esaltandosi per il suo grandissimo colpo di scena.
"Già, il mondo è così piccolo che non c'è spazio per tutti... Non credi Ray?" asilo. Asilo. Mary. Doon. Mary Doon. Elegante. Pelliccia. Tacchi. Asilo.
...Indossa un cappotto peloso, una sorta di calzini lunghissimi semi trasparenti ed un pantalone corto in cui c'è spazio solo per una gamba. Forse si chiama "minigonna".
"Buongiorno scusi, lei è?"
"Sono la signora Mary Doon, devo prendere Daphne White."
"Guardi, penso abbia sbagliato, qui non c'è nessuna Daphne White." ...
Trovata.
Questa donna era la zia di Elisabeth che venne all'asilo per prendere Daphne, la stessa signora da cui ci nascondemmo da bambini, spiando le sue azioni.
Perché ci nascondevamo? Perché cercava Daphne?
"Perciò, Ray?" mi chiama, riportandomi al presente.
"Secondo me si sbaglia. Io credo che in questo mondo ci sia spazio per chiunque, ma solo chi ne sarà degno potrà mostrarsi. Giusto, signora Doon?" rispondo pronto, sapendo che indipendentemente dall'argomento non mi sarei mai vergognato a mostrare l'unica cosa su cui lavoravo da quando sono neonato: il cervello. Potrà essere anche la moglie del mio capo, ma non può guardarmi con quello sguardo saccente pretendendo che io gli scodinzoli come un cane addestrato.
"Punti di vista." afferma con tono tagliente e uno sguardo affilato.
"Bene... Amore seguimi, ti porto a conoscere il mio segretario Bob." suggerisce Andrew, stringendo dolcemente il braccio di Mary Doon. Quella donna è collegata a Daphne o a Elisabeth?
Elisabeth
La fortuna vuole che, quando c'è un avvenimento importante, debbano accadere un'infinità di piccoli incidenti di percorso, come: la mancanza di benzina, l'aumento del traffico e lo scioglimento del mio trucco sulla mia pelle. Matematico.
Fortunatamente però, dopo circa un'oretta e qualcosa, sono riuscita ad arrivare alla festa.
Parcheggio l'auto dirigendomi alla sala principale, dove alcuni colleghi, che stanno fumando una sigaretta fuori, mi stanno chiedendo il motivo del mio ritardo. Menti Daphne, menti.
"La star si fanno aspettare, credevo fosse ovvio." Me ne lavo le mani velocemente, togliendomi di dosso la loro curiosità nel parlarmi.
Ad accogliermi è una lunga scalinata che ospita una grande vista dell'intero salone, decorato con tappeti, buffet, candele e chi più ne ha, ne metta.
Inizio a scendere le scale, onorandomi degli sguardi di tutti i presenti che in questo momento hanno posizionato il loro focus su di me: il capo Andrew, lo spazzino Philip, l'agente Max e Ray.
Ray
Un abito lungo, nero, avvolge il suo armonioso corpo, attraendo il mio sguardo. Impossibile non ammirare tanta bellezza. Persino un cieco la vedrebbe.
I capelli ramati cadono mossi sulle spalle mentre i suoi grandi occhi ambrati sono rivolti a me. Solo - ed esclusivamente - a me.
È bellissima.
Elisabeth
La camicia bianca, la giacca nera e il panciotto vestono il suo petto, modellandosi perfettamente in vita. La reincarnazione dell'eleganza e della serietà.
Scendo l'ultimo scalino, finendo finalmente nella sala da ballo e perdendomi nella mischia di persone, anche se non stacco gli occhi da quelli di quel rompiscatole di Clark.
Uno sguardo perso è stato capace a regalarmi una stretta allo stomaco, come se qualcuno mi avesse appena abbracciato. Un sorrisino stupido ed innocente sbuca tra le mie labbra, finché, con la razionalità che mi ha sempre contraddistinto, lo strappo via dal mio viso. Mi ha solo guardata.
Mary
Bingo.
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Il Riflesso Di Una Bugiarda
RomantizmUn posto di lavoro e due criminologi pronti ad ottenerlo. Una bugiarda professionista e un uomo intenzionato a scoprire la verità. Daphne White colpisce come un proiettile ma è fragile come una rosa. La Volpe Nera la cerca con fame e bramosia, atte...
