Ci sono domande che non hanno risposta, non si possono dire né addirittura pensare. Però avevo la testa piena di queste domande.
I miei cugini lo sapevano? Sapevano di me e Ale? Mi zia lo sapeva? Perché non mi hanno avvertito? Perché non mi ricordo di lui? Perché mi sento così legato a questo ragazzino?
Le cugine di Ale sono state così carine e gentili con me, che in effetti mi sembrava di averle già conosciute in passato. I loro racconti erano surreali, ma sentirle ridere mentre prendevano in giro quel povero ragazzo che aveva più sonno che voglia di studiare mi faceva sentire completo in qualche modo.
Scoprire di essere il primo amore di Alessandro è stato un colpo, mi rendeva confuso e turbato. Avevo fantasticato, sognato che capitasse dal primo giorno che si era intromesso in quella discussione di poco conto e invece... il mio vecchio me aveva avuto la fortuna di avere questa sensazione sulla pelle.
L'avevo salutato con cortesia davanti a quelle ragazze che stavano finendo di sistemare la sua cucina, lasciando sia me ché lui a bocca asciutta per quasi due settimane.
"Sei in ritardo. C'è freddo sai?" Mi cugina mi aspettava all'entrata del locale con una faccia da chi non vedeva l'ora di andarsene.
"E tu perché stai fuori? Pensavi che non venissi?" Domandai chiudendo la mia macchina.
"Alessandro non è di compagnia.."
"E già qui?" Domandai raggiungendola. "Si. Sta aprendo sempre lui la mattina. E indovina un po'? alle 5."
"Alle 5?" Domandai perplesso.
"Si. A quanto pare recupera le ore così. Lo saputo oggi da mia madre."
Alessandro era solito studiare a casa sua, ma da un paio di giorni lo trovavo fisso su quel tavolo non poco distante da me, accennava qualche sorriso ogni tanto, ma i nostri rapporti da quella sera furono diversi, distanti, eravamo tornati ad essere semplicemente due colleghi. Era la mia prima mattina da due settimane, avevo scelto i miei turni un po' da egoista, ma avevo avuto la scusa di avere i miei in giro per casa.
"A furia di asciugare quel bicchiere finirai per romperlo." Mia zia con tutta la sua eleganza si sedette su uno degli sgabelli di fronte al bancone, gli feci una smorfia prima di rimettere a posto il bicchiere e prenderne un'altro.
"Sono semplicemente stanco." Dissi alzando leggermente le spalle.
"Non trovi che il riccio gli stia alla perfezione?" Si girò verso il ragazzo chinò sui i libri.
"Oggi ha l'esame." Dissi poco incurante.
Lei con curiosità si girò nuovamente verso di me. "Quindi dovete andare entrambi all'università?" Domandò incerta, fecci segno di no con la testa. "Ooh capisco, Ale lo sa?" Domandò curiosa. "Dovrei dirglielo? Non fa molta differenza chi ci sta a valutare il suo esame." Dissi vago. Notai che il ragazzo si alzò dal suo posto, per venire a salutare mia zia. "Stai andando?" Domandò lei sorridente.
"Si, non vedo l'ora di darlo."
"Mi raccomando. In bocca a lupo."
"Viva il lupo!" Rispose sorridente anche lui prima di girarsi verso di me "ci vediamo lì?" Domandò curioso, guardandomi incerto. "Io non ci sarò." Risposi serio.
"Come non ci sarai?" Domandò guardando sia me che mia Zia.
"Sono di turno domani.." risposi tranquillo.
"Ah ecco..." Disse incerto "Beh allora io vado." Continuò vago.
"Torni qui per festeggiare nel caso?" Domandò mia zia girandosi verso di lui e dandomi le spalle.
"No, devo andare a pranzo con Bryan."
"Bryan?" Mia zia si alzò di colpo. "Alessandro. Solo perché non c'è tua madre in città non vuol dire che puoi fare certe stronzate."
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MAGNETS
FanfikceLo guardo è il suo corpo è come una calamita, mi attrae come il nettare per le api.
