Capitolo 44

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Ale cambiò immediatamente idea, non so cosa gli avessi detto, ma gli spuntò una smorfia strana in viso che l'unica cosa che mi disse era quella ché volesse rimanere in casa. Gli domandai se avesse voglia di farsi almeno una passeggiata..non volevo che si sentisse obbligato a stare chiuso in quattro mura con me.

"Sei sicuro che vuoi rimanere a casa?" Gli domandai di nuovo titubante, lui mi guardò perplesso e prese posto a tavola.

"Nel caso perché prima non mangiamo? Sono da ieri che non tocco cibo." Disse divertito riempiendosi il piatto.
Lo sapeva vero che non mi doveva accontentare per forza? Alla fine non potevo neanche ribattere avendo praticamente riempito anche il mio piatto.
"Va bene.." gli dissi guardandolo divorare il suo piatto con entusiasmo.

Mi guardò perplesso appena finì il suo piatto. "Ti ha dato la ricetta mia madre?" Alzai il mio sguardo su di lui e contemplai che in effetti assomigliava a quello che faceva sua madre. "No, mia madre." Dissi pensieroso. Mi sorrise "È molto simile." Borbottò lui, lo guardai perplesso. "Probabilmente si saranno scambiate la ricetta." Risposi indifferente. Lui sospirò, avevo detto qualcosa che non andava?

"che dici se andiamo in spiaggia?" Domandò dopo un po' alzandosi per portare le stoviglie in cucina. "Non ci sarà troppo freddo adesso?" Mi guardò alzando le sopracciglia divertito e scosse la testa.

Alla fine dopo le suppliche accettai di accompagnarlo in una spiaggia che non stava troppo lontana da dove stavamo.
"Non pensi che sia troppo tardi per farsi il bagno?" Mi guardai intorno, la spiaggia era quasi completamente buia se non fosse per i raggi leggeri della luna.

"Se non sbaglio hai promesso di non fare il secchione." Borbottò spogliandosi, lo guardai torvo. Sembrava abbastanza tranquillo nel tuffarsi.

"Come faccio a vederti da qui?" Chiesi guardando praticamente davanti a noi in cerca di qualche onda visibile, ma il mare ormai era completamente buio che non si vedeva nemmeno, lui sorrise. "Semplicemente entri con me. Oppure hai paura?" Mi chiese curioso. Lo guardai, non è che avevamo già fatto il bagno insieme? Continuava a insistere e di solito ero io quello pressante.
Mi sedetti sul suo asciugamano sconsolato, sicuramente il mio vecchio io non era così fifone come lo ero io in questo momento. "Dai muoviti." Disse tirandomi di nuovo sù, con un gesto mi tolse la maglietta. "Allora solo perché non c'è il sole non vuol dire che non puoi farti il bagno." Mi disse serio, notai che si tolse la fedina e la mollo in una tasca della borsa assicurandosi che fosse ben chiusa. Quando alzò lo sguardo su di me divenne paonazzo.
"Mi chiedo se avrò mai le stesse cure." Borbottai curioso. Lui sorrise "Tu hai la tua maglietta che dovrei dire io?" Mi chiese divertito dandomi un bacio sulla guancia. "A proposito lo dimenticata a casa." Borbottai dispiaciuto, lui scoppiò a ridere "Spera che non la trovi Elodie." Disse avvicinandosi alla riva.

Lo abbracciai da dietro. "Io però te la volevo vedere di nuovo addosso." Borbottai dimenticando che non dovevo essere pesante con lui, mi scollai, non volevo sentire il suo millesimo rifiuto silenzioso.
Mi guardò perplesso appena mi spostai accanto a lui, sembrava confuso. Ecco Marco sei il solito deficiente. "Avvisa tua sorella di portarla allora." Disse distaccato. Mi senti oppresso, dovevo evitare e lo sapevo bene. "Che hai?" Mi chiese serio, spostai il mio sguardo su di lui. "Niente di importante..lo facciamo questo bagno?" Proposi avanzando per bagnarmi i piedi, l'acqua era calda.
Mi prese per mano "Contiamo fino a tre?" Mi chiese con entusiasmo, guardai le nostre mani intrecciate e qualcosa dentro di me incominciò smuoversi.

"Dai Marco! Che vuoi che ti succeda?" Mi chiese Alessandro scocciato, eravamo in spiaggia.
Reduci da una festa con gli altri.

Non capisco perché dovevo fargli sempre io da babysitter è un arrogante, testardo e mamma mia se non volevo prenderlo a schiaffi in questo momento.

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