Capitolo 29

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La situazione era abbastanza critica anche se Alessandro cercava di alleggerire il carico.

Non era da me rimanere così composto, e da quello che stavo sentendo in questi giorni era una cosa comune da me. Non davo troppo peso alle cose.

E allora perché mi sentivo come un vulcano pronto ad esplodere?

Camilla si era offerta di accompagnarci al mio appartamento, secondo lei era un modo per far si che il ragazzo rimanesse tranquillo, ma noi due sapevamo che fosse un modo per farla stare tranquilla. Non sapendo che Alessandro il mio appartamento lo conosceva ormai abbastanza e troppo bene.
Ma comunque dovevamo fingere a gli occhi di tutti che oltre ad suoi che eravamo soltanto dei semplici colleghi.

In effetti non so cosa eravamo di preciso soprattutto adesso. A quanto pare in passato non ci siamo mai definiti qualcosa... quindi come potevo pretendere che adesso eravamo qualcos'altro?

"Mi sa che il tuo pigiama mi sta un po' grande." Disse appena uscì dal bagno. In effetti gli stava pochino più grande essendo io poco più alto di lui.

"Non tanto..ma comunque sta sera c'è abbastanza freddo. Quindi ti conviene abituarti."

"Guarda che se mi appallotto affianco tuo ... tranquillo che credo che starò al freddo sai?" Si sdraio al mio fianco.

"Più al caldo stai e meglio è" dissi sfogliando la mia home di Instagram. Camilla aveva appena postato una foto.

"Alla fine non stanno così tanto male insieme, sai?"

"Bah con il carattere che si ritrovano entrambi non lo so."

Rise "Davide può essere scorbutico ma è un cucciolotto."

"Mmm non avrai intenzione di provarci?" Chiesi scherzoso.

"C'è stato un periodo che mi poteva piacere... Mi resi poi conto che mi piaceva di più il fatto che mi portasse il cibo la mattina." Rispose ridendo. "Adoro chi mi porta cibo, sai?" Disse sistemandosi sotto le coperte.

"Basta chiedere.."

"Ma che senso avrebbe?"

"Anche tu hai ragione.." sorrisi.

Il mattino seguente mi svegliai prima del solito. Avevo qualche lavatrice da fare prima di uscire di casa per fare un po' di spesa.

"Pronto?" Risposi alla chiamata dalle mie cuffie bluetooth.

"Ehi! Ho una buona notizia! Mi ha appena chiamato Mamma. A quanto pare l'hanno arrestato." Disse Camilla entusiasta.

"Menomale!" Dissi contento.

"Ale?" Chiese curiosa.

"È ancora addormentato. Appena si sveglia glielo accenno." Dissi notando la figura del ragazzo entrando nel bagno in cui mi trovavo.

"Come ti sembra? Ha avvertito a zia?" Domando mezzo assonnata la ragazza.

"L'hai visto anche tu ..sembrava tranquillo.."

"Dico come c'è né siamo andati.."

"Guarda mi ha aiutato a sbarazzare e poi si è chiuso dentro la camera degli ospiti. Figurati che tra poco non mi salutava neppure..Un po' infantile direi" Vidi il ragazzo scuotere la testa divertito dalla mia piccola bugia.

"Ma avete discusso a proposito? Ieri vi ho visto un po' riscaldati."

"E perché non lo aiutato con latino."

"Ma lui non fa latino ..." Mi corresse perplessa.

"Si scusa greco..mi sono dimenticato. Ho dato gli appunti solo a Davide."

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