Lo seguo all'esterno, sotto il portico di casa, lui iniziò a fumare la sua sigaretta e mi chiesi chi dei due era il più nervoso in quel momento. "Accendino?" Gli chiesi sedendomi accanto a lui. Me lo passò senza guardarmi. Era tornato a fare il solito riccio? Mi alzai dopo aver acceso la mia sigaretta, se voleva i suoi spazi glieli avrei dati, ma doveva smetterla di trattarmi cosi, come uno zerbino.
"C'è umido oggi." Borbottò distratto, sembrava che cercasse di rompere finalmente il ghiaccio. Eravamo ritornati in camera in silenzio tombale. "In effetti." Mormorai sistemandomi nel letto. Lui cercò una canotta nell'armadio. "Oggi ci sarà freschetto." Borbottò indossandola. Io mi sistemai il cuscino prima di buttarmi giù. "Mettiti una felpa." Dissi sbadigliando. Lui mi guardò torvo, ma sembrava indeciso. "Ale..parla per l'amor di Dio." Borbottai distratto guardando il telefono. Un messaggio di Camilla mi fecce quasi sputare un polmone.
-Spero che questo silenzio improvviso sia dovuto per il fatto che state sotto le lenzuola e non che vi siete ammazzati a vicenda.
-Tranquilla non c'è bisogno di preoccuparsi.
-Oddio sei vivo! Alessandro?
- È qua con me. Sta bene per ora.
All'improvviso Alessandro attirò la mia attenzione con un schiarissi di voce e si sistemò sopra il letto titubante. Mi domandai se non mi stesse nascondendo altro.
"Non so come dirtelo." Mormorò indeciso.
Lo guardai torvo, era seduto e mi stava dando praticamente le spalle. Sbuffai "È il tuo ragazzo quello nella foto giusto?" Risposi ricordando la foto che gli ritraeva insieme. Lui si girò verso di me incredulo. Avevo fatto a quanto pare centro. "Oddio no." Disse quasi schifato e scuotendo la testa. "parlo di altro." Disse pensieroso.
"Sei andato a letto con qualcun'altro?" Chiesi curioso e qua sperai veramente che non fosse così. "No ..tu?" Mi chiese titubante, sorrisi. "No." Risposi e i suoi occhi finalmente si illuminarono. Era questo quello che aveva paura di chiedermi? "Quindi se ti chiedessi una cosa...accetteresti?"
"Oddio ...accetterei tutto in questo momento." Borbottai divertito. L'importante era stare con lui.
Lui fece un sorriso timido. "Riusciresti ad avere ancora un po' di pazienza?"
"In che ambito?" Chiesi curioso, lui abbassò lo sguardo. "Noi due." Borbottò malinconico, non lo capì in che senso noi due? "Ho bisogno ancora di spazio." Mi disse giustificandosi. Lo guardai incredulo, c'era quindi speranza che tornasse da me? "Non ci sono problemi. Ma ad una condizione.'
"Oggi sei in vena di condizioni?" Mi chiese divertito e malizioso allo stesso tempo. Cazzo se volevo baciarlo in questo momento. Ma cercai di trattenermi. Lui sorrise."dai spara." Feci un lungo respiro prima di parlare. "Non mi evitare più. Trattami come un amico se vuoi, ma non mi tenere più da parte." Lui mi guardò stupito per quella mia richiesta e acconsenti a ciò con mia sorpresa.
Il mattino seguente, mi svegliai con lui avvinghiato a me. Sembrava sereno e chi ero io per spostarmi dalla sua presa? Notai che iniziò a svegliarsi dalla stretta che mi diede al fianco e dopo di ché i suoi occhi marroni mi guardavano straniti da quella avvicinanza impulsiva. Ma ciò non lo impedì di accucciarsi meglio contro il mio petto. Lo strinsi di più a me, sapevo che ci voleva tempo per ritornare alla normalità, ma quel abbraccio valeva più di mille parole.
"Dovremmo alzarci." Gli dissi sfiorando i suoi capelli, erano diventati più lunghi e soffici dell'ultima volta che gli avevo toccati.
"Mmm altri cinque minuti." Disse assonnato incrociando la sua gamba con la mia, le mie labbra iniziano a vibrare. Avevo tanta voglia di dargli il mio solito buongiorno.
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MAGNETS
FanfictionLo guardo è il suo corpo è come una calamita, mi attrae come il nettare per le api.
