Capitolo 41

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Alzati, respira è soltanto un brutto sogno.
Alzati, respira è soltanto un brutto sogno.

"Ehi fratè neanche oggi sei andato da Ale?" Borbottò mia sorella appena mi vide entrare in cucina. Non sapeva ancora di me e di Ale. Erano due settimane ché speravo che quel ragazzino cambiasse idea, ma presumo che quel sentimento che ero convinto che avesse verso di me era soltanto una menzogna.
"Ci siamo lasciati." Dissi sedendomi, mi aveva appena versato il caffè. Mi guardò incredula e decluti l'amaro che mi sali a quella ormai consapevolezza estenuante che ormai fosse finita.

I giorni seguenti furono più duri, i ragazzi avevano saputo tramite Elodie l'accaduto.
Ci davano delle occhiate quando anche per sbaglio eravamo l'uno davanti all'altro. Avevo provato anche a mettermi nuovamente in gioco.. dimenticarlo, ma niente nella mia testa c'era sempre e soltanto lui.

Quel giorno arrivò in ritardo a lavoro e mi chiesi se non fosse rimasto a dormire da qualcuno. "Non preoccuparti.." Mi mormorò Davide appoggiandomi una mano sulla spalla. "Non so di ché parli." Borbottai continuando a ripulire un tavolino.
"Ti posso assicurare che non ha nessuno." Disse dispiaciuto. Sbuffai e riportai il vassoio nel banco.
"Vabbuò mi faccio un caffè." Disse salendo lui dietro il banco. Alzò il suo sguardo appena vide che dopo infiniti minuti il ragazzo uscì finalmente dallo spogliatoio. Sembrava esausto. "Ale ha chiamato Riccardo. Si è rotto di nuovo il tubo del lavandino."
Borbottò Davide distratto guardando il suo telefono.

"Digli di chiamare un idraulico. Che vuole da me?"
Borbottò infastidito, prese posto al tavolo senza accorgersi che al suo fianco c'ero io.
"Comunque non è possibile che si rompe ogni due per due sto tubo." Camilla si sedette al suo fianco, mi diede un'occhiata comprensiva. Aveva capito pure lei che al ragazzo non gliene fregava niente della mia presenza? "Io mi chiedo invece perché ho due coinquilini che continuano a fare gli idraulici."
Borbottò guardando il suo telefono distratto. Lessi un messaggio di struggita. Non fare cazzate. Era da parte di Cristian.

"Ma la convivenza come và?" Disse mia sorella abbracciandomi da dietro.

"Uno strazio." Rispose Davide esasperato.

"E così strano il tipo?" Chiese lei incredula.

"Almeno c'è lui in giro per casa. E Alessandro che c'è, ma non c'è." Rispose il ragazzo scuotendo la testa.

"Invece di dire cazzate fammi un caffè." Rispose l'altro irritato dalle battute dell'amico.
"Tu invece che intenzioni hai oggi?" Chiese Davide in risposta, sembrava preoccupato. "Dormo da mamma." Lo rispose guardandolo storto. Dedussi che doveva dormire da qualcuno oggi.

"Aspetta aspetta non è che hai un nuovo amico?" Chiese Cristina per tutti, era seduta al mio fianco e lui la guardò con uno sguardo che non sapevo nemmeno che fosse capace di fare.
"Ti farebbe piacere saperlo?" Chiese lui con un acidità tale che pensavo zittisse la ragazza, invece lei continuò a provocarlo. "Oddio.." rispose lei divertita.

Scosse la testa esasperato e si alzò, notai con mia sorpresa che al dito aveva ancora il mio anello.
"Non ho tempo per queste cazzate." Gli rispose infastidito.

"Ti accompagno?" Gli chiese Davide, sembrava che sapesse dove doveva andare.
"Comunque ho detto solo un nuovo amico ..non un nuovo ragazzo eh." Continuò Cristina per giustificarsi. Il ragazzo sembrava pronto per esplodere. "Cri quando ci sarà occasione ti farò sapere. Va bene? Posso bere il mio caffè senza sentire le tue stronzate?" Chiese esasperato, sembrava proprio che non volesse confermare le mie teorie.
"Non c'è motivo di essere così acido." Cristina lo guardava e mi chiesi se forse ero l'unico che non sapesse che si stava già frequentando con qualcuno. Lui scosse la testa e finì di bere il suo caffè. "Non ho nessuno." Disse tagliando corto. Mi sembrò che fissasse me, ma forse era perché Cristina era al mio fianco. "Vabbè sarà. Ma potresti anche renderci partecipi della tua vita." Tagliò corto la ragazza preoccupata, io mi alzai dalla mia sedia. Questo discorso non mi interessava affatto. "Già vai via?" Mi chiese Camilla perplessa. "Ho altro da fare che sentire certe stronzate." Borbottai dirigendomi verso lo spogliatoio.

Alessandro a quanto pare non l'aveva neanche accennato a sua madre della situazione. "In che senso vi siete lasciati?" Chiese la donna incredula. Mi aveva chiamato per sapere come stavamo essendo che non vedeva da molto il figlio. Un'altra conferma che mi faceva logorare dentro. Sospirai rassegnato,
"A quanto pare.." borbottai distratto. "Mi è sembrato strano...ma pensavo che avevate discusso così...come al solito.."
Stavo finendo di lavare i bicchieri per il cambio turno. "Comunque te l'ha detto che oggi parte?" Mi chiese preoccupata. "In che senso?"
"Ha deciso di partire qualche mese in Sardegna. Io purtroppo prima di fine agosto non posso raggiungerlo..." Un gridolino di entusiasmo mi fecce distrarre dalla conversazione con Anna. "Era Gloria per caso?" Mi chiese la donna divertita.
"Si è arrivato." Dissi distratto cercavo di capire la conversazione.

"Finalmente! Almeno posso salutarti." Urlò praticamente mia zia. Dalla sua gioia sospettai che lo sapesse da tempo.

"Ho detto a Gloria di non dire niente ai tuoi cugini... Perché pensavo che dovevate partire assieme..." Mi mormorò Anna al telefono.
Io mi sentivo veramente preso in giro ora.
A quanto pare sarebbe partito come se niente fosse senza neanche salutarmi.
Ma chi prendo in giro.
Mi aspettavo veramente che avesse il coraggio di salutarmi? Senti che Anna mi salutava compressiva. E mi incominciai a sciogliere il grembiule. Non volevo neanche sentire la conversazione con gli altri. Non volevo neppure salutarlo. Aveva messo un punto definitivo al nostro rapporto? Va bene. Ogniuno per la propria strada.

"Dove vai?" Camilla mi prese per un braccio.

"Me ne vado." Dissi semplicemente. "Non lo saluti?"
"Mi prendi in giro?"

"Voi più tosto." La sua voce attirò la nostra attenzione. "Quando volete non fatevi problemi a venire." Lo disse passando il suo sguardo da Camilla a me e dalla stretta salda che aveva Camilla su di me, che lasciò poco dopo. "Ah adesso mi inviti?" Chiese lei perplessa. Lui sorrise "Ti invito sempre." Lei mi guardò di sfuggita e si girò nuovamente verso di lui "Quanto stai via?" Chiese dubbiosa, guardava Davide che restitui lo sguardo.

"Quattro mesi." Rispose lui guardandomi comprensivo, come se a me potesse interessare. "ma sei scemo?" Disse mia cugina scioccata.

"Ecco qua."Rispose lui esasperato.

"No zio tu da solo li?" Rispose Camilla alzandosi.

"Ci sono le mie cugine." Si giustificò lui.

"E mi sentiranno. Con il cazzo che vai da solo." Rispose seriamente mia cugina. Mi chiesi perché non lo lasciava cuocere nel suo brodo. Tanto non l'avrebbe mai ascoltata.

"Amore mio. Non muoio mica." Rispose lui divertito. Mi fece girare ancora di più le scatole.

"Due mesi. E te lo concedo solo perché stai sorridendo." Disse più dolcemente lei. Odiavo la loro complicità.

"E da vedere se torno. Ti faccio sapere ok?" Addirittura?

"Ma dov'è che vai?" Chiese Elodie perplessa.

"Va in Sardegna." Rispose Bryan apatico. Un altro ché sicuramente sapeva che cosa passasse per la testa di questo.

"Alla faccia! Ti trasferisci li?" Chiese lei curiosa. Ma ché t'interessa? Volevo dirle.

"Vediamo adesso vedo un po'." Gli rispose lui vagamente. Adesso era troppo. Incrociai i suoi occhi per un'istante."Bene ragazzi! Io vi smollo. Fatte da bravi ok?"

"Non provare ad andare ai rave."  Lo ammonì Camilla severa.

"Ne ho in programma tre." Rispose lui abbracciandola. "Non provarci."

"Cara, sono libero, sono grande, sono vaccinato e te non ci sei. Quindi vai tranquilla." Disse con tono sarcastico.

"Aspetta vengo pure io." Disse mio cugino scherzoso. Camilla lo fulminò con lo sguardo, ma Bryan scoppiò a ridere immediatamente e abbracciò stretto il ragazzo. "Peccato avevo una voglia matta di baciarti."

"Ma quanto sei cretino?" Gli chiese l'altro alzandolo dal pavimento con entusiasmo nel salutarlo. "fai da bravo." Gli diede un bacio sulla guancia. "Bene. Mo me ne vado. Cia." Disse sorridente.
Da lì scomparve dai miei radar e da quelli degli altri.

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