"Uno due tre respira." Il dottore mi stava visitando.
Ultimamente avevo nuovamente problemi con la respirazione e mi sentivo molto affaticato. Perciò prenotai il prima possibile una visita dal mio medico di base.
"Sembra che vada molto meglio." Disse dopo poco.
"Quindi posso stare tranquillo?" Domandai infilando nuovamente la maglietta.
"Certo. Hai solo bisogno di un po' di riposo." Disse scrivendo sul PC.
"E questi sintomi che ho? A che cosa sono dovuti?"
"Semplicemente credo sia la tua solita ansia." Continuò a fissare il PC.
"Non ho più un attacco da mesi.."
"Può succedere...hai vissuto un periodo di stress?"
"Diciamo.. mi divido tra scuola, lavoro e adesso sono impegnato con il trasloco.."
"Cerca di concentrarti solo in una cosa in queste settimane. Tieni questo è il foglio di malattia e non voglio scuse."
Ritornai a casa.
Il dottore forse aveva ragione, mi serviva veramente una pausa e forse cosi facendo entro la fine del semestre sarei riuscito a dare gli ultimi esami.
Chiamai Gloria per avvisarla del fattaccio. "Si Gloria...mi ha detto che non voleva scuse e che dovevo prendermi una pausa. Certo te lo porto subito.."
Attraversai la sala del locale con il cuore in gola.
"Sai ci metti nei casini ora che te n'è vai." Disse lei appena mi vide arrivare.
Sospirai non pensavo di avere un benvenuto così. "Se vuoi dò direttamente le dimissioni.."
"Macché non dire cazzate è solo che questa settimana siamo pieni di serate.." disse sbuffando.
"Se voi rimango fino a domenica."
"Non lo so Ale...non voglio che ti fatichi troppo."
"Va bene nel caso mi metti in turno con lui." Filippo comparve da dietro le mie spalle. "Farò io le cose pesanti al suo posto."
"Non si tratta di quello che pensi tu." Dissi tagliando corto. "Non mi serve una balia." Perché tutti avevano questa esigenza di aiutarmi?
"Ale è sempre un aiuto per il tuo problema." Borbottò Gloria.
"Riesco a fare da solo." Dissi scrollando le mani di suo figlio dalle mie spalle.
"Vabbè comunque oggi sei libero." Disse Gloria severa.
"Va bene." Dissi guardando Filippo che mi guardava perplesso.
"Ehi già vai via?" Mi chiese Bryan da dietro il bancone, stava bevendo il caffè con Marco.
"Si...oggi sono libero." Gli spiegai attraversando la sala.
Mi guardò torvo "Sei sicuro che vada tutto bene?"
"Di lusso." Borbottai irritato.
"Hai la faccia bianca." Mormorò Marco avvicinandosi verso di me.
"Non ho ancora mangiato niente. Sarà per quello." Borbottai. "Comunque adesso vado.. scusatemi."
Il ronzio nelle orecchie incominciò nuovamente a ronzare. Sentivo il corpo staccarsi da me ad ogni passo che facevo.
"Aspetta ti dò un passaggio." Filippo mi toccò una spalla e sbuffai "Se ci tieni."
"Ci vediamo appena smonto?" Mi domandò Marco preoccupato.
Feci segno di no. "Devo studiare." Dissi secco.
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MAGNETS
FanfictionLo guardo è il suo corpo è come una calamita, mi attrae come il nettare per le api.
