Capitolo 34

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Le minacce di Cristian mi frullavano in testa come rombi. Non ero riuscito neanche a raccontarlo a Marco ieri sera. Preferivo stare per conto mio e pensare sul da farsi.

Arrivai a lavoro e trovai le ragazze che si stavano cambiando. "Ehi belle donzelle."

"Ehi!"

"I ragazzi sono già andati via?"

"No, non ancora, si stanno cambiando che devono giocare sta sera." Rispose Camilla.

Non sapevo che Marco giocasse a calcio.

"Dai non lo sapevo."

"Io invece stasera avrò casa libera! Che dite partitina alla play?" Disse entusiasta Elodie.

Camilla la guardò torva. "Casa libera? E Marco dove sta?"

"Non v'è l'ha detto? È partito stamattina per Roma. Torna tra un mese o una settimana forse."

La guardai serio speravo con tutto il cuore che stesse scherzando. Non mi aveva accennato niente.
Alla fine declinai l'invito e ritornai a casa dopo il lavoro.

Non poteva essersi dimenticato di raccontarmi che doveva partire..giusto?
Evitai di guardare il telefono per tutta la settimana se non per i turni a lavoro. Ero deluso, ma non sorpreso.

"Ma poi alla fine mi fa e ma sai io non lo sapevo perdonami cioè mi prendi per il culo?"

La sua voce mi rimbombo nelle orecchie appena varcai le porte del locale. Feci finta di niente e andai direttamente allo spogliatoio per cambiarmi.
Non aveva neanche avuto la briga di scrivermi che era tornato. Mi cambiai e andai direttamente a preparare i tavoli della sala.

"Ale? Vuoi il caffè?" Mi urlò Camilla.

"No grazie. Lo già preso da Cristian." Dissi serio.

Perché se una cosa l'avevo capita è che lui non si preoccupava di me e delle mie emozioni, perché dovevo preoccuparmi io delle sue?

Alla fine con Cristian avevo chiarito. Lui mi spiegò la sua esigenza di tornare con me. Ero il suo porto sicuro, ma di sicuro non avevo niente, almeno per lui.

La mia testa era piena di pensieri e di punti di domanda più grossi di me.
E ciò che mi chiedevo di più e se tutto ciò che avessi vissuto con Marco era solo frutto della mia immaginazione.

"Allora sta sera che facciamo?" Chiese Davide curioso.

"Un salto al locale?" Propose Elodie.

"Io non posso." Dissi mettendomi la borsa sulla spalla.

"Sicuro?" Chiese Elodie "c'è musica bella oggi."

"Devo vedermi con Cri." Mentì.

"Mmm e fai venire pure questo Cristian no? Più siamo e meglio è."

"Vediamo. Nel caso vi raggiungo."

"Apposto allora. Scrivo nel gruppo."

"Chiedi a tuo fratello se può andare lui a prendere Camilla. Che io mi faccio una doccia."

"Va beneeee" disse lei esasperata.

Io gli salutai e andai a prendere il bus.
Ero tentato di scrivere a Cristian..ma non avevo voglia di sentire e vedere nessuno.
Il bus per mia fortuna arrivò abbastanza presto.

"Mamma sono a casa." Dissi togliendomi le scarpe e la giacca.

"Tesoro, già a casa? Marco?" Domandò curiosa.

"In giro con gli altri. Io sono stanco ..." Dissi fingendo di sbadigliare. Gli dò un bacio prima di dirigermi in bagno per farmi una doccia.

Quando mi sdraiai guardai i turni per il giorno dopo e per mia fortuna Bryan mi chiese un cambio turno perché voleva raggiungere gli altri.

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