Entrai nel mio appartamento.
Sentivo ancora il cuore battermi in gola. Ero scappato via come un ragazzino dopo quel breve scambio di battute con Alessandro. Mi sentivo uno stupido.
Senza pensarci due volte chiamai mia zia, cercai di trattenere il mio turbamento e gli chiesi se era possibile prendermi qualche giorno di riposo, per mia fortuna accettò senza chiedermi spiegazioni più specifiche.
"Sei riuscito a parlarci?" Chiese dopo aver segnato i miei giorni di riposo.
"Credo che non ci sia tutto questo bisogno di preoccuparsi. Ho chiesto comunque a Davide di tenerlo sotto controllo lui. Purtroppo non sto bene te lo detto." Finsi di starnutire. "E dire che qualche ora prima stavi bene." Disse mia zia in un tono curioso..mi aveva sgamato?
"Forse sono allergico alla polvere? O al polline? Dovrei chiamare il medico." Dissi fingendo nuovamente uno starnuto.
"Speriamo che almeno lui né cavi piede. Questo ragazzino mi farà uscire pazza!" Disse cambiando nuovamente discorso sul suo pupillo.
"Ma stai tranquilla. Alessandro è un ragazzo con la testa sulle spalle. Vedrai che non è niente di preoccupante." Perché è la volta buona che scompaio dalla circolazione.
"Lo spero. Non sai quanto! Comunque devo andare.. è qui."
"Okay. Avvisami se ci sono novità."
Dopo aver chiuso la chiamata mi ritrovai in una casa totalmente vuota e silenziosa. La sua presenza aveva lasciato il segno in un tempo così breve, che quasi sentivo il suo profumo nell'aria.
In certi versi mi mancava, anche se non so cosa mi mancasse di preciso, ma sapevo che non sarei mai riuscito a chiedergli se fosse successo qualcosa con quel ragazzo. Il mio orgoglio avrebbe sempre vinto su tutto. Quella sera mi addormentai con fatica sul divano.
I giorni seguenti gli passai trascinando il mio corpo dal divano al letto. La mia unica compagnia erano le serie TV su Netflix e le mie ormai adorate patatine. Spensi addirittura il telefono, volevo evitare di sentire chiunque. Mi sentivo vuoto.
Din Don, Din Don.
"Ma chi è a quest'ora?" Domandai esasperato.
Per una volta che potevo dormire in santa pace il campanello non smetteva di suonare un secondo.
"Maledetto chi ha inventato sto coso! Arrivoooo"
Andai ad aprire ancora mezzo addormentato e una figura scura entro di corsa dentro casa senza neanche darmi il tempo di capire chi fosse.
"Mi spieghi che cazzo ti succede?" Borbottò il tipo misterioso che sembrava un po' troppo scorbutico. Non riuscivo a capire proprio chi fosse, portava il cappuccio della sua felpa tirato sulla faccia.
"In questo momento non so neanche chi tu sia. Se permetti vado a farmi un caffè. Ah comunque Ciao." Chiusi la porta con un tonfo.
"Marco? Stai bene?" Disse la figura misteriosa con un tono abbastanza preoccupato.
"Si, è solo che mi hai buttato praticamente giù dal letto." Borbottai infastidito.
"Perché indossi ancora i vestiti dell'altro giorno?" Continuò con le domande.
Mi guardai, in effetti mi ero dimenticato di cambiarmi e di farmi una doccia. "Non sono affari tuoi. Che ci fai qui? Non potevi chiamare?"
"Hai il telefono spento. Ho provato a rintracciarti dall'altro giorno. Alla fine sono venuto direttamente qui appena tua zia mi ha detto che avevi preso praticamente una settimana di ferie." Disse togliendosi il cappuccio dal viso.
"Che ci fai qui?" Ridomandai nuovamente stavolta stupito. Come ho fatto a non riconoscerlo? Il suo timbro di voce dovrei ormai riconoscerlo. Chiusi gli occhi per qualche secondo e senza sentire la sua risposta andai verso la cucina. Lui mi raggiunse poco dopo "Mi sono liberato poco fa." Disse sistemandosi in uno degli sgabelli che avevo in cucina, sembrava piuttosto stanco.
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MAGNETS
FanficLo guardo è il suo corpo è come una calamita, mi attrae come il nettare per le api.
