«Non riesco a credere che tu sia riuscito a recuperare tutto in una settimana», scherza Leonardo, forse sperando di attirare la mia attenzione.
«Dai, Vale! Parlami ti prego. Non ce la faccio più!», insiste quando si accorge che non lo degno della mia attenzione.
Forse sto esagerando e dovrei perdonarlo, ma sapere che lui ha pensato male di me e solo per vendetta ha agito in quel modo mi fa ancora soffrire.
«Dovresti perdonarlo», suggerisce Simone, una volta lontani da Leonardo.
«È vero, è stato uno stronzo. Ma è stato lui a coprirti quando avevi bisogno, è stato lui a consolarti quando stavi male», aggiunge subito dopo.
Sospiro, consapevole che tutto ciò che sta dicendo è vero, non posso dargli torto.
In questo periodo sto facendo prevalere la mia parte orgogliosa con lui e non so nemmeno il perché.
Possibile che io sia rimasto così scottato?
«Non riesco a credere che il tuo cervello sia in grado di formulare anche pensieri seri». Sto cercando di evitare il discorso perché non voglio affrontare la questione. Sto scappando come ho sempre fatto in vita mia.
Simone però non è stupido, anche se a volte sembrerebbe il contrario.
Capisce al volo cosa sto cercando di fare e mi spinge a parlare con Leonardo.
«Senti, non mi va, ok? Mi ha ferito», mi metto sulla difensiva.
«Sì, ho capito. Ma non credi di doverti scusare anche tu con lui? Magari senza rendertene conto hai avuto degli atteggiamenti con Marta che lo hanno ferito», mi rimprovera con tono severo.
Non ci credo, ma da che parte sta?
Se pensa di potermi fare la morale si sbaglia di grosso.
«Ancora con questa storia? Io non ho fatto n...».
«Ho detto senza che te ne rendessi conto, Vale. So che non gli faresti mai del male, ma magari lo hai fatto».
No. Impossibile. Io non ho mai fatto niente con Marta, non le ho mai dato attenzione.
Ero completamente dipendente da Cristina, non avevo nemmeno la mentalità adatta a quel tipo di situazione.
Eppure Leo sostiene il contrario, perché dovrebbe inventarsi una cosa del genere?
«Ma tu hai capito a cosa si riferiva?», domando.
Spero che una volta per tutte la mia curiosità possa finalmente placarsi.
Ci dirigiamo verso l'uscita, mancano pochi minuti al suono dell'ultima campanella di quest'anno.
E poi, finalmente, potrò godermi le vacanze estive senza preoccuparmi dello studio per tre mesi.
«A quando eravamo al cinema, no?», risponde come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
Ma perché continuano a parlare di questa uscita al cinema? Io nemmeno me la ricordo!
Come se mi avesse letto nella mente, il mio amico mi fornisce finalmente il racconto di cui avevo bisogno.
«L'anno scorso Leonardo parlava sempre di questa ragazza, ma noi non l'avevamo mai vista. Ce l'ha fatta conoscere una sera, al cinema».
Cominciano a riaffiorare delle scene di quella sera. Ma tutto ciò che ricordo, è che stavo male perché avevo appena litigato con Cristina.
«Abbiamo preso i biglietti, il cibo e poi ci siamo seduti. Lei non ti toglieva gli occhi di dosso e questo aveva dato molto fastidio a Leonardo, ma tu non te ne eri nemmeno reso conto».
Non riesco più a sentirlo bene, veniamo travolti da un'onda di adolescenti urlanti che non vedono l'ora di uscire da questo posto.
Mi giro a guardare Leonardo, da solo in un angolo. Mi guarda anche lui: i suoi occhi sono carichi di rimorso, di senso di colpa.
Mi sta parlando con lo sguardo, ma io non so cosa dire.
Vorrei finire di ascoltare il discorso di Simone, ma se lo facessi lascerei in disparte Leonardo e resterebbe da solo. Non è giusto.
Gli sorrido, poi mi butto in mezzo a questa marea di gente e, senza pensarci due volte, lo raggiungo a grandi passi.
Lui non mi ha mai abbandonato, è stato l'unico a starmi accanto quando non avevo nessuno. Lo ha sempre fatto.
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Primo dicembre
Chick-LitValerio è insicuro: a causa del suo passato doloroso, ha la costante paura di essere abbandonato e di restare solo. Ogni giorno è costretto a fare i conti con le innumerevoli delusioni che ha ricevuto per tutta la vita, quelle che lo hanno portato a...
