«Era terrorizzato, non hai idea di quanto io abbia goduto in quel momento», commenta Leonardo. Accenna una risata che mi fa sorridere, poi dà un'occhiata al suo giardino, per osservare i suoi cani che dormono tranquillamente nella cuccia.
Parla di quello che è successo l'altra sera a Madrid, come se io non fossi stato presente, come se non fossi io il colpevole di quello che è successo.
Credevo che mi sarei sentito più in colpa per aver fatto del male a Christian, di nuovo.
Ma non è stato così. Quando Alice mi ha confessato quello che ha provato a farle, mi sono innervosito così tanto che per tutto questo tempo non ho fatto altro che covare la rabbia nei suoi confronti. Quella dell'altra sera, è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Non avrebbe dovuto chiamarla in quel modo, non avrebbe dovuto nemmeno avvicinarsi a me per mostrare per l'ennesima volta quanto sia immaturo e patetico.
Se da una parte sono soddisfatto di avergli dato quello che si meritava, dall'altro sono profondamente amareggiato per quello che mi ha detto Alice subito dopo.
La capisco, è giusto quello che lei dice: non oso nemmeno immaginare quanto sia stato difficile per lei, quanto abbia sofferto e quanto abbia faticato per trovare il coraggio di parlare con me.
Nella mia mente riaffiorano ricordi spiacevoli, di quando Christian la teneva stretta a sé e la trattava come se fosse un oggetto di cui andare fieri e non una persona con dei sentimenti da rispettare.
Gli occhi di Alice erano sempre rivolti verso il basso, lo sguardo perso nel vuoto e lui non se ne accorgeva nemmeno.
Ricordo perfettamente quanto fosse frustrante per me vederla in quel modo, così priva di vita.
Non capivo perché si ostinasse a restare con lui, quando era evidente che non la rendeva felice.
Ma ogni mio dubbio si è dissolto quando poi mi ha parlato del suo passato, di ciò che le passa per la testa e delle sue... cicatrici.
Mi si stringe lo stomaco in una morsa dolorosa. Rifiuto la sigaretta che Leo mi offre, non riesco a fumare con questo peso addosso.
Lui continua a parlare, ma io non lo sto ascoltando.
Provo qualcosa per te perché ora le mie cicatrici sulle gambe sono solo... cicatrici. Fanno parte del passato e non voglio farlo mai più.
Le sue parole rimbombano nella mia testa e mi tormentano, non lasciano spazio a nessun altro pensiero.
Pensava davvero quello che ha detto?
E se lei si facesse del male? E se lo facesse per colpa mia?
Tutto ciò che voglio è starle accanto, ma lei non si fida di me. E come potrebbe?
L'ho convinta di essere importante e poi l'ho lasciata andare senza ripensamenti, proprio come aveva fatto quel bastardo del suo ex ragazzo. È ovvio che lei ora non si fidi di me, mi sento un idiota anche solo per aver pensato che la sua reazione fosse esagerata solo perché non stiamo insieme.
«Ma mi stai ascoltando?», mi riprende stizzito il mio migliore amico.
«No», confesso sinceramente, facendolo sbuffare.
Lo blocco immediatamente quando prova ad aggiungere qualcosa.
«Hai parlato con Alice di recente?».
So che in questi mesi hanno parlato più spesso e sono diventati amici, magari con lui si è confidata.
Lui sospira, accenna un piccolo sorriso e scuote la testa.
«No, mi dispiace».
Sta mentendo, lo capisco subito quando Leo mi mente.
Non mi guarda nemmeno in faccia, continua a fumare come se niente fosse.
So che sta cercando di mostrarsi indifferente, per essere il più convincente possibile, ma il modo nervoso con cui ha preso a mordersi il labbro lo tradisce.
«Leonardo, che cosa ti ha detto?», insisto.
«Ti ho detto che non abbiamo parlato».
«Non inventarti cazzate, parlami».
Sbuffa e finalmente fa incrociare i nostri sguardi.
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Primo dicembre
Literatura FemininaValerio è insicuro: a causa del suo passato doloroso, ha la costante paura di essere abbandonato e di restare solo. Ogni giorno è costretto a fare i conti con le innumerevoli delusioni che ha ricevuto per tutta la vita, quelle che lo hanno portato a...
