PROSPETTIVE

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Cari lettori ben tornati.
Spero di esservi mancata.
Buona lettura.
🖤

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Andremo molto veloci perché Isabella definì questo periodo "un buco nero". Lei passò praticamente tutto l'anno a scuola scambiando poche lettere con Tom, e nascondendo piccoli oggetti che le mandava tramite gufo.

Si erano lasciati fuori ai cancelli, le diede un bacio consapevole che gli altri erano attenti a guardarli. Le afferrò la schiena tirandola a sé, e lei fece finta di averne bisogno appoggiando le mani sul suo petto. L'altra mano di lui strisciava sul suo collo fino al viso, portò i capelli dietro l'orecchio e quando quel lento bacio finì le due fronti si unirono.

«Portami via. Ti aspetto qui Tom.»

«L'anno prossimo saremo i protagonisti di questo mondo.» Le disse. «Salutami Silente.»

«Tom, fai attenzione.» Finse preoccupazione.

«Tranquilla Iz, avrai tutto il tempo a disposizione per proteggermi.»

«Proteggerti? No, voglio essere io ad ucciderti, quindi rimani vivo.» Sorrise.

«Adesso ti vedo.» La lasciò.

"Victor mi ha vista prima di lui." Ricordo che lo disse con disprezzo. Rabbia, tanta rabbia dentro. "Mi sono chiesta cosa cazzo abbia visto. Che ho detto la verità? Che volevo ucciderlo? Ha visto brillare gli occhi?"

Era più comoda la stanza che aveva prima rispetto a quella che le avevano dato per fare la professoressa. "Silente mi ha preso alla lettera quando gli ho detto che sarei rimasta per un solo anno."

«La sua prima lezione come è andata?»

«Non faccia finta di non saperlo. Sono abbastanza intelligente da aver capito che fosse all'interno della stanza.» Isabella si sedette su una poltroncina di fronte alla scrivania.

«In questo caso, le faccio i miei complimenti, ha talento per fare qualsiasi cosa desidera.»

«Io però non voglio fare questo.» Ancora l'amaro in bocca.

«E se così non fosse?» Silente si alzò dalla sedia. «Vede Isabella, lei ha sempre visto la grandezza attraverso il potere. Ma la grandezza ha varie forme. La grandezza è la propria prospettiva del raggiungimento di un obiettivo.»

«Io volevo diventare una strega potente come lei.»

«Potrebbe diventarlo pur insegnando.» Si incamminò verso il pensatoio.

«Lei come fa? È un mago con una bacchetta potentissima, con una conoscenza invidiabile. Potrebbe fare quello che vuole, perché si limita ad essere il vicepreside di una scuola?»

Il professore sospirò e sorrise guardando in basso. «Il potere, signorina Smith, è una sensazione effimera. Lei crede che questa sia una vita mediocre perché vede una marea di possibilità fuori di qui, è sempre stata molto ambiziosa, non mi meraviglio. Mi delude tuttavia questa convinzione che ha. Il potere non sta in una bacchetta, neanche nel lavoro che si svolge, il potere siamo noi e le nostre scelte.»

«Non mi dica che questo è quello che sperava di diventare, perché non ci credo.»

«Sono stato giovane anch'io. Ma non volevo diventare un grande mago, volevo fare qualcosa di buono... per un bene superiore.»

«Non voglio sembrarle una brutta persona, ma io non voglio fare del bene, io voglio stare bene, mi segue?!»

«Perché?»

«Beh perché...» silenzio assoluto. "Quel vecchio era capace di tirarti fuori tutto ciò che voleva." «Perché ho paura di morire da persona mediocre.»

Male senza fineLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora