Cari lettori ben tornati.
Spero di esservi mancata.
Buona lettura.
🖤
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Credo di non aver mai creduto al destino, o ad un volere superiore, una figura che ci guarda dall'alto e decide il flusso della tua vita. Ma devo ammettere che non trovavo una plausibile spiegazione del come sono rimasta incinta.
Victor lo ricordo di una felicità che no so spiegare. Per lui era come una benedizione che nonostante la nostra età avessimo la possibilità di diventare genitori.
Per me era una calamità. Incominciai a chiedermi se potesse succedere che il mio bambino potesse diventare il nuovo Harry. Mi tornarono alla mente le parole di Victor: "se quel bambino fosse tuo?"
Ecco, il mio bisogno era di nasconderlo, volevo che almeno lui potesse vivere libero, volevo i suoi sorrisi, volevo insegnargli ad usare la bacchetta, a leggere, volevo insegnargli l'amore senza la paura che me lo strappassero via.
In quei momenti ho pensato di essere stata stupida a non accettare la proposta di Victor quando mi aveva chiesto di andare in Italia lontana dalla paurosa Inghilterra che mi ha solo procurato cicatrici.
Eppure, nonostante tutto, la gravidanza l'ho affrontata nella nostra casetta, circondata dall'amore di Victor che non ha fatto altro che prendersi cura di me, di noi.
Non abbiamo affrontato il tema del nome, mi disse che sarebbe stato bello deciderlo lì, insieme, guardando quella creatura tra le nostre braccia. Spesso mi sono addormentata col pensiero felice di quando sarebbe arrivato quel giorno, il momento in cui l'avrei sentito piangere e in cui l'avrei stretto a me per fargli capire che la sua mamma l'avrebbe protetto da tutto.
Ricordo però un giorno durante il primo mese, era un tardo pomeriggio, il sole stava tramontando e io avevo in testa una sola domanda. «Tu cosa vorresti? Un maschio o una femmina?» Chiesi a mio marito mentre preparava da mangiare.
Io ero seduta sul divano con le gambe stese su di esso, a leggere un libro e a mangiare dei biscotti cucinati sempre da quel povero disgraziato.
«Non ho preferenze, è già tanto che tu sia incinta, voglio solo che nasca in salute.» Rispose sorridente come se si stesse immaginando già tutta la sua vita da padre.
Come faceva ad essere sempre così giusto?
Come faceva ad essere sempre perfetto?
Come faceva ad essere così bravo?
«Anche io la penso come te.» Mentii.
Io volevo un maschio, e per una ragione ben precisa: lui doveva avere le possibilità che non ho avuto io. Se fosse nata una bambina...io sarei stata felice comunque, perché le avrei insegnato a non farsi mettere i piedi in testa da nessuno, ma prima o poi avrebbe dovuto piegarsi a un uomo come è successo a me.
Magari potrebbe diventare ministro della magia...ma quante probabilità ha una donna?
«Dimmi la verità Izzy.» Victor si asciugò le mani su uno strofinaccio che c'era sul piano della cucina e si girò a guardarmi. «Tu non fai domande a caso.»
Mi spiazzò. «Un maschio.» Lo dissi in modo diretto mentre addentavo un biscotto.
Alzò le sopracciglia, sorpreso dalla mia risposta. «Vai contro i tuoi ideali?» Posò lo strofinaccio e si sedette a terra di fronte al divano.
«Voglio che lui sia forte, che non faccia gli stessi sforzi che ho dovuto fare io.» Chiusi il libro. «Non voglio che si senta un numero due perché è donna, non come me, non la voglio vedere mentre fa un percorso a ostacoli e un uomo la batta perché ha più forza nelle gambe, non come è successo a me. Non voglio che sia bella perché potrebbero guardarla solo per questo. Ho paura che sia femmina perché ha più possibilità di essere ferita in questo mondo.» Finì il mio biscotto.
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Male senza fine
Fanfiction~"Siete davvero sicuri di conoscere tutta la verità? Sciocchi. Vi hanno mai raccontato cosa è successo nel passato? Vi hanno mai spiegato come si sono susseguite le vicende? Vi hanno mai reso partecipi del lato più oscuro della storia? Avete conosci...
