Cari lettori ben tornati.
Spero di esservi mancata.
Buona lettura.
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"Quando fu scoperta la morte della signora Smith, il ministero mandò degli auror che ascoltarono la testimonianza di Hokey e alla fine il caso fu classificato come omicidio colposo. L'uomo invece non fu mai trovato, era un senzatetto, fu facile sbarazzarsene.
Quindi, dopo esserci accertati che nessuno sospettasse di noi, Tom si licenziò da magie Sinister, e andammo via dall'Inghilterra.
Prima di andarmene, chiesi a Tom un'ora.
Andai prima a casa di Victor, avevo bisogno di sapere che lui stesse bene prima di andarmene, e lo vidi disteso nel giardino di casa sua che accarezzava la nostra pietra. Poi piano piano l'ho visto addormentarsi, e cercando di non farmi vedere mi avvicinai per dargli un bacio e accarezzare il suo volto... solo per lui avrei rischiato così tanto. Era difficile lasciarlo andare, ed è stato difficile non distendermi al suo fianco, ma avevo una missione e dovevo portarla al termine per lui.
Poi andai a casa dei miei genitori e feci finta di nulla, prima di salutarli parlai di cosa avevamo intenzione di fare io e Tom, raccontai una bugia, dissi che con i soldi accumulati avremmo voluto comprare una casa, che avrei provato ad entrare al ministero da sola, senza l'aiuto di James. Dissi anche che ero felice, e mi scapparono delle lacrime perché era una profonda bugia che si sciolse come il trucco che aveva in volto. Mentirei se dicessi che l'abbraccio che mi hanno dato per me non sia stato importante, perché loro l'avevano capito cosa sarebbe successo, avevano capito che me ne sarei andata e chi non sarei mai più tornata.
Mi hanno sentito dire tante volte che li volevo bene, ma in realtà era sempre stato falso non ho mai capito cosa significasse volerli bene, solo quando li ho persi l'ho capito. L'unica volta in cui sono stata sincera non possono ricordarsela perché ho fatto in modo che dimenticassero tutto. Ho fatto in modo che tutti ricordi che avevano di me scomparissero. Dopo aver messo piede fuori dalla villa, non sarei stata più la loro bambina. Ho fatto in modo che tutti si dimenticassero di me.
Li ho lasciati abbracciati a piangere, e mi stringe lo stomaco al pensiero che Mary soffrirà per tutta la vita per non aver avuto una figlia anche se l'ha avuta.
Dopo quel giorno, io non ero più Isabella Smith, ero Isabella figlia di me stessa e del mio dolore.
Abbiamo passato dieci anni fuori dall'Inghilterra, e non mi va di entrare nei particolari perché non è stato nulla di straordinario stare dietro a Tom.
Abbiamo frequentato persone poco raccomandabili, maghi che usavano la magia nera come divertimento, e Tom raffinava la sua arte giorno dopo giorno con quei folli che si lasciavano torturare e delle volte uccidere, mentre io ero costretta a guardare e alle volte a replicare perché dovevo essere sua pari per essere il suo braccio destro.
A quel tempo si faceva già chiamare Lord Voldemort, e tagliò ogni contatto con Lumacorno che ogni tanto mandava lettere. Si è creato una cerchia di persone disposte ad essere discepoli e servitori di questo ragazzo prodigio, persone fanatiche, senza opportunità. Tom sembrava incarnare la figura di un essere superiore, dell'erede di Salazar, e difficilmente qualcuno protestava contro di lui.
Siamo stati per un po' in Egitto, a Tom piaceva l'idea di scoprire se potesse imparare nuovi incantesimi in giro per il mondo, avevamo preso una tenda proprio per questo motivo. Già nei primi anni lo vedevo più bianco in viso, più scavalcato con delle grandi occhiaie, anche le mani mettevano in evidenza le vene tanto che dimagriva. Ma una sera io ero fuori a prendere aria, ero andata a fumare, i babbani mi avevano dato un modo per sfogarmi, e quando sono tornata nella tenda ho sentito Tom ridacchiare, era uno dei suoi momenti folli.
Lo vidi a terra in ginocchio con il petto nudo, con in mano la bacchetta a bruciarsi la pelle. Continuava a ridere. Aveva i capelli bagnati e i piedi scalzi, solo il pantalone lo copriva. Faceva freddo, me lo ricordo bene, e lui ha continuato a torturarsi, schiavo del suo stesso potere.
Da tanto non lo vedevo mezzo nudo, e avrei preferito non vederlo. Ero abituata ad una persona curata, limpidamente perfetta, invece ho visto il ritratto della dipendenza. Quel petto ormai era una cornice troppo magra, perché si vedevano le costole. Le sue mani ossute mi facevano paura, soprattutto quando impugnavano la bacchetta, qualcosa di mostruoso accadeva ogni volta.
Infatti, quando si accorse che ero tornata dentro, mi venne incontro sporcando il pavimento perché dal braccio scendeva del sangue. Mi chiese perché lo stavo guardando, e io gli risposi che non sapevo cosa fare. «Perché? Che vorresti fare?» Mi tirò i capelli e puntò la bacchetta che ancora bruciava alla gola. «Non provare a ribellarti, altrimenti torniamo in Inghilterra per uccidere Victor.» Quando...quando l'ha detto, io non..."
Isabella iniziò a piangere a dirotto, ci volle un po' per calmarsi.
"Non ho avuto la forza di reagire. Ho lasciato che mi facesse inginocchiare a terra davanti allo specchio, ho lasciato che mi strappasse la camicia e che mi bruciasse la pancia. Ho urlato di dolore...ma non si è fermato. Mi ha segnato anche la schiena, formando una linea che spaccava a metà il corpo dal collo in giù. Mi ha sfigurato senza provare il minimo rimorso o vergogna. Quando mi ha lasciato in pace per un paio di minuti mi sono coperta il petto con le braccia e mi sono chiusa in me stessa coprendomi con i capelli che ormai erano diventati così lunghi da arrivare al pavimento.
In quel momento mi sono chiesta se il mio più grande errore sia stato amare Victor. Mi sono chiesta se Tom avesse fatto queste stesse cose quando vivevo solo di lui. La risposta è sì, l'avrebbe fatto perché ormai era impazzito. Ma davanti a quello specchio con la pelle che bruciava, con dei segni che sarebbero rimasti a vita, credo di aver odiato Victor perché mi è resa così vulnerabile. L'ho odiato perché ho deciso di farmi fare del male per avere la sicurezza che lui stesse bene. E l'ho odiato ancora di più, perché sapevo che mi avrebbe rimproverata per averlo fatto. L'ho odiato quando ho pensato che mi sarebbe bastato che lui mi abbracciasse per farmi sentire meglio.
«Stavo pensando, questi capelli non sono troppo lunghi?» Aveva preso delle forbici.
Ho provato a dimenarmi, ho provato a dire che non mi sarei più permessa di fare niente, ho provato a pregarlo di non farlo, ma Lord Voldemort aveva già deciso. Si inginocchiò dietro di me, e iniziò a tagliare tutta la lunghezza. Ha voluto togliermi tutto. «Rimani pur sempre una bella donna.» Rise.
Ho guardato fino al taglio dell'ultima ciocca attraverso lo specchio. Penso di aver avuto gli occhi più neri di sempre dai quali è scesa una sola lacrima sul viso. Strinsi le ginocchia così tanto che le unghie quasi bucarono il tessuto del pantalone. Voldemort mi ha lasciato a terra con i capelli che quasi non arrivavano a toccare le spalle. Tutti quegli anni passati a farli crescere, tutte le giornate passate ad attorcigliare le ciocche come faceva Victor sul dito indice, tutti i miei fiocchi, la cosa a cui tenevo di più di me... mi è stato tolto tutto.
Sapeva quanto fossi vanitosa, e quanto sapevo di essere perfetta, e ha voluto togliermi anche questo.
Mi sono toccata i capelli quando è andato a lavarsi le braccia dal sangue, e ho avuto la realizzazione che la mia vita era destinata ad essere questa, e che stavo pagando il prezzo di ciò che diceva Silente "per il bene superiore".
Ci sono persone che sono nate per lottare una guerra che magari a loro non appartiene, ma sembra quasi che non abbiano scelta. Sembra quasi che chi abbia voluto scrivere il libro della mia storia abbia voluto sfogarsi su di me regalandomi sempre un cielo tempestoso dove poche volte il sole si presenta per regalarmi un po' di calore.
Quando siamo tornati in Inghilterra dopo dieci lunghi anni, Tom si ripresentò ad Hogwarts quando Silente era già diventato preside, e chiese di nuovo la cattedra di arte oscure. Ma il preside anche stavolta ha respinto la sua richiesta chiedendogli addirittura a cosa gli servisse perché sapevano entrambi che a Tom non interessava insegnare. Ciò lo fece imbestialire ancora di più. So solo che in quell'occasione riuscì a nascondere il diadema nella stanza delle necessità poi quello che è successo dopo lo sanno tutti.
1970 prima guerra dei maghi."
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[SPAZIO AUTRICE]
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CI VEDIAMO AL PROSSIMO CAPITOLO🖤
IG: alexia_clare_write 🖤
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Male senza fine
Fanfiction~"Siete davvero sicuri di conoscere tutta la verità? Sciocchi. Vi hanno mai raccontato cosa è successo nel passato? Vi hanno mai spiegato come si sono susseguite le vicende? Vi hanno mai reso partecipi del lato più oscuro della storia? Avete conosci...
