Cari lettori ben tornati.
Spero di esservi mancata.
Buona lettura.
🖤
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Non riuscì nemmeno a girare l'angolo, che venne presa, sbattuta al muro e interrogata quasi come se Tom avesse paura di qualcosa di sconosciuto.
«Ti ha dato la cattedra?» Era arrabbiato, sul collo si vedevano le vene ingrossate.
A quanto pare, Silente non mentiva. «Sì, sono riuscita a convincerlo.» Nell'istante in cui lo disse, Isabella credette di ricevere un pugno in piena faccia, ma Tom si fermò prima.
«Come?» Cercò di ricomporsi.
«Non hai sentito? Mi ha fatto fare una lezione per vedere se avessi le capacità.»
«Non ha avuto sospetti?» Strizzò gli occhi per capire se mentiva.
«Sì, ma gli ho detto che desidero quella cattedra perché voglio insegnare, non perché voglio rimanere a Hogwarts.» Fece un passo in avanti. «Comunque deve inoltrare la richiesta a Dippet, quindi devo ancora aspettare.»
«Se hai la sua benedizione, è fatta.» Le prese il viso con entrambe le mani. «Brava Iz, gli altri dovrebbero prendere esempio da te.»
Era inerme. Ferma e vuota davanti a lui. «La perfezione non si può riprodurre.»
«Ma la lealtà, sì.» Cosa stava tramando dietro quella frase non poteva ancora saperlo, ma era qualcosa a cui non poteva sottrarsi.
«Mio signore, può fidarsi solo di me.» Lo guardò negli occhi.
«Voglio che tu faccia una cosa per me.» Era compiaciuto. La sua rabbia era sparita, sul suo volto adesso c'era solo fame.
«Qualsiasi cosa.» Sapeva che Isabella l'avrebbe sfamato.
«L'hai detto tu.» Ma stavolta, era una fame terribile.
Ecco il costo di fare qualcosa di buono.
Il sacrificio.
Sai già che la tua esistenza verrà sacrificata, nella misera speranza che serva a qualcosa lo sforzo.
Il costo della tua vita per quella altrui.
"Ad un certo punto ho pensato che fosse il mio destino. Aver sempre avuto una vita così...complicata, essere così complicata, perché tutto mi ha portato qui."
Era stanca. Li vedevo gli occhi di chi si chiedeva ancora perché era arrivata fin lì. Gli occhi di chi ha perso tutto. Dove trovava la forza non lo sapevo.
«Izzy!» Victor agitò la mano per farsi vedere.
Gli aveva dato incontro sulla torre di astronomia. Guardava il panorama appoggiato alla ringhiera. «Arriverai mai in ritardo?»
«No, non credo, non se si tratta di te.» Le prese la mano per tirarla a sé. «Ti vedo triste.» Le accarezzò il viso.
«Abbiamo dieci minuti...ma vorrei raccontarti così tante cose.»
«Non fa niente, abbiamo avuto anche meno tempo, dieci minuti sono già tanti.» Le sorrise.
Isabella mi disse che quel giorno non se lo sarebbe mai perdonata. Ricorda che nel tragitto da camera sua alla torre, si era preparata una lista di cose da dire, argomenti, idee, progetti, voleva raccontargli così tante cose, voleva più tempo, voleva dirgli che tutta la sua vita l'avrebbe voluta passare con lui.
Invece quando è arrivata lì, non sapeva più cosa dire, lo guardava e sembrava che lui avesse già capito cosa sarebbe successo, sembrava che lui già sapesse cosa avrebbe voluto dire. Ma è rimasto al suo fianco fino allo scadere dei dieci minuti.
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Male senza fine
Fanfiction~"Siete davvero sicuri di conoscere tutta la verità? Sciocchi. Vi hanno mai raccontato cosa è successo nel passato? Vi hanno mai spiegato come si sono susseguite le vicende? Vi hanno mai reso partecipi del lato più oscuro della storia? Avete conosci...
