DIADEMA

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Cari lettori ben tornati.
Spero di esservi mancata.
Buona lettura.
🖤

~

Continuare a raccontare questa storia dopo il cuore a pezzi di Isabella, credetemi piange l'anima. Ma devo farlo, perché è giusto che voi sappiate.

Dopo quella sera, Iz vide Tom soprappensiero.
Stava architettando qualcosa, ma a lei non era dato sapere. Lo vedeva leggere sempre di più, e poi parlare con i fantasmi che giravano per la scuola.

Mancavano poche settimane alla fine della scuola e lui sembrava avere la smania che arrivassero al termine, lui che non avrebbe mai lasciato Hogwarts.

«Sei fortunata ad avere un compagno così.» Una voce femminile e sconosciuta si insinuò nei pensieri di Isabella.

Si guardò intorno ma non vide nessuno. Poi dal muro sbucò lo spettro di una giovane donna con i capelli lunghi. A Isabella parve di non averla mai vista in 7 anni a Hoghworts. «Chi sei?» Domandò con un tono poco simpatico.

Il fantasma corrucciò la fronte, un po' infastidita. «Porta rispetto!» La sua voce diventò feroce. «Come può Tom essere legato a te?!» Si avvicinò.

«Sei apparsa dal nulla mentre ero soprappensiero, parlandomi del mio compagno, cosa ti aspetti? Che non stia in allerta?»

Il fantasma continuò a guardarla in malo modo, ma non riuscì a controbattere. «Io sono Helena Corvonero.»

Helena Corvonero. Cosa ne poteva sapere di Tom, uno spettro che difficilmente vagava nei corridoi di Hogwarts? Cosa aveva in mente stavolta?

«Cosa ci facevi insieme a Tom?»

«È stato lui ad avvicinarsi a me.» Helena lo disse con imbarazzo. «È stato così dolce ad accorgersi di me.»

"In quel momento ho pensato: porca puttana!"

Non mi raccontò per filo per segno del dialogo che ebbero, poiché davvero tanto tragico, lungo è davvero tanto noioso, come disse lei. Dovette stare al gioco, fare finta di essere interessata a lei, e parlare bene di Tom fino a quando, finalmente, il fantasma si fece sfuggire ciò che Tom non voleva che spifferasse.

«Credo che mi abbia mentito, credo ti voglia regalare il diadema.»

«Quale diadema?» Entrambe spalancarono gli occhi. Helena stava per scappare, ma Isabella aveva le armi giuste. «Lo dico a Tom.»

Helena si fermò, colpevole di aver parlato troppo. «Si è interessato a me, e gli raccontato del mio diadema.»

«E perché non dovresti raccontare che lui abbia chiesto informazioni?»

«Non lo so, mi ha solo chiesto di non farlo.»

Izzy rilassò le spalle. «Potresti ripetermi la storia del diadema?»

Tic tac.
Tic tac.

Dopo quella sera, ci furono gli esami che Isabella e Tom passarono con il massimo dei voti, anche se non c'era ombra di dubbio.

«Tom, ancora non mi hai detto nulla delle vacanze.» Izzy preparava il baule per tornare a casa.

«Non essere impaziente, hai troppo pepe Iz. Stai tranquilla.» Leggeva un libro seduto su una sedia. «Ho pensato a tutto.» Girò la pagina.

«È proprio questo che mi preoccupa.» Gliela lanciò come una battuta che lo fece ridere, ma era realmente preoccupata di cosa aveva in serbo.

Quando uscirono dalla stanza, pronti per tornare a casa, Isabella si guardò un attimo indietro.
"Non credo che mi sarebbe mancata quella stanza in particolare, mi sarebbe mancata quella di Victor, quella di Corinne, mi sarebbe mancata la sala comune dove giocavo con il mio titolo. Più che altro vedevo tutto quel verde come sottoforma di rammarico per tutto quello che avrei potuto fare e alla fine non ho fatto."

Male senza fineLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora