Cari lettori ben tornati.
Spero di esservi mancata.
Buona lettura.
🖤
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Quando la situazione si è calmata, ho potuto finalmente incontrare Silente a casa nostra, mia e di Victor, per parlare di cosa era successo e di cosa sarebbe successo ancora.
Gli raccontai la vicenda, nonostante gliel'avesse già raccontata Piton, lo raccontai felice del fatto che Lord Voldemort fosse stato sconfitto da un neonato che non sa nemmeno di essere un mago.
Ma, quando Silente mi rivolse uno sguardo stranito, capì che forse era lui a dover dire qualcosa a me. In un certo senso, sapevo già cosa stava per dirmi solo che non avrei mai voluto ascoltare che quella probabilità dovesse essere presa in considerazione.
«Isabella, lei crede davvero che Lord Voldemort sia morto?» Quel vecchio aveva sempre ragione.
«Professore, se lei è qui, significa che Voldemort è lì fuori da qualche parte. Se avesse creduto alla sua morte, non credo che ci saremmo messi a parlare in segreto in casa mia.»
«Voldemort si è aggrappato al bambino.»
«Nessuno dei due può vivere se l'altro sopravvive.» Commentai, ricordando la profezia.
«Voldemort tornerà, e deve essere lui ad ucciderlo.»
«Lei crescerà quel bambino...per poi lasciare che muoia dallo stesso che l'ha reso orfano?»
Il vecchio mi guardò un con un viso consapevole della crudeltà del fato. «Per il bene superiore.»
Lasciai per ultima la domanda che più mi premeva. «Chi ucciderà Voldemort?»
«A tempo debito, decideremo.»
Questo discorso l'abbiamo fatto davanti a Victor, che era seduto accanto a me sul divano. «Professore, mi scusi se mi intrametto. Lei crede davvero a quello che dice?» Si sistemò appoggiando i gomiti sulle cosce. «Che crescere un bambino per farlo morire sia per un bene superiore?»
«Victor, io non vorrei mai, ma è il suo destino.» Cercò di spiegargli. «Tutte le scelte che farà lo porteranno comunque a combattere con Lord Voldemort.»
Assottigliò le labbra scuotendo la testa. «Vi lascio soli.» Si alzò e uscì di casa.
«Sono contento di sapere che quel ragazzo non è cambiato dopo tutti questi anni.» Mi disse il professore con una leggera risata.
«Le persone come noi, si aggrappano sempre a chi come Victor mantiene il suo punto fermo, e quando ci indeboliamo sappiamo che quel punto è la forza per cui ci battiamo. L'amore ci spinge a mantenerlo intatto perché senza siamo persi.» Mi chiesi come si sentisse lui ad aver perso il suo punto fermo.
Dissi al professore tutto quello che sapevo, tutte le cose che Tom voleva fare e gli diedi alcuni dei miei ricordi.
Quando lui si alzò per andarsene, di scatto mi alzai anch'io. «Professore, lei può proteggerci?»
«Perché hai paura?»
«Perché lui tornerà, e io sarò la prima ad essere punita.»
«Adesso non c'è bisogno di allarmarsi, pensate a sposarvi.»
«Non possiamo, io non esisto più.»
«Infatti non intendevo un matrimonio normale.» Disse sorridendo porgendomi una scatolina.
Quando lo accompagnai alla porta, mi salutò augurandomi ogni bene, e che purtroppo per me ci saremmo sentiti ancora in futuro, sempre per cose spiacevoli. Salutò anche Victor con il suo solito modo caloroso e gentile da persona anziana che stava diventando, poi lo vedemmo svanire.
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Male senza fine
Hayran Kurgu~"Siete davvero sicuri di conoscere tutta la verità? Sciocchi. Vi hanno mai raccontato cosa è successo nel passato? Vi hanno mai spiegato come si sono susseguite le vicende? Vi hanno mai reso partecipi del lato più oscuro della storia? Avete conosci...
