Per il tuo bene farei molto peggio,
dare fuoco al mondo non basterebbe.
Eileen
<<Mael...?>> sussurrai stupita.
La fissai come se avesse ucciso davanti ai miei occhi Macy e stesse ridendo felice con le mani sporche di sangue.
Adesso la uccido.
Cazzo non posso toccarla qua dentro.
La attiro fuori e la uccido.
<<Ma cosa...?>> la guardavo immobile, sentivo i muscoli farmi male da quanto li stavo tendendo.
<<Lei è Mael?>> disse Vince con voce acuta indicandola <<Oh porca puttana.>> si morse il labbro inferiore.
<<Mi dispiace se non ti ho detto chi fosse ma era una delle clausole che dovevo rispettare per la salvaguardia dei nostri amici, so anche che ha soggiogato Steren perché fosse lei ad allenarti e che vi conoscete già.>> Lydia parlò ma alla fine alzai un dito per zittirla, aveva già parlato troppo.
<<Non hai colpe>> mi stavo rivolgendo a Lydia senza staccare gli occhi da Mael e poi indicai la ragazza di fronte a me <<e io vorrei essere fuori di qui per accoltellarti.>>
Mi bruciava lo stomaco e mi faceva male il petto.
Stavo per avere un attacco di panico e allo stesso tempo una rabbia mai provata mi strinse il cuore.
Me lo sentivo, stavo per dare fuoco ad ogni cosa forse la barriera non era riuscita a bloccare tutti i miei poteri.
Mael fece un passo verso di me e io indietreggiai di uno.
Vince al mio fianco stava soffrendo all'idea di non potermi toccare per darmi conforto o per fuggire e il pensiero di avere almeno un amico con me mi rasserenò quel tanto che bastava per non dare spettacolo.
Un orribile spettacolo.
<<Non posso toccarti per quanto vorrei...>>si morse il labbro ammiccante <<perciò non fuggire.>> aveva uno strano ghigno sul volto.
Un ghigno cattivo venuto male, troppo teso, troppo recitato.
Sta fingendo.
Aveva delle leggere occhiaie sotto agli occhi, le spalle cercava di tenerle dritte ma era evidente che le pesassero.
Stava fingendo un ghigno compiaciuto al mio disagio perché Lydia potesse credere meglio alla mia pantomima ma infondo stava soffrendo per il modo in cui stavo prendendo la situazione.
Volevo leggere il suo corpo e le sue espressione prima di dare un giudizio sbagliato.
Era proprio come pensavo?
Ci teneva davvero a me?
Anche se fosse stato così aveva omesso qualcosa di decisamente importante ed ero anche incazzata con lei per essere scomparsa.
Forse in quel momento cominciavo a capire perché...
Derin si fece avanti <<Bene andiamo avanti con il motivo per cui siamo qui, le persone che avete brutalmente rapito stanno bene?>>
<<Brutalmente? >> scoppiò a ridere <<Tu non hai idea di cosa voglia dire brutalmente, loro sono trattati come dei da parte nostra ma se preferisci che io agisca brutalmente mi basterebbe fare una telefonata...>> prese il telefono.
<<No Mael!>> alle mie parole si fermò e posò gli occhi nei miei.
Mi fissò seria e si mise di fronte a me <<Allora dammi ciò che voglio.>> fece un ghigno passando lo sguardo sul mio corpo <<La tua mano.>>
Il resto te lo scordi.
<<Mi fai schifo.>> dissi a voce alta.
<<No non è vero.>> sussurrò con voce flebile.
Non era vero, soprattutto non fisicamente, soprattutto se si presentava vestita come la dea delle tenebre, camicia aderente nera e pantaloni eleganti neri, come se questo fosse l'incontro più importante a cui avrebbe potuto partecipare.
<<Sei una stronza.>> rimbeccai cercando una tesi che reggesse.
<<Dammi ciò che voglio.>> tuonò scandendo le parole.
<<Eileen ricordati del patto.>> le parole di Lydia si misero in mezzo alla nostra gara di sguardi.
Il mio fuoco e il suo ghiaccio, la mia estate e il suo inverno.
I poteri erano bloccati ma in quel momento non servivano.
Non puoi negare i sentimenti che provi per lei.
Posso eccome.
No non puoi farlo.
Senti coscienza smettila di rompermi i coglioni, non potrò negare ma potrò fingere che non esistano.
Sei felice di dover sposare lei e non un'estranea.
Adesso ti uccido.
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Frammenti
FantasyEileen ha sempre creduto di essere un'umana qualunque, fino al giorno in cui la verità viene a galla: non appartiene al mondo che conosce, ma a un regno segreto, nascosto agli occhi degli uomini, dove la magia scorre potente. Costretta a lasciare la...
