A Hella_Price che da ormai un anno sopporta i miei complotti su questa storia.
E all'amore, preparatevi perché sto per fare un casino.
Come to me in the night hours
I will wait for you
And I can't sleep 'cause thoughts devour
Thoughts of you consume.
War of hearts - Ruelle
Eileen
<<Mael non dire cazzate...>> dissi con pochissima convinzione perché sapevo che non mi avrebbe presa in giro con quella serietà <<o forse ti diverte tanto prenderti gioco di me?>>
<<Non penso che questo sia il momento adatto per prenderti in giro non pensi?>> alzò un sopracciglio.
Certo che non penso sia cosi, scema.
<<È che...>> tornai ad osservare il quadro.
È che è troppo.
<<Capisco che possa essere difficile realizzare tutto insieme ma non sei sola e non ti mentirei riguardo a qualcosa di così delicato. Poi...lo hai percepito anche tu il legame con questa bambina.>> sorrise alla neonata.
Sì ma pensavo di essere empatica e non di percepire esattamente quello che stava provando perché quei sentimenti erano letteralmente miei.
Fissando il quadro sorse spontanea una domanda<< E tu che ruolo hai in tutto questo? Insomma per le ragazze prima non eri un'estranea e conosci questo posto così bene e...>> mi arrovellai.
Mise le mani avanti <<Okay okay, ho capito dove vuoi arrivare>> mi fermò prima che io potessi vomitare una quantità interminabile di parole.
<<Okay grazie.>> sorrisi appena e mi voltai verso di lei per ascoltarla.
<<Devi sapere che tuo padre, Re Daire non amava essere re, lui amava combattere in prima linea, stare in mezzo al suo popolo, aiutare chi aveva bisogno, organizzare feste ed eventi e soprattutto voleva avere una figlia da poter crescere e addestrare. Tua madre, Brighid, invece amava essere la regina, amava tutte quelle questioni burocratiche che solitamente tutti odiano, amava programmare riunioni e gestire il suo regno, amava meno fare la madre ma quando è rimasta incinta si è subito innamorata dell'idea di te nella sua vita.>>
Sorrisi ascoltando la storia come se fosse una fiaba a lieto fine e io una bambina di 5 anni piena di speranze, mi voltai ad osservare il quadro e gli occhi provati dei...beh miei genitori mi riportarono alla realtà.
Mael continuò <<Tua madre aveva un braccio destro, Sean, un suo caro amico d'infanzia che l'aiutava dove tuo padre si rifiutava di mettere mano...no Eileen non mi fissare in quel modo non c'era nulla tra lui e tua madre, erano davvero solo buoni amici.>> specificò.
Risi appena perché Mael aveva imparato a leggere i miei sguardi fin troppo bene, cosa ne sarebbe stato dei miei pensieri se avessi continuato ad essere un libro aperto per lei?
Cercai di concentrarmi nuovamente su di lei che nel frattempo aveva scelto di fare una pausa forse perché aveva notato la mia distrazione.
<<Okay continua pure.>> tornai tutta orecchie.
<<Sean è mio padre, sono stata cresciuta da lui quanto dai tuoi genitori, mi hanno addestrato apposta perché fossi in grado di seguirti e guidarti nel caso a loro fosse successo qualcosa, come poi è stato...>>
Sentii una fitta al petto pensando a Mael e alla sua infanzia, alle cose che magari è stata costretta a fare per cosa poi? Per una persona che non conosceva? Per la salvezza del suo regno per la quale in cambio avrebbe ricevuto solo una pacca sulla spalla, sempre se fosse sopravvissuta?
Non la ritenevo il tipo di persona che pretendesse elogi o premi in cambio ma una vita così...pensavo meritasse di meglio.
Mi avvicinai a lei e le accarezzai un braccio, seguendo i segni del suo marchio per poi prendere la sua mano.
Non avrebbe mai potuto essere difficile per me quanto fosse in realtà difficile per lei, aveva vissuto in prima persona quelle vicende e io potevo solo tentare di comprendere.
<<Mi dispiace tu sia dovuta crescere in questo modo. Immagino non ti abbia fatto piacere niente di tutto quello.>>
Mi strinse appena la mano e mi sorrise.
<<Ti stai arrovellando di nuovo per niente piccola, tutto quello che ho fatto è stata una mia scelta, quando sei nata avevo 5 anni, mio padre mi prese da parte e mi spiegò ogni cosa, mi disse che eri in pericolo e che ti avrebbero portata via per darti salvezza e per assicurare a questo regno una regina viva e vegeta in futuro, fui io a supplicarlo di addestrarmi perché un giorno potessi proteggere te e non permettere a nessuno di farti male. Volevo essere per te quello che mio padre era per tua madre.>> la luce nei suoi occhi tradiva una fedeltà per la corona radicata e profonda.
<<Direi che ci sei riuscita, i miei progressi di queste settimane sono solo merito tuo.>> le sorrisi dandole una piccola gomitata.
<<Non solo mio, anche tuo, sei riuscita ad imparare in poco tempo cose che altri perfezionano solo con anni di allenamento, però non sei ancora una fata al 100%, è evidente che ci siano ancora alcune cose che ti bloccano.>>
<<Per esempio?>> ero confusa e mi prudeva la schiena.
<<Non lo so, questo lo sai solo tu e la tua testolina.>> mi picchiettò un dito sulla testa finchè non si accorse del mio fastidioso prurito <<Cominciamo da ora, lasciati andare, lascia uscire il marchio, respira Eileen.>>
Non stavo respirando, non volevo avere un attacco di panico proprio in quel momento, stavo cercando di rimanere tranquilla apposta ma non riuscivo nemmeno a lasciarmi andare.
Mia madre mi aveva spiegato come fermare gli attacchi di panico, sperai funzionassero lo stesso se il peso nel mio petto riguardava la scoperta di essere una regina, di avere un regno e dover affrontare una guerra per salvarlo.
Lo xanax funziona lo stesso sulla fate?
Mi promisi di cercare uno psicologo magico.
<<Non ci riesco, non riesco a liberarlo...>> ammisi stringendomi nelle braccia.
<<Probabilmente non riuscirai a farlo finché non ti sentirai libera tu per prima.>> usai la sua voce calma come trampolino per allontanarmi dall'ansia.
<<Mi stai psicanalizzando forse?>> alzai un sopracciglio.
<<È proprio quello che sto facendo sì, perché per accettare tutto questo>> indicò i quadri <<devi accettare prima te stessa.>>
<<Ma io non mi odio e sono felice di sapere finalmente la verità.>> sapevo benissimo che questo non voleva dire niente ma tanto valeva illudersi no?
<<Ma è una verità diversa da quella che hai conosciuto negli ultimi 20 anni, è come svegliarsi un giorno e dover imparare una lingua nuova per vivere, con altre regole e altri problemi e nella tua testa il paragone costante con quella precedente.>>
Mi morsi il labbro.
<<Quando una relazione finisce hai i ricordi, le esperienze, i momenti belli e brutti con te per sempre e ciò che devi fare è cercare di non portarli nella nuova relazione, pur consapevole di non poterli dimenticare e cancellare. Hai un background ma ti trasformi e adatti al nuovo per crescere ed evolvere e non ancorarti al passato.>>
<<Hai ragione. Il fatto è che tutto questo significa che il mio futuro sarà diverso da come me lo sarei immaginata se fossi rimasta nel mondo umano,>> la verità è che non avevo grandi prospettive e desideri per il futuro, come se tutto ciò che avrei potuto desiderare fosse altrove e dovessi scoprirlo, lo stavo decisamente scoprendo <<avrò obblighi da cui non potrò fuggire e chissà se sarò mai davvero in grado...>>
Mi prese il viso tra le mani.
<<Tu sei in grado di fare qualsiasi cosa Eileen.>> la serietà nel suo sguardo fece a pezzi i dubbi <<vieni con me, ti mostro una cosa.>>
Mi afferrò la mano e mi portò lungo il corridoio.
La seguii senza dire niente, in sottofondo solo i nostri passi sul pavimento lucido.
Ci fermammo di fronte ad un'ampia porta bianca, il colore spezzato da ghirigori d'oro che si intrecciavano a piccole foglie di ghiaccio.
<<È bellissima.>> mi avvicinai per toccarne i rilievi, lucidi e freddi al tatto ma le foglie...erano proprio fatte di ghiaccio.
Le quattro stagione si abbracciavano nell'architettura.
<<Aspetta di vedere questo...>> aprì le porte e emisi un gemito estasiato.
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Frammenti
FantasiEileen ha sempre creduto di essere un'umana qualunque, fino al giorno in cui la verità viene a galla: non appartiene al mondo che conosce, ma a un regno segreto, nascosto agli occhi degli uomini, dove la magia scorre potente. Costretta a lasciare la...
