44 - Ad ogni fine, il suo inizio

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C'è sempre del bene nel male
della luce nel buio
un inizio per ogni fine.

Eileen

Mi voltai decisa a cercare quei due con tutte le mie forze ma barcollai un momento e Mael mi afferrò.
<<Mi gira la testa, ho usato troppi poteri?>> sussurrai tenendomi la testa con le mani.
<<In parte sì ma penso che a farti stare male in questo momento siano le emozioni, non siamo fatti di cemento armato e hai bisogno di prendere un attimo fiato>> mi accarezzò i capelli e mi trattenne dal voler fare tutto subito, mi fece sedere e cercò dell'acqua.
Vince nel frattempo venne contattato dagli altri gruppi, non potendo usare il telefono perché le linee erano state tutte abbattute avevano deciso di fare un salto indietro nel tempo e usare le lettere magiche molto più veloci ed efficaci.
Quando la prima gli comparve in tasca tirò un sospiro di sollievo, questo voleva dire che un gruppo era salvo e dopo quella ne arrivarono molte altre, attesi con ansia la lettera di Suriel, le avevo chiesto di mandarla a me personalmente ma si fece attendere e il panico si aggiunse alla mia già presente ansia.
<<Suriel è fatta davvero di cemento armato piccola, vedrai che arriverà>> appena finito di parlare senti la tasca dei pantaloni vibrare e con un urgenza nuova la tirai fuori e corsi a leggere.

Ciao bellezza, noi tutto bene ma abbiamo dovuto combattere contro un gruppo di streghe in più perché purtroppo hanno avuto la meglio su alcune dei nostri, non abbiamo potuto far altro che ucciderle, mi dispiace ma avrebbero continuato a fare del male, erano fuori controllo, non possiamo salvarli tutti.

Mi rilassai, sapere che stavano bene era importante ma mi sentii anche in colpa perché mi resi conto che per quelle streghe non mi dispiaceva affatto.
Ripresi controllo del mio corpo e la testa smise di girare, non ero un eroina che affrontava una situazione del genere senza cedere allo sconforto e come aveva detto Mael non ero indistruttibile.
Un attacco di panico non era contemplato in una situazione come quella ma non avrei potuto scegliere e poi crollare va bene se lo fai tra le braccia giuste.
Sorrisi a Mael facendole capire che stavo bene e mi rialzai mettendomi al suo fianco, mi voltai poi verso Vince.
Da lì a poco avremmo dovuto fronteggiare Lydia <<Non faremo cose belle Vince...>> cominciai ma lui mi fermò scuotendo una mano davanti a sè.
<<È mia madre e me ne rendo conto ma è pur sempre un mostro che ha scelto di fare cose sbagliate da che ho memoria. Perciò Sunny ti aiuterò, il piano che hai ideato può funzionare potremmo fermarli senza ucciderli ma se dovesse accadere l'inevitabile non te ne farei una colpa, hai capito?>> mi abbracciò e mi aggrappai alla sua maglia senza riuscire a non sentirmi in colpa.
<<Non stare male, le scelte hanno conseguenze e qui ad aver sbagliato non sei tu>> mi lasciò un bacio tra i capelli.
Mael tossì <<ti sto rivalutando amico ma se fai un passo falso ti faccio nero anche l'altro occhio>> la mia donna sempre delicata e gentile.
Risi appena per stemperare la tensione, Vince si era preso un bel pugno in faccia e non si era curato preferendo usare i poteri per Moreen.
Mi preoccupai di curarlo io prima di muoverci per attuare il piano finale.

Non era difficile immaginare dove si sarebbero potute nascondere o, per meglio dire, dove ci avrebbero aspettati.
Corremmo verso casa di Lydia e nel frattempo ricevemmo una lettera che ci aggiornava che il padre di Vince era stato catturato, si era pentito e gli avevano tolto i poteri.
Lui era al sicuro quindi il ragazzo accanto a me avrebbe dovuto combattere contro un solo genitore.
Entrammo in casa senza preoccuparci di fare piano, avevo riattivato la barriera protettiva e per un po' di tempo potevamo considerarci al sicuro dai loro poteri.
Vince indicò in direzione della biblioteca, da cui proveniva una luce più forte delle altre, apparteneva sicuramente all'energia in cui era stata imprigionata Eve.
Mael andò avanti e noi la seguimmo.
La prima cosa che notai fu Eve al centro della stanza, fluttuava con i capelli sparsi, bella come una principessa Disney colpita da una maledizione.
Un paio di risate ci raggiunsero, comparvero da dietro la bolla di energia come due serpenti velenosi.
<<Vorrei dirvi "benvenuti a casa mia" ma non siete sicuramente i benvenuti, cosa pensavate di ottenere con questa rivolta? Le streghe sopravviveranno sempre e troveranno sempre il modo per distruggervi e riprendersi il territorio>> Lydia era spettinata, chiaramente stanca nonostante cercasse di nasconderlo.
Mael rise procedendo a braccia incrociate <<le poche streghe che concordavano con il tuo stupido pensiero ora sono incarcerate senza poteri, le altre non hanno comunque i loro poteri, anche se momentaneamente e del loro destino decideremo in futuro, mancate voi e la collezione sarà al completo>>.
<<Non ci arrenderemo facilmente come loro>> le mani di Logan si incendiarono <<a costo di dare fuoco a tutto>>.
Presero fuoco anche le mie mani.
<<Eileen dobbiamo fare attenzione a Eve>> mi supplicò Vince, era chiaro che la amasse ma solo la sua voce in quel momento mi dimostrò quanto.
Annuii <<tu pensa a lei, cerca di tirarla fuori di lì>>.
Lui inaspettatamente sorrise <<so come fare>> mi aveva confessato di aver studiato la magia di Logan, di lui non si fidava da sempre e non solo perché aveva mostrato interesse per Eve e aveva capito quale fosse l'incantesimo che aveva usato per intrappolarla.
Sorrisi e allargai le braccia <<Molto bene perché adesso sfogherò tutta la mia rabbia>>.
<<Sono con te piccola>> la voce di Mael invase i miei pensieri e mi diede la carica giusta.
Poi diedi letteralmente fuoco a tutto.
Il mio obiettivo era Lydia quindi Mael si concentrò su Logan e Vince a distanza aiutò me.
Il piano prevedeva di confonderli e stancarli per poi attaccarli psicologicamente sempre che avessero ancora un'anima da toccare.
Stancarli non fu difficile, quando la paura ti manovra perdi il contatto con la realtà e non riesci a pensare lucidamente, Lydia era più brava di Logan che invece sembrava combattere come se il mondo stesse per scoppiare da un momento all'altro, usava tutte le armi a sua disposizione una dopo l'altra, senza prendere fiato, senza studiare la situazione.
<<Rischio di ucciderlo Eileen, sembra impazzito>> Mael si stava stancando, avevo perso di vista Vince e sembrava scomparsa anche Eve, ma i nostri "amici" non sembravano essersene accorti.
<<Aspetta>> parlai nella sua mente e poi urlai <<Vince ora!>> nella speranza che fosse ancora lì, che mi stesse sentendo e che Eve fosse con lui.
<<Il mio inutile figlio non ti sarà utile>> ringhiò Lydia e in quel momento non mi sembrò niente di diverso che un lupo affamato, parlava come se non fosse a conoscenza della potenza del figlio, solo una madre di merda non avrebbe potuto notarlo.
<<Tuo figlio sarà sempre e comunque migliore di te>> alzai la voce ma il mio commento la fece ridere.
<<Ha poteri unici e molto forti ma una persona è forte quando li sa usare non quando li possiede e basta>> tendò di colpirmi ma riuscii a scansarmi in tempo.
<<Lo hai partorito ma non lo conosci>> sussurrai.
In risposta una coltre di nebbia riempì la stanza, per la prima volta non mi sentii soffocare dallo spazio troppo stretto che sembrava essersi creato.
Potevano vedere solo i nostri volti e mezzo busto, e questo bastava, la libreria sembrava scomparsa, eravamo come dispersi in un campo di grano di notte.
Vince moltiplicò le nostre immagini, Lydia e Logan vennero circondati, avevo bisogno di distrarli per togliergli l'unica cosa che avrebbero mai potuto amare.
La magia.
Le nostre repliche si avvicinarono a loro, immuni a qualsiasi incantesimo venisse lanciato contro di loro perché a dei semplici ologrammi non puoi fare del male, ologrammi che avrebbero dovuto rappresentare il peggio di noi.
Quando cominciarono a parlare l'aria si fece ancora più pesante, Logan ansimava dall'ansia.
<<Credevate di avere un esercito, invece avete solo un mucchio di persone inutili che appena ne hanno avuto la possibilità vi hanno voltato le spalle>>.
<<Erano solo un branco di mercenari e alla fine hanno capito che i più forti non eravate voi.
<<Logan tu pensi che lei ti ami ma ti vuole accanto solo perché sei utile per il suo sciocco piano>>.
<<Lydia hai ucciso, distrutto, torturato e segregato delle persone che ora sono molto più forti di te e presto capirai cosa si prova ad essere dall'altra parte>>.
<<Soffrirai da sola in una cella buia e solitaria e ti pentirai ogni secondo per aver fatto la cosa sbagliata>>.
Un gruppo di rami controllato da me strisciò silenziosamente sul pavimento trascinando con se due cavigliere che sarebbero presto finite legate alle loro gambe.
<<Hai ucciso i nostri genitori e ne pagherai le conseguenze >> fu la vera me a parlare e in un qualche modo Lydia lo capì, non aspettò un secondo di più e mi attaccò, non usò i poteri ma le sue mani mi avvolsero il collo con tutta la forza che aveva perché la magia non le avrebbe permesso di sfogarsi come avrebbe voluto.
Mael le fu addosso e affondandole le mani nelle spalle le fece perdere la presa su di me e ripresi a respirare toccandomi il collo poi la prese e la scaraventò lontano, in quell'esatto momento la nebbia si diradò.
Tentò nuovamente di attaccarmi, con i poteri questa volta ma non ci riuscì, si osservò le mani frustrata e nemmeno io riuscii a capire, non ero riuscita a far arrivare i rami abbastanza vicini da attaccarle la cavigliera perciò come era possibile?
Mi voltai verso Mael confusa quando notai che in effetti le cavigliere erano arrivate a destinazione.
<<Dove tu non arrivi arrivo io piccola, le relazioni sono anche questo>> me lo disse con il sorriso quasi fossimo ancora all'altare e quella fosse una promessa sussurrata davanti a tutti gli invitati.
<<Io credevo che tu mi amassi o che per lo meno mi volessi bene invece sei solo uno stronzo!>> EVE!
Portai l'attenzione su di lei, la ragazza aveva il volto rosso dalla rabbia, fissava Logan come mai avevo visto fare da nessuno, avrebbe potuto distruggerlo con il solo uso del pensiero tanto era furiosa.
Legai il ragazzo così che fosse costretto a sorbirsi come punizione tutto l'odio e la frustrazione di Eve, anche Lydia fu costretta a fronteggiare Mael, le due ragazze avevano conti in sospeso diversi l'una dall'altra ma avevano la stessa grinta.
Eve inveì contro di lui perché oltre al danno della presa in giro c'era la beffa della cattura, Vince dovette trattenerla perché sarebbe stata benissimo capace di ucciderlo.
Logan sembrava una foglia caduta in autunno e poi calpestata fino all'inverosimile, non parlava, non muoveva gli occhi, guardava un punto fisso per terra ed era ingobbito come se la verità pesasse troppo sulle sue spalle e non ero certa che potesse tornare il ragazzo di prima tanto velocemente.
Lydia tentò di liberarsi, di negare l'evidente, di trovare un briciolo di potere dentro di se ma ogni tentativo risultò più ridicolo del precedente.
Vince si avvicinò alla madre, l'afferrò per le braccia e la fece sollevare poi una volta raggiunta la sua altezza le sputò in faccia tutte le cose che per anni si era tenuto dentro, ogni azione sbagliata commessa, ogni parola fuori posto, ogni gesto, ha elencato un infinità di momenti in cui è stata la perfetta rappresentazione di quello che era, una madre, una moglie e una persona di merda.
<<Mi sono sempre vergognato di avere te come madre>> fu il colpo di grazia <<ti preferisco umana, magari diventerai una persona migliore>>.
<<Vincent è sicuramente più gentile e buono di me perché io, al contrario, spero che tu soffra e tanto anche, traditore>> Eve tirò uno schiaffo a Logan e poi corse ad abbracciare Vince.
Quel singolo schiaffo sarebbe bastato per rappresentare tutti noi.
Vince con i poteri li trascinò fuori dalla biblioteca e li portò in prigione assieme agli altri.
Grazie al cielo quella struttura terribile che Lydia aveva fatto costruire per imprigionare chiunque mostrasse un pensiero diverso dal suo era intatta ed era stata immediatamente sfruttata da noi dopo aver liberato le persone ingiustamente incarcerate.
Non era stato difficile per Moreen trovare i documenti con i casi falsificati e studiarli per capire quali dicessero la verità e quali fossero romanzati.
Da quel momento in avanti nessuno sarebbe più stato costretto a mentire o a nascondersi o a fuggire.
Saremmo stati tutti parte di una cosa sola.

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