Voglio sentire il mio nome sulle tue labbra
la tua lingua accarezzarne le lettere
voglio che lo urli
che ti entrasse dentro,
dì il mio nome bimba
grida...
Eileen
<<Mael.>>
<<Mael cosa...?>> mi voltai verso di lei stupita indicando il mazzo di camelie sulla scrivania.
<<È il mio ultimo grande segreto con te, l'ultima cosa che non ti avevo ancora mai detto, non voglio avere più segreti Eileen.>> il suo sguardo si posò su di me, il peso dei segreti le aveva alleggerito le spalle, non sembrava più portare il mondo addosso, questa era l'idea che avevo sempre avuto di lei.
<<Tu sei lei? Tu sei...l'angelo custode?>> non ero stupita della rivelazione ero più stupita della mia poca perspicacia, ero brava a mettere insieme i frammenti ma in questo caso non c'ero riuscita o forse non ero ancora stata pronta a farlo.
Si avvicinò lentamente a me e io non mi spostai sapere che stava meglio per me aveva più importanza di qualsiasi altra cosa <<Sì piccola sono sempre stata io.>> mi guardava dolcemente e tutta la tenerezza che provava per me mi avvolse, mi riempì e mi sentii andare a fuoco, era totalmente vestita ma in quel momento era nuda davanti a me, si stava spogliando dei veli sul cuore per fare in modo che niente ci separassi più.
Era sempre stata lei, per tutto quel tempo era sempre stata lei...
Una domanda sorse spontanea.
<<Quanti anni hai?!>> spalancai gli occhi.
Rise della mia faccia stupita ma rispose <<venti.>>
Risi agitata e in un lampo mi venne in mente Twilight e la frase di Bella quando si era resa conto della vera natura di Edwars, <<Da quanti anni hai vent'anni?>> chiesi imitandola.
<<Da trenta.>> ammise semplicemente.
<<Oh cazzo.>> sbottai.
<<Le fate non invecchiano piccola ricordi?>>
<<Hai cinquant'anni!>>, esclamai indicandola come se fosse la cosa più assurda del mondo.
Perché ERA la cosa più assurda del mondo.
Non riuscivo ancora ad abituarmi a questa faccenda dell'età.
<<Anche tu resterai ferma all'età che dimostri ora.>> continuò come se quest'affermazione potesse farmi sembrare tutto il resto meno assurdo.
<<Sei sempre stata con me...>> tornai al discorso iniziale non riuscendo a fermare le fiamme che mi divoravano.
<<Sempre piccola.>>
Provavo dei sentimenti forti per Mael ma anche per l'angelo custode e sapere che non erano altro che la stessa persona non faceva che aumentare l'affetto, l'eccitazione e il bisogno di lei.
<<Ma perché ho dimenticavo tutto e ho cominciato a ricordare un po' alla volta?>> chiesi giustamente incuriosita e anche spaventata da quella situazione, se fossi stata un essere umano normale avrei certamente temuto di avere un problema al cervello.
<<Quando decidemmo di nasconderti nel mondo umano ritenemmo necessario che tu, e buona parte delle volte anche le persone accanto a te, dimenticassi la magia...e me, per proteggerti. Io venivo più spesso possibile all'inizio solo per controllare che tu stessi bene col tempo perché non riuscivo più a starti lontana.>> mi accarezzò una guancia e portò una ciocca di capelli con le dita dietro l'orecchio.
<<Ti mancavo quando non eri con me?>> mi persi nei suoi occhi.
<<Da morire...>> sussurrò.
<<Tu inconsciamente mancavi a me.>>
Sorrise della mia affermazione <<Ora voglio che ti lasci andare, che lasci la mente libera di ricordare i momenti insieme, quelli che ancora non si sono mostrati, solo tu puoi liberarti dall'incantesimo.>>
<<Come faccio?>> chiesi dubitando di poter lasciare la mente libera dopo quelle informazioni.
Mi prese il viso tra le mani <<Lascia che ti aiuti...>> la voce roca stava accarezzando le mie labbra mentre le sfiorava con le sue <<Ti va?>>
Annuii disperata, la desideravo troppo, avevo bisogno di lei.
Annullò la distanza e si fiondò sulle mie labbra, era dolce come se stesse baciando la cosa più preziosa che possedeva e feroce, ruvida, come se avesse atteso troppo per appropriarsi di ciò che le appartiene, ciò che desiderava.
Le sue labbra mi divoravano e io ricordai.
Ricordai tutto.
I momenti erano tantissimi e tutti dannatamente belli, anche quelli brutti miglioravano solo perché lei ne faceva parte.
Scoprii che mi aveva insegnato ad andare in bici, a guidare, mi aveva accompagnata al ballo di quinta superiore, mi ha consolato dopo la rottura con la mia ex dopo aver passato giorni interi a dirmi che mi faceva solo stare male e che avrei dovuto lasciarla, con l'aiuto di mio padre mi insegnava a combattere, era venuta a tutti i miei saggi e spettacoli, c'era ad ogni ginocchio sbucciato, i primi giorni di scuola e anche gli ultimi.
Le sue labbra mi stavano regalando brividi e la cosa più importante di tutte: la conoscenza.
Mi staccai da lei e la guardai con gli occhi lucidi, le emozioni stavano straboccando.
<<Hai passato tutti questi anni al mio fianco pur sapendo che io mi sarei dimenticata ogni cosa pochi minuti dopo i nostri incontri.>>
Mi prese il viso tra le mani.
<<Lo farei ancora Eileen, lo farei all'infinito.>> disse emozionata.
<<Perché?>>
<<Viviamo una vita quasi eterna, aspettare per te è stata la cosa più bella che mi potesse capitare, sei il mio regalo più bello ragazzina, lo sei sempre stata.>> le sue mani finirono ai lati del mio collo.
<<Ma io...>>
<<No. Niente "ma", non lo hai capito?>> rise appena.
<<Cosa?>>
<<Io ti amo Ragazzina.>> Inciampai nel suo cuore e caddi inevitabilmente ma non mi feci male, anzi, non ero mai stata meglio.
Spalancai gli occhi per lo stupore.
Quelle parole, le avevo desiderate e nemmeno lo sapevo.
<<Mi hai fatta innamorare di te anno dopo anno e fare la stronza con te appena sei arrivata qui è stato difficile, memore del tuo 18 esimo compleanno e di quei baci...quando sei entrata per la prima volta qui a casa mia per gli allenamenti avrei voluto divorarti le labbra. Non voglio più starti lontana.>> ammise afferrandomi i fianchi con forza.
<<Dio Mael...ti amo cazzo, ti amo anche io.>>
Mi fiondai nuovamente sulle sue labbra, la sua lingua si faceva spazio nella mia bocca e giocava con la mia.
Mi afferrò dalle natiche e mi sollevò facendomi legare le gambe attorno alla sua vita e si spostò verso il letto, mi fece sdraiare e si mise su di me tutto senza staccare le sue labbra dalle mie.
Ci stavamo divorando ed era bellissimo.
<<Mael ora so tutta la verità, ti voglio, ti prego.>> la supplicai spingendo il bacino verso il suo.
<<Mi avrai perché non riuscirò a trattenermi ancora piccola.>> mi morse piano il labbro.
<<Mi hai aspettata, ti sei trattenuta, sei sempre stata gentile, ora per favore...non esserlo, lasciati andare, sono tua e lo sarò per sempre quindi sfogati, ne abbiamo bisogno entrambe.>> parlai a voce alta staccandomi dalle sue labbra per poterla guardare negli occhi.
Volevo mi toccasse e volevo toccarla con gli occhi, con le mani, con tutto.
Mi osservò per un istante come per assicurarsi di avere il mio consenso e poi mi strappò i vestiti di dosso e io feci lo stesso con lei, al diavolo la calma e i preliminari, ci avremmo pensato un'altra volta, in quel momento non potevamo aspettare, avevamo bisogno di prendere tutto e subito.
Ci stavamo facendo distruggere dalla foga e dal bisogno, volevo fossimo noi, noi e basta per tutta la notte.
Scostò le lenzuola per farmi sdraiare al centro del letto e mi aprì le gambe mentre le sue labbra erano occupate a lasciarmi segni sul collo che non avrei sicuramente fatto guarire con la magia.
Allungò una mano tra le mie gambe trovandomi già bagnata e mugolò soddisfatta, mugolò anche quando allungai io una mano tra le sue, era così fottutamente bella che non riuscivo a starmene ferma e buona e volevo farla sentire bene e farle capire che la desideravo tanto quanto lei desiderava me.
Lo stupore si tramutò in gemiti mentre le nostre dita si muovevano l'una sul clitoride dell'altra.
<<Così mi deconcentri ragazzina.>> si morse il labbro.
<<Attenzione c'è qualcosa che può perturbare la nostra Mael.>> risi senza fermare la mano.
<<Qualsiasi cosa che sia tua e che ti riguardi mi turberà sempre, sotto ogni aspetto ragazzina.>>
Mi morsi forte il labbro sentendo il piacere crescere dentro di me istigato anche dalle sue parole.
<<Maledizione Mael.>> gemetti ad un passo dal paradiso.
<<Vieni insieme a me.>> disse a stento stava evidentemente per venire anche lei.
Aumentai la velocità finché non venimmo entrambe, appoggiò la fronte alla mia sorridendo felice.
Mi ripresi un attimo poi la guardai <<Mael ti voglio, ti voglio dentro.>> mi morsi il labbro fissandola ansiosa e rossa in viso.
Si spostò al mio fianco accarezzandomi la pancia.
<<Facciamolo bene allora.>> sorrise furba e si portò due dita alla bocca inumidendole con la lingua.
Sorrisi guardandola per la prima volta veramente distratta da tutto il casino fuori, sembrava libera di poter essere se stessa e in pace con il mondo.
<<Con te sono sempre me stessa.>> sorrise dolcemente poi sentii le sue dita farsi spazio tra le mie grandi labbra e gemetti.
<<Aspetto questo momento da così tanto tempo...>> sussurrò stuzzicando la mia entrata con un dito.
La mia bocca si avventurò di nuovo sulla sua e le mie mani esplorarono il suo corpo, mi soffermai sui suoi seni sodi e mi infilò la lingua in bocca proprio mentre entrava dentro di me con un dito.
Era delicata, faceva movimenti circolari, cercava di capire dove e cosa mi piacesse e ci riuscì senza faticare troppo.
Quando uscì mi lamentai e lei rise sulle mie labbra prima di infilare piano due dita facendomi sussultare, bruciava ma non avevo minimamente intenzione di fermarla.
Mi sarei presa a testate da sola se avessi anche solo lontanamente cercato di fermarla.
Tornammo a baciarci e lei si prese tutto ciò che mi apparteneva, la delicatezza aveva lasciato spazio alla foga e alla perdizione, mi stava scopando come Dio comanda.
Prese il controllo del mio corpo e mi bloccò le braccia sopra alla testa, aggiungendo un terzo dito dentro di me, mi fotteva e con il pollice premeva sul clitoride facendomi impazzire.
Mi sembrava di perdere la testa e la percezione del mio corpo più si muoveva forte dentro di me.
Venni sulle sue dita e sulla sua bocca abbastanza volte da perdere il conto e da perdere il controllo.
Ad un certo punto si staccò da me <<Voglio sentirti urlare il mio nome come si deve.>> sussurrò spostandosi verso l'armadio per prendere una scatola.
Mi sedetti sul letto curiosa e quando dalla scatola tirò fuori uno strap on arrossii.
<<Te la senti?>> chiese mostrandomelo.
<<Sì.>> annuii e se lo legò subito in vita lanciando via la scatola.
Posai una mano sul retro del suo collo e l'attirai su di me, ci guardavamo, gli occhi incatenati, aprii le gambe facendole spazio e lei tenne il cazzo con una mano strusciandolo su tutta la lunghezza e avvicinandolo poi alla mia entrata.
<<Sicura?>> chiese piano ancora.
<<Prendimi Mael.>> sussurrai e lei, senza aspettare altro, cominciò a farsi spazio dentro di me.
Nessun sorriso tra noi, nessun bacio, niente di niente, solo sguardi e le mie unghie sulla sue pelle e la sua completa attenzione su di me.
Sentii le pareti allargarsi e bruciare e mi morsi il labbro <<Mael.>> gemetti vogliosa di godermi quel momento e allo stesso tempo sperando finisse presto il dolore, lei in risposta si spinse dentro con un colpo deciso dei fianchi, gridai e strinsi con forza le gambe attorno alla sua vita, mi aveva fatto male ma la sicurezza dei suoi movimenti mi aveva eccitato da morire.
<<Cazzo Mael.>> lei sorrise furba.
Mi sarei fatta prendere all'infinito.
Mi lasciò dolci baci sulle guance, sulla fronte e sulle labbra.
Mi sentivo piena e mi tremavano le gambe.
<<Quando te la senti comincio a muovermi.>> sussurrò sorridendo baciandomi il collo.
Poco dopo cominciai a muovere i fianchi e lei capì di avere campo libero.
Si mosse dentro di me piano, uscendo e riempiendomi di nuovo, un ballo lento, una dolce condanna.
Cazzo se non aumenta la velocità penso che potrei morire.
<<Mael scopami.>> quasi gridai esasperata dai suoi movimenti lenti.
<<Come desideri principessa.>> il suono profondo della sua voce nel mio cervello mi spronò ad allargare ancora di più le gambe e lei mi sorrise, uno di quei sorrisi che non promettono niente di buono ma che le illuminò il volto.
Portò un braccio attorno alle mie spalle e mi tenne stretta a sé poi mi distrusse, le spinte così forti da farmi tremare e sciogliere, scivolavo sulla sua pelle come acqua tra le mani, venni inconsciamente la prima volta, fu così forte e inaspettato che bagnai le lenzuola.
<<Sì diamine così.>> urlai affondando il viso nel suo collo.
<<Cazzo ragazzina voglio vederti!>> si sollevò reggendosi solo sulle gambe, mi afferrò il collo con una mano e con l'altra mi stritolò un seno, mi stava fottendo con forza e io mi sgretolavo sotto di lei con una gioia e un piacere folle mai provato.
Urlavo il suo nome quando la presa sul mio collo era abbastanza leggera da permettermi di farlo.
Amava dominarmi e poterlo fare senza limite di tempo e spazio le stava dando la giusta motivazione per farmi uscire completamente di testa.
La volevo dentro all'infinito, non mi sarei potuta stancare e mi concessi a lei tutta la notte, a volte mi permetteva di ricambiare, di posare le mie labbra o le mie dita sul suo centro ma lo faceva poco, sembrava quasi che traesse più piacere dal mio di piacere, da quello che mi faceva provare.
Ci prendemmo in quello che sarebbe stato, sperai, il nostro letto e la nostra camera per sempre.
Ma sapevo che la pace e la felicità nella nostra vita finché i nostri nemici sarebbero rimasti in vita erano fatte per durare poco, pochissimo, giusto il tempo per raccogliere i frammenti, giusto il tempo per godersi la follia di una notte.
STAI LEGGENDO
Frammenti
FantasiaEileen ha sempre creduto di essere un'umana qualunque, fino al giorno in cui la verità viene a galla: non appartiene al mondo che conosce, ma a un regno segreto, nascosto agli occhi degli uomini, dove la magia scorre potente. Costretta a lasciare la...
