Al bene che c'è in ogni male
alla paura che porta con se sempre
un pò di forza.
Eileen
<<Adesso muoio>> erano le parole che continuavo a ripetere a Vince mentre con la fronte appoggiata alla finestra della mia camera fissavo le persone entrare a palazzo.
Tante.
Troppe.
<<Sarebbe un terribile colpo di scena Sunny e poi vedrai che andrà bene, ho già piazzato le trappole meccaniche che mi avete dato, qui siete tutti super organizzati e pronti, hai perfino parlato del piano con la ribellione,>> mi sia avvicinò e mi prese le spalle tra le mani voltandomi verso di lui, indossava già il completo verde chiaro per il matrimonio, gli avevo chiesto di essere il mio testimone << siamo tanti, siamo preparati, sono ore che Mael spiega il piano a chiunque, andrà bene.>>
Mael
Maledizione oggi ci sposiamo.
L'incoronazione e il matrimonio si sarebbero tenuti lo stesso giorno e forse questo sarebbe potuto servire e diminuire la mia ansia o a peggiorarla ad un livello senza ritorno.
<<Mi preoccupa di più tutta quella gente>> indicai le molte persone sotto di noi.
Sorrise e prese un bel respiro poi mi fece sedere alla toeletta e mi chiese di chiudere gli occhi.
<<Spero possa farti piacere quindi ho pensato che oggi potesse sistemarti i capelli una persona in particolare.>>
Resistetti alla tentazione di aprire gli occhi finché un paio di mani mi scompigliò i capelli.
Logan mi sorrise dallo specchio.
<<Logan!>> notai un ombra dietro di lui che sorrideva arrossendo a Vince <<Eva! >> mi voltai di scatto e abbracciai entrambi.
<<Volevamo starti vicina per sostenerti>> a parlare fu Eva che mi osservava consapevole del panico che stava scorrendo nelle mie vene <<e Logan ti farà i capelli.>>
<<Tu cosa?!>> chiesi perplessa.
<<È un hobby, di solito taglio i capelli corti perché le persone con i capelli lunghi non si fidano, però sono bravo giuro>> si appoggiò una mano sul cuore giurando solennemente, mi strappò un sorriso mentre mi fece sedere e appoggiò una valigetta sulla toeletta.
<<Mi fido, fai pure quello che preferisci. Rasami anche a zero se vuoi non sarebbe di certo peggio che temere di cadere davanti a tutti.>>
Ridemmo ma Vince dopo avermi dato una pacca sulla spalla mi mostrò le scarpe che Eva aveva scelto per me, erano semplici scarpe bianche aperte con il tacco ma sulla pianta era stata applicata una sostanza antiscivolo.
<<Ci ho fatto anche un incantesimo, dovrebbero impedirti di cadere come anche di fuggire via e fare una figura di merda,>> non mi sfuggì l'occhiolino che mi lanciò.
<<Grazie Eve sempre predittiva>> rido mangiandomi le mani dall'ansia, le unghie le avevo lasciate corte pronta a combattere ma un'amica di Suriel si era comunque occupata di mettermi uno smalto bianco resistente.
Mi sentivo una mina vagante avevo bisogno che quella giornata finisse ma avrei anche voluto godermela senza la paura di ciò che sarebbe accaduto dopo.
Mia madre era rimasta con me per buona parte della mattinata poi l'ho lasciata libera di affrontare mio padre, parlare, capire, chiarire e magari tornare a vivere dopo aver vissuto nel lutto per tanto tempo.
Vince era rimasto con noi, mi aveva detto di avere una sorpresa per me che gli era costata un biglietto di non ritorno per casa, non sapevo di cosa parlasse ma ero curiosa e spaventata allo stesso tempo.
Amavo i miei amici, adoravo il fatto che fossero li con me ma avevo bisogno anche di altro.
Avevo bisogno di Mael.
<<Devo vedere Mael>> esordii voltandomi di scatto una volta indossato l'abito bianco.
Era aderente in vita, stringeva il seno come un corsetto senza spalline e scendeva morbido fino ai piedi, non era così stretto da togliermi il fiato ma in quel momento non riuscivo proprio a respirare.
Si allarmarono tutti ma Vince prese il controllo <<okay usciamo tutti, ci penso io a portarti Mael, tu aspetta qui okay? Andrà tutto bene>>mi sorrise dolcemente.
L'idea di vederla riuscì a calmare il panico crescente, smisi di camminare come una pazza per la camera e mi fermai di nuovo di fronte alla finestra cercando di regolarizzare il respiro.
Spero non mi venga un attacco di panico nel bel mezzo della battaglia.
Quando la porta si aprì ed entrò Vince alzai un sopracciglio sentendo Mael lontana.
<<Mael?>> chiesi ormai conscia del fatto che quel ragazzo avesse altro in mente.
<<Non sono andato davvero a chiamarla, sono qui per darti il regalo di cui ti parlavo che forse, in questo momento, potrebbe esserti più d'aiuto,>> rimase davanti alla porta chiusa <<mi farò perdonare promesso e penso che questo basterà.>>
Sorrise e si spostò aprendo la porta, da dietro la quale comparve una zazzera di capelli neri e ricci.
<<Lo sai che porta sfortuna farsi vedere prima del matrimonio?>>
Quella voce.
Lei.
Non mi sarei mai aspettata di sentirla per molto tempo se non forse mai più.
<<Sam...?>> non riuscii a finire di parlare, mi congelai e mi sciolsi allo stesso tempo, i miei piedi si mossero prima che il mio cervello potesse ordinare loro di farlo.
Lei stava piangendo, avvolta da un bellissimo vestito verde acqua.
Mi corse incontro e ci stringemmo così forte da cancellare qualsiasi cosa si prospettasse per me d'ora in avanti, cancellò tutto, cancellò il male, i ricordi, le ultime esperienze.
Tornammo noi, due ragazze alle superiori, due amiche inseparabili, due anime affini che erano aria l'una per l'altra.
Eravamo un ammasso di lacrime, amore e "voglio restare così per sempre, questo aggiusterà tutto".
Vince mi sorrideva dall'altra parte della stanza, gli mimai un "grazie" con il cuore a fior di labbra.
Non mi interessava come avesse fatto mi interessava solo che stesse bene.
<<Il tuo amico mi ha salvata,>> esordì Sam, <<gli devo tutto.>>
<<Dov'era e chi era stato?>> mi sfuggì di colpo mentre mi asciugavo le lacrime.
<<Ho cominciato ad indagare per conto mio quando mi hai raccontato la storia, sentivo puzza dello zampino di mia madre perciò ho cominciato a pedinarla a leggere la sua posta i suoi messaggi ad origliare le sue conversazioni, ho scoperto che aveva assunto un mercenario per occuparsi di lei, l'ha tenuta rinchiusa in una casa le faceva da mangiare e si assicurava che restasse in vita, probabilmente voleva usarla contro di te.>>
<<Non mi ha mai torto un capello quell'uomo, mi trattava con i guanti ma era ovvio che si fosse stancato di farmi da babysitter mentre non facevo altro che chiedere spiegazioni oscure anche a lui,>> proseguì Sam.
Vince si appoggiò alla porta prendendo fiato <<quando ho scoperto chi fosse il suo carceriere e dove la stesse tenendo sono andato da lui, l'ho pagato e abbiamo fatto cadere le protezioni attorno alla casa il tempo necessario per tirare fuori Sam, all'interno ho creato un illusione, per far credere a mia madre che entrambi siano ancora al suo interno. Con il passare dei mesi ha smesso di controllare se il lavoro si stesse svolgendo bene e, a detta del mercenario, non si è fatta sentire per settimane. È stato più semplice del previsto, lui voleva andarsene perché ha trovato un lavoro migliore, io gli ho dato un'incentivo e ora siamo tutti fregati se mia madre lo scopre.>>
<<Per questo dicevi che non puoi tornare a casa, >> annuisco finalmente felice di aver capito.
<<Sì, ho paura che se tornassi potesse uccidermi e poi avreste un paio di braccia in meno in questa ribellione. Tutto quello che potevo fare contro mia madre standole vicino l'ho fatto, ora posso solo agire a distanza.>>
Mi avvicinai a Vince e lo abbracciai con forza <<grazie grazie grazie.>>
Mi strinse e sentii il suo sorriso attraverso i capelli <<Che amico sarei altrimenti?>>
Ci lasciò sole, la aggiornai su ogni cosa anche se qualcosa le era già stato anticipato dal suo carceriere e da Vince, avevo bisogno di parlare con lei più di quanto avrei mai potuto immaginare.
Quando Mael mentalmente mi chiede se fossi pronta e se andasse tutto bene le risposi di sì.
Ero pronta ad affrontare qualsiasi cosa, pronta a combattere, pronta a vincere e morire per un popolo di cui avrei cominciato a far parte ufficialmente di lì a poco.
Feci promettere e Sam di tornare subito nel mondo umano assieme a mia madre subito dopo il matrimonio, avrei potuto concentrarmi seriamente solo sapendola al sicuro.
All'altare mi accompagnarono i miei genitori, insieme, felici e straziati allo stesso tempo, quel ritrovo sarebbe potuto diventare un'addio in un batter d'occhio, volevamo goderci ogni istante.
Maledizione sei bellissima.
Mael mi riportò alla realtà sospirando nella mia mente come un'amante perdutamente innamorato.
E io ero altrettanto innamorata di lei.
Sei la fine del mondo e sei terribilmente sexy.
Le risposi fissando il completo nero che le aderiva perfettamente alla pelle, mostrando i suoi muscoli e accentuando la folle voglia che avevo di saltarle addosso.
Accanto a lei ad aspettarmi c'erano Vince e Sam, i miei testimoni, i miei migliori amici, le uniche altre due persone al mondo che sposerei senza battere ciglio se solo fosse possibile.
Risi all'idea e decisi di non fare niente per frenare le lacrime, Mael non staccò gli occhi dai miei, non smise neanche per un secondo di guardarmi come fossi la cosa più bella del mondo.
Era facile che il mondo scomparisse mentre ero con lei, facile non ascoltare la fata che ci stava unendo, facile dimenticarsi l'imminente guerra e tutto ciò al di fuori dei suoi occhi.
Ci afferrammo il braccio su cui erano incisi il fiocco di neve e il sole e la fata ci avvolse con la magia una pianta attorno sentimmo la pelle formicolare e bruciare, il ponte che avrebbe connesso i nostri poteri crescere e rafforzarsi, stavamo letteralmente diventando una cosa sola.
Quando la pianta scomparve rimase una corolla di piante e fiori tatuata sulla pelle attorno al braccio e attorno ai simboli dei nostri poteri.
Ci baciammo ancora prima che ci fu concesso e gli applausi non battevano forte come i nostri cuori.
Fu mio padre ad incoronarmi regina a cedermi un regno da salvare, regno che i miei genitori biologici hanno amato tanto da donargli la vita.
La corona sulla testa era molto leggera, non sentivo il peso del ruolo, delle aspettative, non avevo paura di non esserne degna perché per il bene del mio popolo avrei fatto qualsiasi cosa in mio potere.
Si inchinarono a me e, contro ogni regola, io mi inchinai a loro.
<<Io ho potere su di voi tanto quanto voi ne avete su di me, senza di voi io non sarei nessuno e con voi farò ogni cosa possibile,>> non mi ero preparata un discorso, non era necessario ma io volevo parlare con il cuore volevo rompere la barriera che avrebbe potuto dividermi da loro.
Vidi Suriel in lacrime che si stringeva una Kyria altrettanto fradicia di lacrime.
Macy che mi sorrideva e mi salutava con lo sguardo fiero, Moreen, Malcom e Steren che si stringevano per mano gli occhi lucidi di una promessa sottile, avrebbero combattuto al nostro fianco.
Avrei voluto evitare loro il pericolo, evitare morti innocenti, evitare una guerra inutile, evitare di perdere persone che amo e osservare immobile gli altri mentre perdevano le loro.
Il nostro piano sta funzionando le streghe si stanno indebolendo, dobbiamo prepararci.
Quelle parole di Mael bastarono a scatenare in me la paura ma anche la forza.
Mi tolsi la corona <<Adesso andiamo a combattere per la nostra libertà.>>
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Frammenti
FantasyEileen ha sempre creduto di essere un'umana qualunque, fino al giorno in cui la verità viene a galla: non appartiene al mondo che conosce, ma a un regno segreto, nascosto agli occhi degli uomini, dove la magia scorre potente. Costretta a lasciare la...
