Esisto e vorrei tanto salvarti.
Eileen
Forse ho bevuto più alcool del previsto.
<<Yan...>> si avvicinò a me e cercai di indietreggiare ancora ma il mio sedere stava già diventando un tutt'uno con il legno della scrivania.
<<Non scappare non ti voglio fare del male.>> si fermò a mezzo metro da me.
Allungai una mano e le accarezzai una guancia per capire se fosse reale, poi la ritrassi.
<<Com'è possibile? Perché? E chi sei tu davvero?>> non sarebbe uscita da quella stanza finché non avesse risposto alle mie domande.
Tornò velocemente Mael, in tutto e per tutto.
<<Questa è la reale versione di me, Yanara è una sorta di alter ego che avevo creato per entrare nel mondo delle streghe e cercare di diventare una loro alleata per essere sempre aggiornata e da quando sei arrivata per starti più vicina.>> mentre parlava si spostò verso il letto e si sedette sul bordo. <<Posso trasformarmi grazie a Steren, mi ha insegnato ad incanalare i poteri primordiali delle fate, un tempo alcune fate potevano cambiare forma, servono grandi quantità di energia ed è estenuante se fatto per molto tempo ma funzionale.>>
<<E i tuoi occhi? Mi ero accorta che erano simili a quelli di Yanara ma pensavo fosse una coincidenza.>>
Il suo sguardo divenne dolce <<Non volevo ti innamorassi di una persona troppo diversa da me l'anima doveva essere la stessa e gli occhi ne sono lo specchio.>>
Dolce...ma io sono arrabbiata e questo non basterà a farmi stare meglio.
<<E cosa ti faceva credere che mi sarei innamorata di Yan?>> incrociai le braccia.
<<Niente, volevo solo stare tranquilla nell'eventualità fosse successo.>>
Mi avvicinai a lei e le allungai la pergamena.
<<Grazie per la sincerità, adesso vorrei andare a dormire.>>
<<Non hai altre domande?>> alzò un sopracciglio.
<<Molte ma, come ho già detto, avrete tempo per rispondere. Perciò per favore ora andatevene.>> indicai la porta.
<<Sei tornata al voi...spero ti renda conto di quanto sia eccitante.>> si alzò e alzò anche un angolo della bocca.
<<Allora andate a sfogare i vostri bisogni con Suriel.>> alzai le spalle.
<<Non vuoi davvero che io lo faccia e poi Suriel è arrabbiata con me perché ho aspettato troppo a parlarti.>>
<<Uh interessante, allora magari sarò io a sfogare le mie frustrazioni con lei.>> la istigai.
Mi afferrò un braccio <<Non ti soddisferà come potrei fare io.>>
<<E chi vi dice che sia io quella che verrà soddisfatta.>> sorrisi furba, liberai il braccio dalla sua presa e lei restò con gli occhi spalancati.
<<Ripeto: mi piacciono le donne di potere.>> sussurrò <<e tu stai dimostrando di averne da vendere, sarai un ottima regina.>>
Tutte le frustrazioni e la rabbia tornarono.
<<Andate via >> andai ad aprirle la porta <<ne ho abbastanza di voi per oggi.>>
Mi passò accanto e si fermò sull'uscio <<piccola...non mentivo quando ho detto di amarti.>> e così facendo se ne andò.
Io sbattei la porta subito dopo e decisi di farmi la doccia più lunga della storia, mi cambiai, misi le cuffie con la musica, presi un paio di gocce per rilassarmi che mia madre mi aveva messo in valigia e crollai, dormendo tutta la notte.
<<Ehi bimba cosa fai qui da sola?>>
Ero seduta sull'altalena mezza scassata del parco dove giocavo da bambina e l'angelo si sedette nella seduta accanto facendo cigolare in modo preoccupante il legno della struttura.
<<Avevo bisogno di un po' di pace.>>
<<Se ti infastidisco me ne posso andare, puoi dirmelo senza problemi.>> parlava piano come se non volesse disturbare la quiete di quel luogo.
<<No! Tu sei tu e puoi restare sempre.>> ci scambiammo un sorriso e dio...quanto era bella.
<<Che succede?>> chiese dopo poco dolcemente.
<<Guarda questo luogo...le persone costruiscono qualcosa di meraviglioso, qualcosa che ha ha cresciuto e fa parte della storia di molte persone, un ricordo nella mente di molti e poi lo lasciano morire come se non fosse importante, come se bonificare e rinnovare fosse troppo complicato e quindi più semplice lasciar perdere e costruire altrove.>> mi scese una lacrima.
<<Spesso le persone fanno ciò che per loro è più conveniente, come se i sentimenti non fossero davvero importanti, la cultura della freddezza non fa bene a nessuno.>> si spinse verso di me e mi accarezzò i capelli.
<<Tania mi ha mollata.>> sputai.
Ci fu un momento di silenzio, sì staccò dall'altalena e venne da me, si chinò sulle ginocchia per guardarmi meglio.
<<Questa cosa ti fa stare molto male?>> poggiò le mani sulle mie gambe.
<<No...è questo il problema, ho capito di non averla mai amata, ho sicuramente sprecato tempo a parte per il sesso.>>
Fece una smorfia poi però tornò sorridente.
Era per caso gelosa?
<<Non è mai uno spreco di tempo, anche le cose che sembrano inutili ti insegnano qualcosa.>> mi accarezzò la pelle scoperta della coscia e i brividi riempirono il mio corpo.
Avevo capito sicuramente per chi provavo veri sentimenti.
<<Questo è vero.>> con il tempo i miei sentimenti per lei erano cresciuti, stavano diventando adulti e non riuscivo a dirle la verità, a dirle quello che provavo, arrossivo solo al pensiero di farle capire che avrei voluto passare una notte con lei e non solo quella.
Mi tremavano le mani.
Le afferrò.
<<Tra qualche giorno sarà il tuo 18 esimo compleanno. Pensa a cosa desideri e magari dopo i festeggiamenti verrò a trovarti.>> passò il pollice sul dorso della mia mano.
Volevo un bacio.
Un suo bacio.
Nient'altro.
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Frammenti
FantasyEileen ha sempre creduto di essere un'umana qualunque, fino al giorno in cui la verità viene a galla: non appartiene al mondo che conosce, ma a un regno segreto, nascosto agli occhi degli uomini, dove la magia scorre potente. Costretta a lasciare la...
