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JOSH

Capisco che c'è qualcosa che non va quando apro la porta. Grazie a dio Elizabeth si presenta a casa mia da sola, di suo fratello non c'è nemmeno l'ombra. Entra e si toglie il cappotto, gli stivali e si scioglie i capelli. Sembra nervosa, come se fosse sul punto di esplodere.

«Va tutto bene?» indago.

Annuisce e si gratta il naso, prima di dirigersi verso il salone.

«Sì, sono solo sopraffatta dalla mia famiglia. A proposito di famiglia, non devi stare con la tua?»

Mi siedo accanto a lei e la trascino sulle mie gambe, guadagnandomi un grido di sorpresa. Betty si aggrappa alle mie spalle e sale a cavalcioni su di me, quando faccio scivolare i palmi sul suo sedere sento il suo respiro farsi corto.

«Dormiamo dalla nonna stanotte, mamma e Aimee hanno già tutta la loro roba lì quindi non tornerà nessuno fino a domani in questa casa».

«Com'è andata la giornata?»

Non amo questa festa, mi rende piuttosto triste a dire il vero. Non so se è a causa degli ultimi anni prima del divorzio, i miei genitori litigavano così tanto che il giorno di Natale non era altro che un inferno. Essere costretti tutto il giorno nella stessa casa era una specie di girone infernale per loro, peccato che non si rendessero conto che l'inferno non era un posto riservato solo a loro. È il primo anno che sono divorziati e dovrei esserne sollevato, ma il modo in cui papà ha rovinato tutto definitivamente mi fa solo sentire ancora più solo.

«Bene, Aimee ha mangiato una quantità spropositata di biscotti allo zenzero».

Betty ride.

«La tua giornata?»

Basta la mia domanda per spegnere quel sorriso. Mi irrigidisco e la stringo per i fianchi, i suoi occhi si fanno più cupi e riesco a percepire la tensione in ogni suo respiro.

«Mia madre non ha perso l'occasione di umiliarmi».

Sento la rabbia esplodermi dentro a quelle parole.

«Cos'ha fatto?»

Sbuffa e gioca con i miei capelli, le sue dita danzano sulla mia nuca e risalgono fino alla mia testa. Mi scappa un gemito d'apprezzamento e le sue labbra si incurvano in un piccolo sorriso.

«Mi ha regalato un abbonamento in palestra, in un centro estetico e una visita da un nutrizionista. Dice che non posso pensare di integrarmi al college con questo aspetto».

Le parole le escono a fatica, il tono è così basso che mi devo avvicinare per sentirla. Sento la rabbia montarmi dentro e la voglia di andare a casa sua a insultare sua madre mi fa agitare sul divano per il bisogno di alzarmi. Come diavolo si può dire una cosa del genere alla propria figlia? Non riesco a credere che Elizabeth sia cresciuta con una donna del genere, è totalmente folle.

«Bets».

Sbatte le palpebre e fissa il soffitto per reprimere le lacrime, ma ormai è troppo tardi. Gli occhi sono lucidi e le ciglia umide, sento il petto ruggire per il bisogno di proteggerla dal dolore. non importa quanto forte sia, non sopporto di vederla soffrire. La stringo la tra le mie braccia e lei si schiarisce la gola, poi torna a guardarmi.

«Sai qual è la cosa assurda?»

Le asciugo le guance con i pollici e le sue mani mi stringono le spalle.

«Che tua madre è una stronza e che tu non hai bisogno di cambiare?»

Accenna un sorriso, ma non coinvolge gli occhi. vorrei che potesse vedersi con i miei occhi, con gli occhi di chiunque, dannazione. Ha un corpo stupendo, è piena di curve e sembra che i vestiti non riescano mai a contenerle tutte, ma è così donna. le ragazze della nostra età se lo sognano un corpo del genere, vorrei solo che lei lo capisse e che riuscisse a distaccarsi dall'assurda convinzione secondo la quale alla parola magro corrisponde bello.

Because Of HerLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora