Capitolo 27

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QUINN:

"Sei solo una lurida stronza, so perfettamente che sei stata tu a spingere Jennifer." Mi urlò contro come mai aveva fatto prima d'ora.

Iniziai a tremare osservando lo stato in cui si trovava.

Feci alcuni passi indietro, cercando di riuscire a formulare una frase sensata.
"I-Io non ho fatto niente."

"Bugiarda di merda, smettila di mentire."

Strinsi i pugni a quelle parole.

Poteva accusarmi di moltissime cose ma non di poter arrivare a spingere giù dalle scale una donna incinta.

La detestavo, era vero... ma non fino a quel punto.

"Tu sei completamente pazzo! Smettila di dipingermi come una persona che non sono! Non avrei mai spinto Jennifer dalle scale." Sbottai frustrata, mi incenerì con lo sguardo alzando la mano per colpirmi la guancia con uno schiaffo ma precedetti i suoi movimenti alzando il braccio per coprirmi il viso.

La sua mano si scontrò contro il mio braccio e strinsi i denti per il dolore che sentì.
Quel gesto lo face solamente innervosire di più.

Sentivo i battiti del cuore aumentare il ritmo.

"Justin, cerca di calmarti, stai ragionando con il culo." Gli urló contro Damon spingendo mio padre contro il muro alle sue spalle.

Mi misi una mano sul cuore cercando di calmarmi, tutto questo mi sembrava un incubo.

Perché pensava che io potessi fare una cosa del genere ?

Basta, odiavo stare sempre male per colpa sua, mi incolpava sempre di tutto quando il vero e solo problema era lui.

Se solo avesse fatto attenzione a Jennifer tutto questo non sarebbe mai successo.

Justin si liberó dalla presa dei ragazzi avvicinandosi di nuovo a me per schiaffeggiarmi, aspettai il colpo che non arrivò poiché il suono del campanello attirò l'attenzione di tutti.

"Polizia, aprite immediatamente."

Sgranai gli occhi, la polizia a quest'ora ? Che cosa voleva la polizia ? Aveva sentito le urla ?

Possibile che stavamo alzando la voce così tanto ?

Damon andò ad aprire ritrovandosi davanti quattro poliziotti in divisa, entrarono senza chiedere il permesso avvicinandosi a mio padre.

Lo ammanettarono senza neppure dire una parole.

"Cosa cazzo fate ?" Sbottò in confusione.

Uno dei poliziotti si avvicinò a me scrutandomi attentamente "stai bene, piccola ?"

Annuì titubante abbassando lo sguardo, lui poggiò una mano sulla mia spalla sorridendomi.

"Una coppia di passanti ci ha chiamato dicendoci che da questa casa provenivano delle urla abbastanza forti. Lei è sotto l'effetto dell'alcol e da quel che posso vedere ha anche assunto qualche stupefacente."

"E quindi ?"

"Deve seguirci in caserma, è in arresto."

"La legge stabilisce che una persona deve essere arrestata solo se usa sostanze illegali mentre guida.
Justin è a casa propria." Intervenne serio Damon sfidando il poliziotto con lo sguardo.

Quest'ultimo sogghignò "il suo amico potrebbe diventare pericoloso. Mi sento in dovere di difendere questa ragazzina da quest'uomo."

Detto questo uscirono dalla porta d'ingresso.

My 'Dad'La tua prossima ossessione. Scoprilo ora