CAPITOLO 19//MIA

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Più cercavo di evitare Jessie, più me la ritrovavo sempre vicina.
Le parlavo normalmente, da come si parla ad un'amica, ma intanto morivo dentro dai rimorsi. Ancora non le avevo detto di ciò che pensava di lei Harry e la lasciavo illudere che l'appuntamento fosse andato bene come lei raccontava. Se lo avesse saputo si sarebbe arrabbiata con me, e molto, per averglielo nascosto, ma io proprio non ce la facevo a dirle una cosa del genere, non quando vedevo quanto ci teneva.
Quel giorno era rimasta nel mio appartamento, nonostante dovessi studiare. Perciò io stavo china sui libri, seduta sulla scrivania, mentre lei sdraiata sul letto si metteva lo smalto. Anche Ashley era rimasta, percio avevo deciso di invitare anche Amelia ed Althea, che facevano parte del gruppo, ignorando le ragazze che ci avevano aiutato al compleanno di Catherine perché, per quanto simpatiche che fossero, erano davvero troppo umili. Ci avevano viste come delle leader e si sarebbero abbassate a tutto pur di rimanere ad essere nostre amiche, perciò avevano iniziato a seguirci come cagnolini. Erano anche peggio delle tope di biblioteca se possibile.
Anche Ashley era sdraiata sul letto, al contrario di Amelia seduta su una sedia ed Althea in piedi. La bionda consultava delle riviste, che si poteva dire la stessero completamente circondando. Aveva anche il computer portatile aperto, ma non sembrava interessata ai numerosi beep che emetteva in continuazione.
"Senti qua!" esclamò ad un certo punto, bloccandosi. Ci guardò stupite prima di ricacciare un altro urletto.
"Cosa?" chiesi, prestandole la mia attenzione e smettendo di ripetere ad alta voce le pagine che stavo studiando.
"Hai delle fan!" esclamò Ashley, cacciando un'altra volta un urletto ed accompagnandolo con un battito di mani.
"Cosa?" richiesi ancora, sbalordita. Non fui l'unica: Jessie aveva parlato nel mio stesso momento, con altrettanta sorpresa.
"Cé scritto qui" spiegò semplicemente Ashley, indicando il computer.
"Ed hanno già creato un nome alla vostra coppia" aggiunse, indicando la rivista più prossima a lei, aperta ad una pagina in cui una foto di me ed Harry quasi bucava l'obbiettivo.
"Io?" chiesi sbalordita.
"Perché io?" chiesi ancora. La seconda Amelia intercettó il mio sguardo e mi sorrise incoraggiante. Althea cercava di fare altrettanto, ma non le si nascondeva che ci fosse rimasta male che non era lei al mio posto.
"Perché sei bella, intelligente, divergente, senza peli sulla lingua, carismatica, dolce e sincera" rispose invece Ashley. Mi girai a guardarla, sbalordita che pensasse tutte quelle cose positive su di me, che a mala pena riuscivo a sopportarmi da sola.
"Non l'ho detto io, cé scritto qua" disse ridendo ed indicando un'altra rivista che stava tenendo in mano e, questa volta fu ovvio, aveva appena finito di leggere ad alta voce.
"Beh ma è vero" aggiunse Althea. Sapevo che era troppo buona per non essere sincera e che tutto questo le stesse costando molto, perciò evitai di rinfacciarle il suo comportamento e mi limitai a sorriderle grata. Facemmo più di mille parole.
"Non si parla della mia ultima uscita con Harry?" chiese Jessie, insinuandosi nella pace che si era appena creata e spezzandola. I rimorsi che si erano appena attutiti tornarono più forti di prima e mi fecero quasi vomitare dalla potenza che ebbero su di me.
"No" rispose frettolosamente Ashley, guardando con la coda dell'occhio Amelia ed Althea alla sua sinistra per poi gettare un veloce sguardo preoccupato e complice verso di me. Le avevo raccontato, a lei ed alle altre, del mio discorso con Harry. Non erano sembrate sorprese, anzi Amelia ne era sempre stata convinta. Anche loro però non erano riuscite a parlare con Jessie, perché la ragazza ogni volta che le vedeva raccontava loro del nuovo appuntamento con Harry, o di qualcosa che gli aveva detto Harry, o di quello che gli aeva detto lei.
Inoltre, ci stavamo preparando a lasciarla. Avevamo già pensato a cosa dirle, od a come intervenire per farla rimanere. Avevamo immaginato tutto ciò di immaginabile, anche l'impossibile, che avrebbe risolto il problema. Solo che mettendoci contro Harry, c'era la possibilità, anche se Amelia diceva che non l'avrebbe mai fatto, di cacciare anche noi. Althea credeva, in un impeto di coraggio non da lei, che dovevamo provare comunque. Era sempre stata molto attaccata a Jessie, perché la ragazza era sempre stata per lei ciò che io ero per Ashley.
"Beh, non vuoi sapere il nome che dovremo seguire della tua nuova ship?" chiese Ashley dopo qualche minuto, riscuotendomi volontariamente dai miei pensieri.
Annuii a malincuore, meglio tardi che mai.

Ehilaaaa dall'aldilà!
Scusate se ieri non ho aggiornato (mi riferisco all'altra storia, love me) mi sento tremendamente imbranata a non saper gestire manco più due storie! Che poi io vorrei anche continuare con altre trame dopo di queste, ma se avessi solamente più tempo!
Vabbé, ora nelle vacanze di Natale mi ci metto d'impegno, giuro!
Baci Baci
werenotcool

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