Ero seduto sulla mia solita sedia accanto al vecchietto. Guardavo il quadro, in uno di quei tanti momenti in ammirazione e mi ritrovavo a pensare.
Pensavo alle ragazze. A Victoire, Sarafine, Joyce, Kelly, Lea, Marcia, Juana, Juanita, Amber, Cindy, Stacy, Sally, Dixie, Carrie, Josefina, Jewel, Latasha, Lakisha e Janice, che se ne erano andate nei primi tre mesi, lasciando solo ottantuno ragazze a partecipare al quarto episodio.
Poi pensavo a Beth, quella povera dolce ragazzina che si era ammalata di cancro ed era tornata a casa con un sorriso sulle labbra e la voglia di continuare a lottare. Non se l'era presa con la malattia, né aveva pensato che fosse ingiusto tornarsene a casa. Aveva accettato tutto sorridendo e trovando il coraggio. Il mondo era stato crudele con lei.
Dopo di lei, pensavo a Genevieve, Josephine, Lula, Diana e Beryl, eliminate durante il quarto episodio ed a Lacee che avevo salvato.
Lula ero stato costretto ad eliminarla. La madre aveva minacciato di portarsela via ed invece io stavo cercando di riportare la calma al concorso, di evitare scenate. Perciò avevo eliminato Lula e non avevo fatto sapere a nessuno il perché.
Al quinto episodio erano uscite Maja, Uiko, Heera, Nabilah ed Abbygail. Avevo salvato Whitney, ma avrei volentieri eliminato tutte quante. Sembrava brutto a dirlo, davvero, ma tenere tante ragazze e cercare di far capire loro di essere soltanto amici era iniziato a diventare difficile. Si aspettavano tutte che mi stessi già innamorando pazzamente di loro. Come poter dar loro torto? Ma il mio cuore apparteneva già ad un altra, sebbene immeritevole, ragazza.
"Chi è uscito ieri?" chiese ad un certo punto Frank. Mi ero quasi scordato che fosse accanto a me.
"Patsy, Rachel, Sawna, Shelia e Tabitha" risposi. Erano le cinque ragazze della sesta uscita.
"Ho eliminato personalmente Patsy e Tabitha, mentre per Shelia mi dispiace molto" aggiunsi. Era una ragazza davvero carina, ma Louis credeva che mi stesse solo utilizzando per farsi conoscere e si era così tanto impuntato che mi aveva proibito di salvarla.
"E l'hai salvata?" chiese Frank.
"No, ho salvato Connie" spiegai.
"Ed allora non sei dispiaciuto" concluse Frank. Aveva uno strano modo di vedere le cose, o bianche o nere, senza vie d'uscita.
Risi, pensando che in fondo non mi importava se mi dispiacevo o no per Shelia o Connie.
"Perché continuo questa pagliacciata non lo so" esclamai. Stava diventando tutto così stupido.
"Si che lo sai, altrimenti avresti già abbandonato tutto" mi rispose. Per lui, dalla sua veneranda età, era tutto facile. Mi aveva già capito.
Sorrisi mesto, perché non potevo fare altrimenti.
"Credo che tu non sia giusto con me" scherzai.
"Non so davvero perché non conludo qui il concorso" ammisi. In realtà, credevo di sapere la risposta, ma non ero pronto ad ammetterla.
"Ah, ma io lo so!" esclamò Frank. Si animava quando vedeva che non gli davo ragione.
"È perché non vuoi assumerti la responsabilità di scegliere Amelia quando pensi che ti possa dire di no!" esclamò. Lui era sempre pronto a sbattermi in faccia la realtà della situazione, forse per questo mi piaceva passare il tempo con lui. Avevo bisogno di mantenermi la testa sulle spalle.
Ovviamente, come era solito succedere da quando lo avevo conosciuto, nel momento esatto in cui lo disse, capii che aveva ragione.
"O forse perché la casa discografica me lo ha chiesto" ribattei.
"Perché dovresti fare una cosa del genere?" chiese lui, scherzando. Sapeva che era la verità, ma sapeva anche che aveva ragione e voleva che lo ammettessi.
"No Frank, non risponderò ad un'altra delle tue domande" lo anticipai.
"È tardi e devo ancora preparare una festa" annunciai.
"Il tuo fidanzamento?" chiese Frank. Amava prendermi in giro da solito vecchietto rompiscatole che si ritrovava essere.
"No, per Catherine" gli dissi.
"Oh, bene, quella ragazza proprio non mi va giù!" esclamò lui. Dire che odiava Catherine era un eufemismo.
"È solo incompresa" spiegai per l'ennesima volta "In realtà è dolce ed intelligente"
"Allora sposatela!" sbottó lui. Odiava avere torto tanto quanto amava avere ragione.
"È solo una festa, Frank" esclamai, scuotendo la testa.
"È solo una festa, è solo un amica, è solo sesso e poi puf! Ti ritrovi con un bambino!" esclamò. Mi stava davvero facendo la predica?
"Starò attento" risposi. Non mi andava di litigare con Frank.
"Me lo auguro" mi rispose lui. Si vedeva che era ancora offeso, ma anche lui non voleva litigare.
"Ora va, ragazzo, hai una festa da organizzare!" mi ordinò.
Sorrisi, vittorioso e mi alzai.
Passando salutai con una pacca Frank e gli dissi un "Grazie" mentre rimettevo la sedia al suo posto.
Non riuscivo a credere di avergli dovuto chiedere il permesso.
Ehilaaaaaaaa
Niente, non ho niente da dire
Baci Baci
werenotcool
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THE SELECTION PROGRAM
FanfictionAmelia De Francis ed Harry Styles odiano quei programmi stupidi in cui una massa di oche cerca di conquistare una celebrità. Mia però fa parte di quella massa di oche. Harry è la celebrità da conquistare. Costretti a giocare ad un gioco che non gli...
